#25 tema del giorno: parchi e turismo escursionistico

Rif ArgenteaLa Liguria deve riconsiderare le proprie potenzialità turistiche e conseguentemente ripensare la propria offerta turistica. Grazie alla grande diversità dei suoi habitat e dei suoi paesaggi la Liguria è in grado di proporre un’offerta variegata che, oltre alla consolidata qualità dell’offerta balneare, sia in grado di puntare sulle ricchezze ambientali, paesaggistiche e storico-culturali delle aree costiere e dell’entroterra. Per questa ragione è importante potenziare il ruolo dei parchi regionali che, accanto all’insostituibile compito di tutela attiva degli ecosistemi e di valorizzazione delle risorse naturalistiche, hanno, con il tempo, consolidato un ruolo significativo nell’attività di coordinamento nei confronti dei Comuni e costituito un riferimento per gli operatori economici locali, facendo leva sulla qualità delle filiere agroalimentari e sulla promozione del turismo ecocompatibile. Occorre quindi identificare i Parchi regionali come avamposti di un nuovo modello di sviluppo sostenibile, a partire dall’entroterra guardando a temi quali l’imprenditoria giovanile, la valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali, l’ospitalità diffusa, la tutela e la promozione delle tipicità.
Tutto questo mi fa pensare che è stata giusta la battaglia che a suo tempo ho sostenuto per evitare che, per effetto delle politiche di spending review, si determinasse un impoverimento del ruolo propulsivo dei Parchi che avrebbe comportato una perdita di autonomia e di rappresentanza dei territori con il rischio concreto del sopravvento di una concezione di Parchi essenzialmente vincolistica e pertanto foriera di incomprensioni e conflittualità. Così come è stata giusta la battaglia per il rifinanziamento delle attività a supporto della gestione della REL – Rete Escursionistica Ligure – e dell’Alta via dei Monti Liguri, sicuramente uno dei punti di forza del turismo ligure che, anzi, deve essere opportunamente efficientato tenuto conto della straordinaria attrattiva che può esercitare nei confronti del turismo escursionistico sia sul piano nazionale che europeo.

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#24 tema del giorno: le scuole

scuolaLa scuola, intesa come edificio, è la “casa dell’istruzione”, in cui nell’arco della nostra vita trascorriamo almeno il 50% del tempo utile della nostra giornata e il 20% della nostra vita attiva. La scuola è un “cantiere aperto”, non solo alle trasformazioni fisiche ma anche a quelle sociali, che ne condizionano l’adeguatezza in termini di spazi e di tempi di utilizzo. Per questo è fondamentale che l’ambiente che ci accoglie sia sicuro dal punto di vista statico e impiantistico, ma anche accogliente e confortevole, che favorisca l’apprendimento e le relazioni, soprattutto in un momento in cui l’utilizzo di supporti tecnologici tende a filtrare i rapporti umani.
Occorre una costante manutenzione e gestione degli edifici esistenti, soprattutto in termini di monitoraggio dei consumi energetici, ma anche una razionalizzazione del patrimonio edilizio, per dismettere e valorizzare gli edifici non più idonei all’uso scolastico e costruire nuovi edifici funzionali e ad alta efficienza energetica e tecnologica.
Una seria politica di modernizzazione del patrimonio di edilizia scolastica può essere attuata sia con l’utilizzo delle risorse pubbliche, tra cui il recente stanziamento da parte del Governo di 50 miliardi di euro a valere sul “decreto mutui”, sia con l’individuazione di ulteriori risorse anche private che si rendessero disponibili, traguardando obiettivi di medio lungo periodo e ragionando in un’ottica di sistema per massimizzare l’impiego delle risorse. L’intervento sugli edifici esistenti non può prescindere dalla loro conoscenza, per cui può essere utilizzata l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, una banca dati in cui sono archiviati e aggiornati i dati di consistenza del patrimonio immobiliare. Dai dati dell’anagrafe emerge che una parte consistente degli edifici ha più di 40 anni e, oltre a non essere conforme ai criteri tecnico costruttivi attuali, non risponde più alle esigenze degli utenti, soprattutto sul piano dell’innovazione tecnologica e dell’efficienza energetica.

Occorre anche coinvolgere gli utenti nella manutenzione dell’edificio, attraverso una formazione idonea a garantire il rispetto dei “luoghi dell’istruzione” affinché siano percepiti come una proprietà personale e non come “terra di nessuno”. A tal fine possono essere organizzate iniziative per coinvolgere gli studenti e gli utenti nella raccolta differenziata, nel rinnovo degli arredi, nella coloritura delle pareti, nella sistemazione delle aree esterne per responsabilizzarli a usare meglio e curare l’edificio scolastico e attraverso un’attività di personalizzazione continua perché da “non luogo” la scuola possa diventare un “luogo”.

Ultimo, ma non ultimo, bisogna salvaguardare il presidio del territorio, soprattutto nell’entroterra, mantenendo un’offerta diffusa di servizi per l’istruzione in relazione alle fasce di età, in particolare i nidi e le scuole dell’infanzia.

#21 tema del giorno: agricoltura e presidio del territorio

In questi anni è cresciuta sensibilmente la convinzione che l’agricoltura riveste un’importanza strategica non solo sotto l’aspetto economico, ma anche per il fondamentale ruolo di presidio del territorio.
Negli ultimi 40 anni in Liguria la superficie agricola utilizzata è passata dal 40% all’8% dell’estensione complessiva del territorio regionale, si è verificata una sensibile diminuzione delle aziende e le aree forestali sono passate dal 44% al 70% dell’intero territorio, facendo della Liguria una delle regioni più boscate del Paese.

agricoltura e presidio del territorio

A questi dati è legato il progressivo abbandono del territorio montano e rurale con le conseguenze che purtroppo ben conosciamo in termini di aumento dei rischi connessi alla fragilità idrogeologica del nostro territorio. Nel corso dell’ultimo quinquennio la Regione ha rivolto un particolare impegno per invertire la tendenza allo spopolamento delle campagne anche attraverso provvedimenti mirati al recupero produttivo dei terreni agricoli abbandonati, come nel caso della legge regionale sulla “Banca della Terra” al cui iter ho collaborato attivamente.
Ma non basta. Occorre dedicare ogni sforzo per la rivitalizzazione dell’entroterra sostenendo innanzitutto il settore produttivo che maggiormente connota l’agricoltura delle aree interne: la zootecnia. Un comparto oggi alle prese con gravi difficoltà connesse in particolar modo alla commercializzazione delle produzioni di carni e lattiero-caseari. Difficoltà maggiormente aggravate dalla fine del regime delle quote latte. Questi temi sono stati al centro di un incontro da me promosso in collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori che si è svolto ieri a Masone, e che ha visto la partecipazione di Raffaella Paita. Un’occasione molto utile per sottolineare i problemi e le criticità di un comparto che in Liguria non fa grandi numeri dal punto di vista economico, ma che esprime un forte valore aggiunto in termini di qualità dei prodotti.

Per sostenere gli allevamenti delle zone montane bisogna garantire un reddito dignitoso a chi si dedica ad un’attività molto faticosa ma che ha ricadute importanti per la collettività. Raffaella Paita, ad ulteriore conferma di quanto già contenuto nel suo programma di governo, si è assunta davanti agli allevatori delle valli genovesi degli impegni importanti, in primis quella di convocare subito dopo le elezioni del 31 maggio un “tavolo verde” per mettere a punto le misure necessarie a superare le tante emergenze sul tappeto e a far diventare l’agricoltura un settore primario, mettendo a miglior frutto le opportunità offerte dal nuovo ciclo dei fondi europei e cambiando la qualità della spesa regionale.

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#18 tema del giorno: informazione non significa conoscenza

In un’epoca in cui la comunicazione utilizza strumenti sofisticati, pervasivi e soprattutto fortemente persuasivi in grado di orientare l’opinione pubblica, sempre più fragile e vulnerabile di fronte a una sovraesposizione mediatica senza precedenti, bisogna distinguere bene tra informazione e conoscenza.

Per “informazione” si può intendere una rappresentazione dei fatti (dati) organizzati in modo da essere comprensibili e significativi per l’utente destinatario, che devono essere inseriti in un determinato contesto che consenta di attribuire un significato unico e condiviso al dato. L’informazione acquista maggiore valore quanto più si diffonde e viene utilizzata.

La “conoscenza” può essere invece considerata un insieme di informazioni organizzate e elaborate dall’individuo per acquisire – ed eventualmente diffondere – competenze comprensione, esperienza e cultura. La conoscenza presuppone pertanto l’applicazione di un “filtro” alle informazioni acquisite che consente di selezionare quelle che, sulla base della propria esperienza, si ritengono più attendibili e pertinenti con l’obiettivo.

informazione

L’Istat richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale dell’autorevolezza della fonte delle informazioni: se in passato essa è risultata attendibile e ha fornito dati di buona qualità avrà credito, quindi, la diffusione e l’uso della sua produzione saranno via via più ampi. L’informazione, interagendo con quella disponibile da altre fonti e con l’accumulazione precedente delle persone, diviene conoscenza e risulterà idonea ad affrontare problemi ed esplorare campi differenti da quelli per i quali era stata originariamente prodotta.

E’ pertanto compito delle istituzioni, particolarmente attraverso l’istruzione e la formazione, far accrescere nelle persone un grado di consapevolezza che consenta di selezionare adeguatamente le informazioni, acquisendo una capacità di discernimento non condizionata da idee preconcette ma fondata sull’impegno a “farsi un’idea” delle cose, cercando di affrontare i problemi da più punti di vista e mettendosi possibilmente “nei panni dell’altro”.

Sarà quindi impegno della prossima amministrazione rafforzare e razionalizzare gli investimenti in istruzione e formazione, per garantire la creazione di una conoscenza profonda che consenta di valorizzare l’esperienza e la competenza, aprendo verso ogni forma di comunicazione innovativa purché usata come “mezzo” e non come “fine”.

#17 tema del giorno: la Liguria non può restare un museo a cielo aperto

escursioneI mutamenti dello scenario economico hanno determinato anche in Liguria la necessità di ridefinire i propri assetti strategici, orientando sempre di più l’economia regionale verso il turismo, una vocazione che la nostra regione ha da oltre un secolo ma che necessita di essere inquadrata in un contesto più ampio e soprattutto strutturato.

Ma un’economia basata solo sul turismo è troppo fragile: lo dimostrano il caso di altre regioni in cui, abbandonata l’industria di stato, non è stato costruito un tessuto imprenditoriale in grado di fronteggiare la sfida globale e soprattutto la concorrenza di un’offerta turistica globale, per cui mete sino a ieri inesplorate sono oggi alla portata di molti.

Investire solo su un segmento dell’economia, ancorché redditizio, comporta il rischio di trasformare il territorio in un museo a cielo aperto, da contemplare e gustare ma che, una volta consumato, viene inesorabilmente destinato al declino e all’abbandono.

Occorre quindi investire in un sistema economico che integri il segmento turistico in un insieme di azioni coerenti e coordinate che riguardino la costruzione di un tessuto imprenditoriale strutturato, in grado di adattarsi ai cambiamenti sociali ma soprattutto di produrre ricchezza distribuita.

 

#10 tema del giorno: la riduzione della spesa pubblica

IMG_4246La riduzione della spesa pubblica rimane una delle priorità del nostro Paese. Le manovre finanziarie che si sono succedute negli ultimi anni hanno progressivamente e drasticamente ridotto le risorse a disposizione delle regioni e degli enti locali. Ma un conto è perseguire giusti obiettivi di contenimento della spesa, altra cosa è privare i comuni delle risorse per far fronte ai crescenti bisogni dei propri cittadini.

Condivido pertanto la protesta sollevata dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) soprattutto in riferimento ai piccoli comuni, realtà che conosco molto bene essendomene occupato per diversi anni come amministratore locale e come responsabile dei piccoli comuni di Anci Liguria.

Il taglio alle risorse dei comuni è diventato intollerabile non solo per le ricadute dirette sui bilanci comunali, ma anche perché esse si inseriscono in un quadro complessivo della finanza locale che è già stato fortemente compromesso a seguito delle manovre sulle Province – alle quali sono state addirittura sottratte consistenti quote di loro tributi – e sulle regioni, con il taglio ai fondi della sanità, del sociale e dei trasporti.

A peggiorare la situazione della Liguria contribuiscono le conseguenze degli eventi alluvionali dello sorso anno, che hanno colpito vaste aree del territorio regionale. Su questo punto i comuni liguri stanno ancora aspettando che il Governo rispetti gli impegni che si era assunto nei giorni immediatamente successivi agli eventi.

Per questo motivo l’attenzione che ho sempre posto rispetto a questi problemi mi vedrà ancora in prima linea, convinto come sono che il presidio del territorio costituisce la prima e fondamentale condizione per prevenire alluvioni e dissesti, che solo la presenza dei comuni montani può garantire. Comuni che devono però essere messi in grado di far fronte ai servizi fondamentali per le popolazioni amministrate con l’assegnazione di sufficienti risorse finanziarie.

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#6 tema del giorno: la pesca sportiva

Circolo Amici del Carso GenovaUna bella serata trascorsa al Circolo “Amici del Carso” a Genova con il mondo dell’associazionismo pescasportivo per discutere dei temi relativi a una attività che unisce valori sportivi e sociali. Una legge regionale che ha messo ordine nel settore e introdotto misure di semplificazione. La necessità di salvaguardare il valore sociale di una pratica sportiva che coinvolge moltissimi appassionati e che deve essere messa al riparo da intenti speculativi.

Lo sviluppo del territorio passa anche attraverso il sostegno e la valorizzazione della pesca sportiva in una regione ricca di corsi d’acqua che presentano un buono stato ecologico e chimico.

Da questo punto di vista è importante poter dare attuazione agli obiettivi del nuovo Piano di Tutela delle Acque, adottato recentemente dalla Giunta regionale, con particolare riferimento alla protezione e al miglioramento dello stato degli ecosistemi acquatici.

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