#23 tema del giorno: trasporti pubblici e pendolarismo

Sono davvero tanti i cittadini che ogni giorno si muovono con i mezzi pubblici. Tra loro ci sono anche tanti pendolari che per ragioni di lavoro e di studio si spostano lungo il nostro territorio con treni e corriere. Nell’attività che ho svolto in Consiglio regionale e nell’ambito della IV Commissione ho sempre sostenuto la necessità di considerare la mobilità un diritto che non può essere messo in discussione con una politica di tagli indiscriminati, pur a fronte della progressiva riduzione del Fondo Nazionale Trasporti. La necessità di conseguire risparmi non deve mettere in secondo piano regolarità e sicurezza dei servizi, su ferro e gomma. Lo dico da amministratore e posso dirlo anche come pendolare che conosce bene i disagi che ogni giorno vivono migliaia di persone in movimento.

Linea ferroviaria Genova - OvadaAttraverso la mia attività amministrativa mi sono occupato di carenze infrastrutturali, disservizi e ho difeso il mantenimento del presidio delle piccole stazioni. Così come mi sono occupato della gestione delle criticità dovute al maltempo, a seguito della soppressione di treni anche in presenza di perturbazioni non gravi. Mi sono battuto contro i tagli alle linee di valico, che presentano rilevanti problematiche infrastrutturali, dovute anche alla loro vetustà.

In questi due anni ho rivolto un particolare impegno al varo della riforma del trasporto pubblico locale, che ha avuto una gestazione molto complessa e sofferta. L’istituzione del bacino unico regionale rappresenta la premessa essenziale per assicurare al sistema una gestione sostenibile, nell’ottica dell’integrazione ferro-gomma. Si tratta ora di dare attuazione alla norma, senza ulteriori indugi, attraverso un’assunzione di responsabilità da parte innanzi tutto dei soci dell’Agenzia regionale da poco costituita e in generale dei Comuni che fruiscono del servizio, affinché si possa arrivare al bando di gara e all’assegnazione del servizio possibilmente entro quest’anno.

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#20 tema del giorno: lo statuto dei lavoratori (che compie 45 anni)

20 MAGGIO 1970 – 20 MAGGIO 2015

LO STATUTO DEI LAVORATORI COMPIE 45 ANNI

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Il dibattito intorno allo Statuto dei Lavoratori è sempre attuale e complesso. Tuttavia per me è molto importante ricordare che la Legge 300 del 1970, ovvero lo Statuto dei lavoratori, oggi compie 45 anni. Nel nostro ordinamento, la Legge 300 è la fonte normativa più importante dopo la Costituzione. Il 20 maggio 1970 segnò un vero e proprio spartiacque nelle relazioni industriali. In quegli anni emerse la volontà da parte del legislatore di tutelare il prestatore d’opera o di servizi perché percepita come parte più debole nel rapporto di lavoro. In quel 1970  si mise nero su bianco l’impegno rivolto alla pace sociale attraverso alcuni diritti essenziali che, giocoforza, avrebbero agevolato anche la produttività.
Sulla legge hanno inciso in particolar modo le lotte sindacali, l’autunno caldo del ’69 e i movimenti solidaristici del ’68.

Il disegno di legge fu proposto Giacomo Brodolini, ministro del lavoro, socialista, ex sindacalista. Fu Brodolini ad affidare al giovane giurista Gino Giugni il compito di elaborare il testo. Giugni definì lo Statuto dei Lavoratori il frutto di una felice unione tra la cultura giuridica e il movimento di massa. Gli articoli maggiormente rappresentativi dello Statuto dei lavoratori sono quelli che si riferiscono a: libertà di opinione, diritto di costituire associazioni sindacali e di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro, facoltà di formare rappresentanze sindacali aziendali, diritto di assemblea e repressione della condotta antisindacale.

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#8 tema del giorno: morire di lavoro – anche quando c’è

sicurezza_lavoroPochi giorni fa l’ennesimo incidente mortale sul lavoro che si è verificato nel cantiere Fincantieri del Muggiano a La Spezia.

Le criticità del mondo del lavoro, in particolare nel settore edile, sono collegate non solo alla sua mancanza, e quindi al dilagare della disoccupazione e di coloro che hanno smesso di cercare un’occupazione, ma anche dalla scarsa qualità dei processi produttivi e da una scarsa consapevolezza del proprio ruolo e dei propri diritti e, quindi, a problemi di natura culturale.

La dimensione imprenditoriale vede una netta prevalenza di aziende con meno di tre addetti, il che denota sia una cultura di impresa insufficiente a garantire standard qualitativi elevati, sia al ricorso indiscriminato al subappalto, con il conseguente deprezzamento del lavoro e soprattutto della manodopera a detrimento delle condizioni di sicurezza.
Tutto ciò si inquadra in un contesto fortemente normato, sia dal punto di vista tecnico che procedurale, che vede attribuire maggior valore alla creazione di responsabilità plurime e all’utilizzo dello strumento sanzionatorio piuttosto che alla qualificazione dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Il costo per l’attuazione delle misure di sicurezza viene percepito come un extra costo e non come un investimento, con una generale tendenza alla sottostima – gli oneri per la sicurezza negli appalti di lavori registrano un’incidenza media del 3% – ed una scarsa efficacia nei controlli che detti costi siano effettivamente sostenuti per le finalità prefissate. Il perseguimento di obiettivi di contenimento del fenomeno degli infortuni sul lavoro necessita pertanto di azioni mirate a contribuire concretamente a un miglioramento dello stato sociale ed alla crescita della cultura della sicurezza. Criticità connesse in qualche modo anche al problema dell’accesso professionale all’edilizia che da tempo richiede di essere regolamentato.

Per quanto riguarda la azioni regionali in materia di sicurezza sul lavoro nel settore edile, la Giunta regionale ligure ha approvato un progetto obiettivo per la sicurezza nei cantieri edili, finalizzato al sostegno di azioni straordinarie di vigilanza e informazione in materia di tutela e sicurezza dei lavoratori nel settore edile, articolato su una serie di attività riguardanti monitoraggio, prevenzione, controllo, formazione e cultura della responsabilità sociale.

Un impegno che dovrà trovare continuità ed essere intensificato anche nella prossima legislatura perché sul tema della sicurezza sul lavoro non possiamo permetterci di abbassare la guardia.

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