In Liguria concessioni idriche semplificate

acqua Più facile ottenere una concessione idrica in Liguria, da oggi. È stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale la mia proposta di legge “Modifica alla legge regionale 21 giugno 1999, n.18 “Adeguamento delle discipline e conferimento delle funzioni agli Enti Locali in materia di ambiente, difesa del suolo ed energia.”

Fino ad oggi l’iter per il rilascio di concessioni di acqua potabile è stato molto lungo e burocratico. Grazie alla nuova legge regionale sarà possibile smaltire un arretrato ingente: in Liguria quasi la metà delle pratiche di concessione di acqua potabile sono ancora in fase istruttoria, ma nel 70% dei casi l’acqua viene comunque prelevata nonostante il procedimento non sia ancora concluso, in virtù di regimi di sanatoria previsti dalla legge.

Per il rilascio di concessioni di acqua potabile è necessario un giudizio igienico-sanitario di idoneità al consumo umano emesso dalle asl, sulla base di sopralluoghi ispettivi e di analisi delle acque. In tutta la Liguria i tempi per l’emissione di questo parere sono molto lunghi, ma in alcuni casi – come nel territorio della Asl3 – il procedimento è totalmente bloccato, a causa di un mancato accordo fra Asl e Arpal su chi deve effettuare (e pagare) le analisi delle acque.

Per risolvere questa situazione la nuova legge regionale, modificando la legge regionale del 1999, istituisce una procedura alternativa: su istanza del richiedente la concessione, le analisi dell’acqua e la descrizione dello stato di consistenza delle opere idrauliche potranno infatti essere affidate a laboratori accreditati e professionisti privati che presenteranno le proprie relazioni alle asl che resta il solo organo competente all’emissione del giudizio di idoneità al consumo umano.

La legge regionale infine prevede di dare attuazione all’articolo 114 comma 11 decies della stessa lr 18/99 che, introdotto nel gennaio 2002, prevedeva l’emanazione di un regolamento di attuazione delle procedure per il rilascio di concessioni entro 90 giorni. Tale regolamento, a distanza di dodici anni, non è ancora stato emanato.

Una legge per regolamentare le concessioni idriche

Semplificare l’iter amministrativo riducendo i tempi delle istruttorie, tutelare il diritto a derivare l’acqua alle condizioni normative previste, contrastare i prelievi abusivi, che sono un pericolo per la salute e un danno per le finanze pubbliche.

Sono i tre punti salienti di una proposta di legge del Pd al Consiglio regionale sulle concessioni di piccole derivazioni d’acqua per uso umano che illustrerò domani in commissione

Concessioni idriche: snellire le procedure

L’iter per le concessioni idriche ad uso potabile è troppo complesso, con tempi infiniti, e perciò ho presentato un’interpellanza discussa questa mattina in Assemblea regionale per chiedere alla Regione di intervenire per snellire la procedura.

Il problema riguarda soprattutto le abitazioni isolate e i rifugi montani. Non si tratta di grossi numeri, però è un caso di scuola sulla burocrazia italiana: questo tipo di pratica coinvolge infatti cinque enti diversi: Regione, Provincia, Comune, Autorità di Bacino, Asl e Arpal. Il costo ammonta a poco meno di tremila euro, ma la pratica va avanti per anni perché la procedura prevede sopralluoghi e la pubblicazione all’albo pretorio per eventuali osservazioni. Tutto ciò sia per le grandi derivazioni che per le piccole. E alla fine non si ha neanche la certezza di ottenere l’autorizzazione.
In provincia di Genova l’Asl, prima di emettere il suo parere, commissiona le analisi all’Arpal e, dato che manca un accordo tra i due enti, la pratica si blocca. Il rischio è che si incoraggino allacci abusivi, con gravi rischi per la salute, dato che stiamo parlando di acqua per il consumo umano.

Un esempio? Il caso del Rifugio Argentera, sull’Alta Via dei Monti Liguri, nel Parco del Beigua. È stato ristrutturato con fondi regionali rispettando i tempi previsti ma non è possibile affidarlo in gestione perché da due anni attende l’allaccio.
L’assessore Claudio Montaldo ha comunicato di aver richiesto notizie in merito alla procedura a tutti gli enti coinvolti e si è impegnato ad affrontare con urgenza il caso specifico del Rifugio Argentera per non perdere la stagione turistica.

 

 

 

 

 

Riforma acqua e rifiuti, la Regione approva il nuovo modello organizzativo

Siamo di fronte ad una delle riforme più importanti dell’intera legislatura che approda in Consiglio regionale dopo un iter lungo, complesso e sofferto.

Abbiamo approvato a larga maggioranza la riforma della governance locale di due settori, acqua e rifiuti, che incidono fortemente sulla salute, l’ambiente, l’economia regionale, funzioni essenziali per garantire tariffe eque, efficienza dei servizi ed il rilancio degli investimenti, specie nel campo della depurazione, di fondamentale importanza in una regione come la nostra a forte vocazione turistica.

Ci siamo arrivati dopo un impegnativo lavoro in Commissione VI Territorio e Ambiente che ha portato ad integrare la legge proposta dalla Giunta con importanti emendamenti.

Per quanto mi riguarda, ho ritenuto fondamentale proporre emendamenti finalizzati a rafforzare le funzioni di indirizzo, governo e controllo in capo alla Regione e ai Comuni. Ho inoltre proposto una maggiore attenzione ai piccoli Comuni sia negli interventi, sia nelle agevolazioni tariffarie, che ritengo l’unica possibile risposta concreta a loro supporto per non lasciarli soli a gestire situazioni sulle quali si troverebbero in difficoltà in termini di risorse, competenze e rispetto del patto di stabilità.

La nuova legge su acqua e rifiuti approda in Consiglio Regionale

aqua_rifiutiOggi è stato approvato in commissione il disegno di legge relativo alla riforma dell’assetto organizzativo del servizio idrico e del ciclo dei rifiuti.

Sono passati tutti gli emendamenti che ho presentato per rafforzare le funzioni pubbliche di regolazione e controllo, condizione fondamentale per garantire più efficienza gestionale e maggiore equità tariffaria.

Nei prossimi giorni è previsto il passaggio in Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva del provvedimento.