#20 tema del giorno: lo statuto dei lavoratori (che compie 45 anni)

20 MAGGIO 1970 – 20 MAGGIO 2015

LO STATUTO DEI LAVORATORI COMPIE 45 ANNI

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Il dibattito intorno allo Statuto dei Lavoratori è sempre attuale e complesso. Tuttavia per me è molto importante ricordare che la Legge 300 del 1970, ovvero lo Statuto dei lavoratori, oggi compie 45 anni. Nel nostro ordinamento, la Legge 300 è la fonte normativa più importante dopo la Costituzione. Il 20 maggio 1970 segnò un vero e proprio spartiacque nelle relazioni industriali. In quegli anni emerse la volontà da parte del legislatore di tutelare il prestatore d’opera o di servizi perché percepita come parte più debole nel rapporto di lavoro. In quel 1970  si mise nero su bianco l’impegno rivolto alla pace sociale attraverso alcuni diritti essenziali che, giocoforza, avrebbero agevolato anche la produttività.
Sulla legge hanno inciso in particolar modo le lotte sindacali, l’autunno caldo del ’69 e i movimenti solidaristici del ’68.

Il disegno di legge fu proposto Giacomo Brodolini, ministro del lavoro, socialista, ex sindacalista. Fu Brodolini ad affidare al giovane giurista Gino Giugni il compito di elaborare il testo. Giugni definì lo Statuto dei Lavoratori il frutto di una felice unione tra la cultura giuridica e il movimento di massa. Gli articoli maggiormente rappresentativi dello Statuto dei lavoratori sono quelli che si riferiscono a: libertà di opinione, diritto di costituire associazioni sindacali e di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro, facoltà di formare rappresentanze sindacali aziendali, diritto di assemblea e repressione della condotta antisindacale.

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#19 tema del giorno: politiche per gli over 65

anzianiLa Liguria è la regione con la più alta percentuale di anziani. Gli ultrasessantacinquenni sono più di 400 mila su una popolazione di circa 1 milione e mezzo. In questo contesto le politiche sociali rivolte a questa fascia di età devono essere considerate una priorità e devono essere finalizzate alla promozione di un invecchiamento attivo e al sostegno delle persone che si trovano in una situazione di fragilità sociale o addirittura di non autosufficienza.

Occorre favorire iniziative e percorsi che consentano di mettere in risalto il valore dell’esperienza, come fonte preziosa di informazioni per la collettività. L’esperienza aiuta a vedere le cose più chiaramente e non rappresenta un ostacolo all’innovazione ma un aiuto a realizzarla meglio.

Non sono sprecate quindi le risorse per concedere agli anziani l’opportunità di condividere i loro saperi, le loro passioni, le loro ansie per il tempo che gli resta.

Oltre agli interventi di carattere socio-sanitario non bisogna trascurare gli aspetti legati alla qualità della vita. Una bocciofila, un’associazione culturale, anche solo una panchina per guardare il tramonto possono rappresentare un piccolo segno di attenzione per la generazione che con tanti sacrifici ci ha consegnato un Paese libero e che con tanti sacrifici regge spesso il peso economico e sociale di famiglie in difficoltà.

A Masone con gli allevatori


Allevatori Valle SturaMercoledì 20 maggio
sarò a Masone con la candidata alla presidenza della Regione Liguria Raffaella Paita per incontrare gli allevatori e parlare con loro e con le organizzazioni professionali agricole dei problemi e delle opportunità della zootecnia ligure.

Appuntamento alle 9.30 alla Sala Don Bosco dell’Opera Mons. Macciò a Masone

#18 tema del giorno: informazione non significa conoscenza

In un’epoca in cui la comunicazione utilizza strumenti sofisticati, pervasivi e soprattutto fortemente persuasivi in grado di orientare l’opinione pubblica, sempre più fragile e vulnerabile di fronte a una sovraesposizione mediatica senza precedenti, bisogna distinguere bene tra informazione e conoscenza.

Per “informazione” si può intendere una rappresentazione dei fatti (dati) organizzati in modo da essere comprensibili e significativi per l’utente destinatario, che devono essere inseriti in un determinato contesto che consenta di attribuire un significato unico e condiviso al dato. L’informazione acquista maggiore valore quanto più si diffonde e viene utilizzata.

La “conoscenza” può essere invece considerata un insieme di informazioni organizzate e elaborate dall’individuo per acquisire – ed eventualmente diffondere – competenze comprensione, esperienza e cultura. La conoscenza presuppone pertanto l’applicazione di un “filtro” alle informazioni acquisite che consente di selezionare quelle che, sulla base della propria esperienza, si ritengono più attendibili e pertinenti con l’obiettivo.

informazione

L’Istat richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale dell’autorevolezza della fonte delle informazioni: se in passato essa è risultata attendibile e ha fornito dati di buona qualità avrà credito, quindi, la diffusione e l’uso della sua produzione saranno via via più ampi. L’informazione, interagendo con quella disponibile da altre fonti e con l’accumulazione precedente delle persone, diviene conoscenza e risulterà idonea ad affrontare problemi ed esplorare campi differenti da quelli per i quali era stata originariamente prodotta.

E’ pertanto compito delle istituzioni, particolarmente attraverso l’istruzione e la formazione, far accrescere nelle persone un grado di consapevolezza che consenta di selezionare adeguatamente le informazioni, acquisendo una capacità di discernimento non condizionata da idee preconcette ma fondata sull’impegno a “farsi un’idea” delle cose, cercando di affrontare i problemi da più punti di vista e mettendosi possibilmente “nei panni dell’altro”.

Sarà quindi impegno della prossima amministrazione rafforzare e razionalizzare gli investimenti in istruzione e formazione, per garantire la creazione di una conoscenza profonda che consenta di valorizzare l’esperienza e la competenza, aprendo verso ogni forma di comunicazione innovativa purché usata come “mezzo” e non come “fine”.

#17 tema del giorno: la Liguria non può restare un museo a cielo aperto

escursioneI mutamenti dello scenario economico hanno determinato anche in Liguria la necessità di ridefinire i propri assetti strategici, orientando sempre di più l’economia regionale verso il turismo, una vocazione che la nostra regione ha da oltre un secolo ma che necessita di essere inquadrata in un contesto più ampio e soprattutto strutturato.

Ma un’economia basata solo sul turismo è troppo fragile: lo dimostrano il caso di altre regioni in cui, abbandonata l’industria di stato, non è stato costruito un tessuto imprenditoriale in grado di fronteggiare la sfida globale e soprattutto la concorrenza di un’offerta turistica globale, per cui mete sino a ieri inesplorate sono oggi alla portata di molti.

Investire solo su un segmento dell’economia, ancorché redditizio, comporta il rischio di trasformare il territorio in un museo a cielo aperto, da contemplare e gustare ma che, una volta consumato, viene inesorabilmente destinato al declino e all’abbandono.

Occorre quindi investire in un sistema economico che integri il segmento turistico in un insieme di azioni coerenti e coordinate che riguardino la costruzione di un tessuto imprenditoriale strutturato, in grado di adattarsi ai cambiamenti sociali ma soprattutto di produrre ricchezza distribuita.

 

#16 tema del giorno: semplificazione

Il termine “semplificazione” è stato spesso utilizzato come annuncio per giustificare formalmente provvedimenti che, nella sostanza, hanno finito per rendere ancora più complesso ciò che doveva essere semplificato.

Basti pensare all’autocertificazione, croce e delizia del complesso rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, che, in assenza di un sistema informativo strutturato in banche dati accessibili e condivise, a fronte di un indubbio vantaggio per i cittadini e le imprese diventa spesso un aggravio dell’attività della pubblica amministrazione, con il possibile rischio di ravvisare la falsa dichiarazione quando è troppo tardi.

semplificazione

Il problema non è quasi mai la regola ma la sua applicazione pratica, spesso distorta o impropria, sia per mancanza di adeguata formazione e informazione, sia per l’impossibilità materiale di garantirne il rispetto nelle condizioni di risorse umane e strumentali a disposizione.

Semplificare vuol dire non costringere i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione a inutili complicazioni che rappresentano un costo economico, umano e sociale rilevante, restituendo alla collettività il tempo ingiustamente sottratto in settori chiave per la qualità della vita e la crescita dell’economia

La semplificazione non si attua incendiando pubblicamente le leggi, ma intervenendo sui procedimenti in modo da individuarne le criticità ed attivare i meccanismi di miglioramento per ridurle o se possibile azzerarle. Questi obiettivi sono contenuti nell’Agenda per la semplificazione 2015- 2017 predisposta dal Governo d’intesa con le Regioni, i Comuni, le Province e le Città Metropolitane per sancire un’alleanza dei diversi livelli amministrativi per il miglior utilizzo dell’innovazione tecnologica, amministrativa, organizzativa, normativa, anche come deterrente di cattive pratiche collegate alla collusione e alla corruzione.

#15 tema del giorno: riflessioni sul mondo del lavoro

lavoratoreL’investimento più sicuro è quello sul capitale umano.
La cosiddetta New Economy ha determinato un mutamento genetico nell’imprenditoria a livello mondiale, determinando un sistema consumistico anche nel modo di concepire il lavoro.
Contratti atipici, lavoro a distanza, co-working sono forme di spersonalizzazione del lavoro che, se usate in modo improprio, contribuiscono a renderlo commercializzabile come qualsiasi oggetto di consumo. Ma dietro il lavoro ci sono delle persone, con un proprio bagaglio di conoscenze, competenze e capacità che spesso attendono anni per essere valorizzate.

In Italia abbiamo avuto straordinari esempi di investimento nel capitale umano, uno fra tutti quello di Adriano Olivetti, che ha costruito un impero grazie alle proprie intuizioni e alla fiducia nel talento delle persone di cui si circondava. Perché se è vero che il genio è privilegio di pochi e fa sentire gli altri un po’ mediocri, il talento è in ognuno di noi e deve essere fatto emergere. Questo è il compito dei leader delle aziende, ma è compito della politica creare le condizioni affinché questo avvenga. Investire in istruzione e formazione è un obiettivo politico da perseguire affinché il capitale umano sia valorizzato ed esprima al meglio le proprio potenzialità.
Applicare criteri meritocratici anziché logiche clientelari è un obiettivo politico da perseguire per garantire efficienza, efficacia e trasparenza della pubblica amministrazione.

Garantire il rispetto dei principi costituzionali è un obiettivo politico da perseguire, e non richiede motivazione.

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