VIVERE NELL’ENTROTERRA: Nuove sfide e opportunità per le vallate genovesi

Rossiglione 24 settembre 2016 – Expo’ Valle Stura 2016
Antonino Oliveri: Il progetto di riqualificazione delle periferie della Città Metropolitana di Genova come occasione di rilancio dell’entroterra Genovese
expo2016
Le riflessioni sul tema dell’entroterra si caratterizzano spesso per una ricorrente contraddizione: da una parte si tende generalmente a sottolinearne l’importanza strategica sotto il profilo della difesa del territorio, dei valori ambientali e paesaggistici, del patrimonio forestale, del presidio agricolo, delle produzioni locali, mentre dall’altra stentano a farsi largo politiche vere ed efficaci a favore dell’entroterra che consentano davvero di contenere i fenomeni di abbandono e di spopolamento. Purtroppo le aree interne sono penalizzate dai piccoli numeri. Potremmo fare molti esempi, dal tema dei servizi a quello dell’economia. Ma basta l’esempio della zootecnia, in particolare quella delle valli genovesi – e segnatamente quella valligiana – che fatica a stare sul mercato pur avendo valori qualitativi indiscutibili.

Parto da queste considerazioni per dire che l’occasione di questo incontro, che avviene in un momento tra i più significativi della vita economica della vallata (l’Expo della Valle Stura), in qualche modo indica una possibile correzione di rotta, mettendo al centro una serie di iniziative che vedono il coinvolgimento attivo dei Comuni di questo territorio e che si pongono l’obiettivo di cogliere importanti opportunità di finanziamento e di sviluppo. Opportunità che esigono non solo capacità progettuale, ma anche una modalità di lavoro che deve tendere a mettere a fattor comune idee, progetti e ambizioni. Questo vale in particolare per il progetto “Aree interne” e per il Progetto di riqualificazione delle periferie della Città Metropolitana, sul quale sono stato chiamato a portare il mio contributo.
Il progetto di riqualificazione delle periferie prende le mosse da un provvedimento governativo – il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° giugno scorso – con il quale è stato approvato il bando per la presentazione dei progetti per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie che porta una dotazione di 500 milioni di euro così articolati: fino ad un massimo di 40 milioni destinati al territorio di ciascuna Città Metropolitana e fino ad un massimo di 18 milioni per I Comuni capoluogo di provincia.

Tenuto conto dei tempi strettissimi per la presentazione dei progetti (al 31 agosto 2016 era fissata la scadenza) la Città Metropolitana ha immediatamente promosso una generale ricognizione all’interno dell’Ente e presso i Comuni, al fine di raccogliere proposte progettuali con un avanzato stato di definizione (almeno il progetto preliminare) e in linea con le tipologie d’intervento previste dal bando.

Tre le scelte di fondo: gli ambiti territoriali, i filoni tematici nella cornice dei criteri del bando e l’integrazione con la progettualità interna riferita alle funzioni fondamentali della CM (strade e scuole). E’ stata individuata quale area da sviluppare in connessione con la periferia genovese l’immediato entroterra alle spalle del capoluogo. Più precisamente i fondovalle urbani lungo l’asse dei torrenti Polcevera, Scrivia e Stura, che hanno nella rete della viabilità metropolitana una sorta di filo rosso di collegamento.

Ciò a tutto vantaggio dell’ organicità del progetto, cercando di tenere una linea di coerenza con le finalità del bando.

Non v’è dubbio infatti che queste tre aree sono quelle dove più forti e consolidate sono le relazioni con il capoluogo. Nel caso delle Valli Stura Orba e Leira lo dimostrano ampiamente i dati sul pendolarismo scolastico e lavorativo, la fruizione dei servizi (in primis quelli sanitari), la mobilità. Per converso, esistono dinamiche di attrazione dalla periferia genovese verso l’entroterra motivate, ad esempio, da una residenzialità più conveniente sul piano economico.

Da questo punto di vista, il concetto di periferie, così come viene considerato dal bando, fa riferimento a situazioni che trovano riscontri anche in queste realtà: marginalità economica e sociale, degrado edilizio, carenza di servizi.

I progetti presentati dai Comuni di queste vallate hanno avuto un esito molto positivo in termini di ammissibilità e quindi di inserimento nel Progetto complessivo della Città Metropolitana, superando i criteri selettivi stabiliti dalla Città Metropolitana per ricondurre l’importo complessivo degli interventi entro la misura massimo prevista dal bando.
Tanto per dare un’idea, sono pervenute alla Città Metropolitana schede progettuali per complessivi 106 milioni di euro.

Sintetizzo brevemente i contenuti essenziali delle proposte progettuali che riguardano i Comuni di Mele, Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto:
– Per quanto riguarda il Comune di Mele si tratta del completamento e della riqualificazione del centro storico, con la pavimentazione dell’ultimo tratto della viabilità interna. L’intervento si inserisce in una strategia di regolamentazione degli accessi e della sosta, anche in funzione della pedonalizzazione di parte dell’area centrale dell’abitato, con effetti positivi in termini di vivibilità e di sviluppo sostenibile;

– Il Comune di Masone ha presentato un progetto di adeguamento sismico della Scuola Media, per ovviare alle criticità strutturali dell’edificio. Questo intervento, al di là dei benefici attesi, ha il vantaggio di rispondere all’idea base del Progetto della Città Metropolitana che individua proprio nella riqualificazione delle scuole uno dei fondamentali obiettivi per innescare un processo ampio di riqualificazione edilizia, urbanistica e di aggregazione sociale;

– A Campo Ligure, che ha aderito al progetto “Mayors in action” di cui è capofila la Città Metropolitana, sono previsti interventi per la riqualificazione energetica e la messa in sicurezza del Palazzetto dello Sport, che potrà assumere il ruolo di fulcro di attività sportive, culturali e di aggregazione giovanile per un bacino di utenza esteso fino al ponente genovese e al basso Piemonte, a dimostrazione di come il nostro ambito periferico possa essere una risorsa per servizi pubblici di valenza sovracomunale;

– Il Comune di Rossiglione ha presentato un progetto di riqualificazione del tessuto urbano del Borgo Inferiore che si articola in una serie di interventi: la riqualificazione edilizia di una palazzina con la realizzazione all’interno dell’asilo nido e di spazi di aggregazione; la realizzazione di un campo sportivo polivalente; interventi di pavimentazione; copertura della passerella di collegamento con l’area dell’Expo. Le ricadute di questi investimenti sono di carattere prevalentemente sociale in termini di incremento dei servizi ai residenti, di potenzialità economiche, di miglioramento della qualità della vita e della qualità del decoro urbano.

Anche questi interventi si inseriscono organicamente nel progetto della Città Metropolitana che privilegia la logica dell’integrazione che punta a coniugare recupero di immobili degradati, sistemazione di spazi esterni, incremento dei servizi e innovazione tecnologica.

– Chiude la rassegna Tiglieto con un progetto che riguarda la riqualificazione della piazza principale del paese che costituisce il polo centrale dell’intero territorio comunale e dove si concentrano i principali servizi di carattere pubblico e le principali manifestazioni di tipo sociale. Si tratta in sostanza del completamento di un intervento già avviato per la realizzazione di lavori volti al superamento delle barriere architettoniche, di messa in sicurezza della viabilità, di regolamentazione dei parcheggi, del rifacimento della pubblica illuminazione e di sistemazione di uno spazio di verde pubblico.

In tutti i progetti presentati ci sono elementi di innovazione e tutti forniscono chiare indicazioni circa le positive ricadute sul territorio e sul suo tessuto economico. L’entità complessivo dei finanziamento dei Comuni Valligiani inseriti nel progetto complessivo della Città Metropolitana è di circa 2,5 milioni su un budget complessivo di 40 milioni:

Mele 204.175,31
Masone 220.000,00
Campo Ligure 927.130,12
Rossiglione 935.637,66
Tiglieto 199.800,00

Dentro questo importo complessivo sono ricompresi anche gli interventi di stretta competenza della Città Metropolitana: 16 milioni sono destinati alla riqualificazione e messa in sicurezza degli istituti di scuola media superiore e circa 15 milioni sono destinati alle strade di competenza dell’ente.

Per quanto riguarda la viabilità, si tratta di interventi di miglioramento della mobilità pubblica e privata e dei collegamento con le vallate che prevedono sistemazioni e consolidamento di carreggiate, nuove protezioni laterali, asfaltature, ecc.

In questo settore le ricadute sulle nostre vallate riguardano la SP 456 del Turchino, con un insieme di opere che hanno un costo complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro.

Credo, quindi, che, nel complesso, questa parte dell’entroterra abbia avuto un significativo riconoscimento, al pari peraltro delle altre vallate del genovesato che rientrano negli ambiti funzionali del Progetto: la Val Polcevera e la Valle Scrivia.

E’ il segno di una giusta considerazione di questi territori, ma anche il riconoscimento della capacità progettuale dei nostri Comuni e della loro propensione a fare squadra.

Quella dell’Unione dei Comuni, che proprio in queste valli ha visto concretizzarsi la prima esperienza ligure, richiede indubbiamente un impegno molto complesso: ce ne accorgiamo ogni giorno. Ma non vi è dubbio che aver a suo tempo accettato la più complicata delle sfide poste all’associazionismo comunale, consente oggi di cogliere i frutti di quella scelta, attraverso una più spiccata predisposizione ad avvalersi delle opportunità di sviluppo e crescita che via via si presentano.
Per la Città Metropolitana il bando sulle periferie costituisce forse la prima occasione per dare nuovo impulso al ruolo di un ente che la legge Del Rio ha identificato in funzione della governance e dello sviluppo dei territori di area vasta, ma che le leggi finanziarie che ne hanno accompagnato il varo hanno clamorosamente negato con tagli insostenibili al bilancio dell’ente.

Ora la palla è in mano al Nucleo di valutazione istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’esame dei progetti pervenuti. Si prevede che l’struttoria si chiuda entro la fine dell’anno. In base all’esito si aprirà una nuova fase per decidere i criteri di assegnazione dei finanziamenti che verranno concessi e che sicuramente saranno inferiori alle richieste, tenuto conto che il costo complessivo dei progetti presentati (118) è di gran lunga superiore alle disponibilità del bando.

Resta il fatto che la considerevole dimensione degli investimenti inseriti nel Progetto della Città Metropolitana ci dà la possibilità di favorire un processo di rivitalizzazione economica, sociale e culturale con positive ricadute non solo sulla popolazione residente, ma anche sul mondo delle imprese e delle attività produttive. Con un effetto volano che risulterà tanto più efficace quanto più sarà alto il livello di coordinamento e integrazione tra i diversi strumenti messi in campo.

#24 tema del giorno: le scuole

scuolaLa scuola, intesa come edificio, è la “casa dell’istruzione”, in cui nell’arco della nostra vita trascorriamo almeno il 50% del tempo utile della nostra giornata e il 20% della nostra vita attiva. La scuola è un “cantiere aperto”, non solo alle trasformazioni fisiche ma anche a quelle sociali, che ne condizionano l’adeguatezza in termini di spazi e di tempi di utilizzo. Per questo è fondamentale che l’ambiente che ci accoglie sia sicuro dal punto di vista statico e impiantistico, ma anche accogliente e confortevole, che favorisca l’apprendimento e le relazioni, soprattutto in un momento in cui l’utilizzo di supporti tecnologici tende a filtrare i rapporti umani.
Occorre una costante manutenzione e gestione degli edifici esistenti, soprattutto in termini di monitoraggio dei consumi energetici, ma anche una razionalizzazione del patrimonio edilizio, per dismettere e valorizzare gli edifici non più idonei all’uso scolastico e costruire nuovi edifici funzionali e ad alta efficienza energetica e tecnologica.
Una seria politica di modernizzazione del patrimonio di edilizia scolastica può essere attuata sia con l’utilizzo delle risorse pubbliche, tra cui il recente stanziamento da parte del Governo di 50 miliardi di euro a valere sul “decreto mutui”, sia con l’individuazione di ulteriori risorse anche private che si rendessero disponibili, traguardando obiettivi di medio lungo periodo e ragionando in un’ottica di sistema per massimizzare l’impiego delle risorse. L’intervento sugli edifici esistenti non può prescindere dalla loro conoscenza, per cui può essere utilizzata l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, una banca dati in cui sono archiviati e aggiornati i dati di consistenza del patrimonio immobiliare. Dai dati dell’anagrafe emerge che una parte consistente degli edifici ha più di 40 anni e, oltre a non essere conforme ai criteri tecnico costruttivi attuali, non risponde più alle esigenze degli utenti, soprattutto sul piano dell’innovazione tecnologica e dell’efficienza energetica.

Occorre anche coinvolgere gli utenti nella manutenzione dell’edificio, attraverso una formazione idonea a garantire il rispetto dei “luoghi dell’istruzione” affinché siano percepiti come una proprietà personale e non come “terra di nessuno”. A tal fine possono essere organizzate iniziative per coinvolgere gli studenti e gli utenti nella raccolta differenziata, nel rinnovo degli arredi, nella coloritura delle pareti, nella sistemazione delle aree esterne per responsabilizzarli a usare meglio e curare l’edificio scolastico e attraverso un’attività di personalizzazione continua perché da “non luogo” la scuola possa diventare un “luogo”.

Ultimo, ma non ultimo, bisogna salvaguardare il presidio del territorio, soprattutto nell’entroterra, mantenendo un’offerta diffusa di servizi per l’istruzione in relazione alle fasce di età, in particolare i nidi e le scuole dell’infanzia.

#19 tema del giorno: politiche per gli over 65

anzianiLa Liguria è la regione con la più alta percentuale di anziani. Gli ultrasessantacinquenni sono più di 400 mila su una popolazione di circa 1 milione e mezzo. In questo contesto le politiche sociali rivolte a questa fascia di età devono essere considerate una priorità e devono essere finalizzate alla promozione di un invecchiamento attivo e al sostegno delle persone che si trovano in una situazione di fragilità sociale o addirittura di non autosufficienza.

Occorre favorire iniziative e percorsi che consentano di mettere in risalto il valore dell’esperienza, come fonte preziosa di informazioni per la collettività. L’esperienza aiuta a vedere le cose più chiaramente e non rappresenta un ostacolo all’innovazione ma un aiuto a realizzarla meglio.

Non sono sprecate quindi le risorse per concedere agli anziani l’opportunità di condividere i loro saperi, le loro passioni, le loro ansie per il tempo che gli resta.

Oltre agli interventi di carattere socio-sanitario non bisogna trascurare gli aspetti legati alla qualità della vita. Una bocciofila, un’associazione culturale, anche solo una panchina per guardare il tramonto possono rappresentare un piccolo segno di attenzione per la generazione che con tanti sacrifici ci ha consegnato un Paese libero e che con tanti sacrifici regge spesso il peso economico e sociale di famiglie in difficoltà.

#16 tema del giorno: semplificazione

Il termine “semplificazione” è stato spesso utilizzato come annuncio per giustificare formalmente provvedimenti che, nella sostanza, hanno finito per rendere ancora più complesso ciò che doveva essere semplificato.

Basti pensare all’autocertificazione, croce e delizia del complesso rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, che, in assenza di un sistema informativo strutturato in banche dati accessibili e condivise, a fronte di un indubbio vantaggio per i cittadini e le imprese diventa spesso un aggravio dell’attività della pubblica amministrazione, con il possibile rischio di ravvisare la falsa dichiarazione quando è troppo tardi.

semplificazione

Il problema non è quasi mai la regola ma la sua applicazione pratica, spesso distorta o impropria, sia per mancanza di adeguata formazione e informazione, sia per l’impossibilità materiale di garantirne il rispetto nelle condizioni di risorse umane e strumentali a disposizione.

Semplificare vuol dire non costringere i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione a inutili complicazioni che rappresentano un costo economico, umano e sociale rilevante, restituendo alla collettività il tempo ingiustamente sottratto in settori chiave per la qualità della vita e la crescita dell’economia

La semplificazione non si attua incendiando pubblicamente le leggi, ma intervenendo sui procedimenti in modo da individuarne le criticità ed attivare i meccanismi di miglioramento per ridurle o se possibile azzerarle. Questi obiettivi sono contenuti nell’Agenda per la semplificazione 2015- 2017 predisposta dal Governo d’intesa con le Regioni, i Comuni, le Province e le Città Metropolitane per sancire un’alleanza dei diversi livelli amministrativi per il miglior utilizzo dell’innovazione tecnologica, amministrativa, organizzativa, normativa, anche come deterrente di cattive pratiche collegate alla collusione e alla corruzione.

#10 tema del giorno: la riduzione della spesa pubblica

IMG_4246La riduzione della spesa pubblica rimane una delle priorità del nostro Paese. Le manovre finanziarie che si sono succedute negli ultimi anni hanno progressivamente e drasticamente ridotto le risorse a disposizione delle regioni e degli enti locali. Ma un conto è perseguire giusti obiettivi di contenimento della spesa, altra cosa è privare i comuni delle risorse per far fronte ai crescenti bisogni dei propri cittadini.

Condivido pertanto la protesta sollevata dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) soprattutto in riferimento ai piccoli comuni, realtà che conosco molto bene essendomene occupato per diversi anni come amministratore locale e come responsabile dei piccoli comuni di Anci Liguria.

Il taglio alle risorse dei comuni è diventato intollerabile non solo per le ricadute dirette sui bilanci comunali, ma anche perché esse si inseriscono in un quadro complessivo della finanza locale che è già stato fortemente compromesso a seguito delle manovre sulle Province – alle quali sono state addirittura sottratte consistenti quote di loro tributi – e sulle regioni, con il taglio ai fondi della sanità, del sociale e dei trasporti.

A peggiorare la situazione della Liguria contribuiscono le conseguenze degli eventi alluvionali dello sorso anno, che hanno colpito vaste aree del territorio regionale. Su questo punto i comuni liguri stanno ancora aspettando che il Governo rispetti gli impegni che si era assunto nei giorni immediatamente successivi agli eventi.

Per questo motivo l’attenzione che ho sempre posto rispetto a questi problemi mi vedrà ancora in prima linea, convinto come sono che il presidio del territorio costituisce la prima e fondamentale condizione per prevenire alluvioni e dissesti, che solo la presenza dei comuni montani può garantire. Comuni che devono però essere messi in grado di far fronte ai servizi fondamentali per le popolazioni amministrate con l’assegnazione di sufficienti risorse finanziarie.

#temadelgiorno #unideadiliguria #entroterra #presidioterritorio #tagli #servizi

#9 tema del giorno: migranti

abandoned boat

Spezia è arrivata Kreta, la nave maltese con a bordo 424 migranti salvati nel Canale di Sicilia mentre erano a bordo di un barcone alla deriva.
I migranti, rifocillati dalla Caritas, sono donne, uomini e bambini provenienti in gran parte da Etiopia, Gambia e Niger. In queste ore i profughi stanno raggiungendo i luoghi di accoglienza sparsi anche sul nostro territorio. A fare male, oltre alle tragedie a cui ogni settimana siamo costretti ad assistere, sono gli attacchi feroci sferrati da Lega e destra su sbarchi, accoglienza e politiche migratorie in generale.
La Bossi-Fini è stato un fallimento consumato a destra, compagine che quando ha avuto l’occasione di governare non ha mai corretto la rotta. Anzi, la Bossi-Fini ha fatto crescere l’ondata clandestina. In Liguria, come nel resto dello stivale, l’atteggiamento del centrodestra sul tema dell’immigrazione ha dell’incredibile.
Sono d’accordo con Lella Paita: la Lega e Forza Italia usano i migranti come arma elettorale e lo fanno con cinismo. Rixi e Toti parlano alla pancia degli elettori sperando di produrre rabbia e atteggiamenti negativi nei confronti di politiche migratorie serie, quelle che vuole mettere in campo il Pd.

Su questo tema, che ogni giorno tocca le nostre coscienze, l’Europa deve lavorare molto e metterci la faccia una volta per tutte. Esiste l’esigenza di aggiornare la convenzione di Dublino considerando le frontiere come elementi europei e non dei singoli stati. L’Italia non può essere lasciata sola di fronte a un’emergenza umanitaria enorme e soprattutto non possono essere lasciate sole le persone che sfuggono da guerre, fame e barbarie.

E’ perfettamente inutile rispondere utilizzando la xenofobia come unico argomento politico. Nel 2014 sono sbarcati sulle coste del sud Italia oltre 170 mila profughi, nel 2015 la cifra potrebbe aumentare. La Liguria sta facendo la sua parte e la sta facendo con grande coscienza politica ed enorme generosità. Ora tocca all’Europa e ai parlamentari europei. Ad esempio, Toti è un parlamentare europeo che se avesse fatto bene il suo mestiere avrebbe potuto dare un utile contributo. E invece ha preso i voti dai cittadini per poi decidere di candidarsi, chissà perché, alla presidenza della Regione Liguria.

 #temadelgiorno #unidediliguria #emergenza #profughi #migranti

 

 

#3 tema del giorno: la cultura della legalità

venditori abusiviConciliare solidarietà e accoglienza con tutela della legalità e rispetto delle regole. E’ un obiettivo difficile, ma irrinunciabile se si vuole evitare l’incancrenirsi di situazioni che diventano facile preda del populismo più strumentale.

E’ ciò che stiamo vedendo in queste settimane a proposito del mercatino abusivo di Via Turati, a Genova, divenuto luogo di pellegrinaggio dei politici della destra che vedono nella vicenda una facile occasione per lucrare consensi a buon mercato.

Detto ciò, queste situazioni vanno governate e ciò che è palesemente abusivo, per ammissione degli stessi ambulanti, va affrontato come tale, evitando di creare inique discriminazioni con chi nel centro storico vive di commercio ed è giustamente tenuto a rispettare la legge.

Per questo va dato ascolto ai comitati di cittadini del centro storico che mettendo l’accento su un problema circoscritto, richiamano l’attenzione su un principio generale: il rispetto della legalità.

La cultura della legalità è uno dei capitoli del mio programma, in continuità con le iniziative regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso. Un impegno che ha tante facce: dalla lotta contro la corruzione al contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo. Obiettivo quest’ultimo sul quale mi sono speso con diverse iniziative in Consiglio regionale, alcune delle quali sono andate a segno come nel caso delle disposizioni che premiano i Comuni che adottano appositi regolamenti per ostacolare quella che è diventata una vera piaga sociale.

 #temadelgiorno #unideadiliguria #legalità #viaturati #azzardo