Trasporto Pubblico Locale: intervento in Consiglio Metropolitano del 27 settembre 2017

Consiglio Metropolitano del 27 settembre 2017

Proposta n. 2250/2017
Oggetto: Linee di indirizzo per l’ottenimento del contratto di servizio del trasporto pubblico locale sul bacino metropolitano genovese secondo il modello dell’in house providing in capo ad unico gestore pubblico

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Intervento del Consigliere Antonino Oliveri.

Devo confessare che quando mi sono trovato davanti questa proposta di deliberazione l’ho letta diverse volte perchè non mi capacitavo di come in un atto amministrativo di tale importanza le motivazioni potessero essere cosi poco considerate, aspetto che invece nell’attuale contesto avrebbe dovuto essere attentamente valutato, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista politico.
Il fatto poi che si tratta di una delibera fotocopia di quella approvata dal Consiglio Comunale di Genova getta un’ombra sulla reale autonomia di questo ente che deve rappresentare gli interessi di tutti i Comuni del territorio metropolitano. E questo non è un bel segnale per il nuovo ciclo amministrativo che sta per aprirsi.
Ci troviamo di fronte ad una decisione – quella riferita alla scelta dell’in house per l’affidamento del servizio di tpl nel bacino metropolitano – che sovverte radicalmente tutta l’attività amministrativa e di indirizzo prodotta dalla Citta Metropolitana da più di un anno a questa parte in ottemperanza alla normativa nazionale e regionale, fino alla recentissima conclusione della gara per l’affidamento dell’incarico all’advisor per la predisposizione del bando di gara, senza che di tutto cio’ la delibera proposta faccia minimamente cenno, se non altro per decretarne il superamento.
Si opera un’evidente forzatura rispetto alla normativa regionale di settore che affida alla Città Metropolitana, quale ente d’ambito, il compito di affidare il servizio secondo un’attenta analisi della sostenibilita economico finanziaria del servizio di trasporto pubblico locale in tutto il territorio metropolitano.
Si sorvola sul Programma dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale approvato nel giugno scorso dalla Regione Liguria, nonchè sulle Linee per
le procedure di affidamento dei servizi di tpl emanate dalla stessa Regione e fatte proprie dalla Città Metropolitana, che danno chiare indicazioni a favore della procedura competitiva.
Non si tiene minimamente conto che la scelta dell’in house impone rigorose motivazioni di carattere tecnico ed economico, tali da dimostrare che i benefici per la collettività sono comunque superiori a quelli che si potrebbero ottenere con il ricorso al mercato (disposizioni del Codice degli appalti in materia di affidamenti in house).
Ancor peggio, si omette di richiamare il Decreto legge n.50 del 24 aprile 2017, normativa di decisiva importanza per orientarsi nella materia degli affidamenti, laddove introduce un sistema di incentivi e disincentivi finanziari al fine di favorire gli affidamenti tramite gara, stabilendo la riduzione del Fondo trasporti alle Regioni dove i servizi di trasporto pubblico locale non risultino affidati con procedure ad evidenza pubblica.
Più precisamente, la norma prevede un taglio del 15% del valore dei corrispettivi dei contratti di servizio non affidati con gara.
I conti sono presto fatti: tenuto conto degli attuali valori relativi ai contratti di servizio in essere, alle risorse destinate al tpl verrebbero a mancare circa 15 milioni.
Sotto questo profilo,è fin troppo facile prevedere l’effetto devastante dell’affidamento in house, alla luce della già precaria situazione finanziaria in cui versa il sistema del tpl, con la Regione che già sconta un taglio di 6 milioni di euro dal Fondo nazionale e con i Comuni alle prese con bilanci sempre più risicati per potersi sobbarcare ulteriori oneri.
Senza contare le incertezze sul destino di ATP srl per la difficoltà ad assegnare direttamente il servizio di trasporto extraurbano da parte della newco derivante dalla prevista fusione tra ATP SpA e AMT (supposta affidataria in house) trattandosi di una societa’ a maggioranza pubblica ma con una rilevante partecipazione privata.
A questo proposito è molto istruttivo il carteggio relativo al ricorso ANAC in relazione alla vicenda Autoguidovie.
Non ne faccio, sia chiaro, una questione ideologica, a favore di una o dell’altra forma di affidamento. Mi interessa il merito. L’in house è una modalità di affidamento che la legge prevede. Il punto è che il generale contesto normativo – europeo, nazionale e regionale – converge inequivocabilmente su un orientamento disincentivante di questo modello (sulle cui motivazioni sarebbe interessante discutere ma qui non è la sede), orientamento che è possibile superare solo sulla base di motivazioni tecnico-economiche molto solide.
E’ esattamente quello che manca in questa delibera, che di punto in bianco traccia una radicale inversione di rotta rispetto a quanto deciso e fatto finora dalla Città Metropolitana in piena collaborazione con la Regione, senza portare alcun dato analitico che ne giustifichi la convenienza e l’interesse pubblico.
Senza porsi, ad esempio, la questione cruciale di come si intende far fronte all’ urgente necessità di sostenere ingenti investimenti per rinnovare un parco mezzi, tanto sul fronte AMT che ATP, che da tempo denuncia pesanti condizioni di vetustà.
Fattore questo che incide in modo decisivo sulla possibilita di conseguire quegli obiettivi di efficienza ed efficacia che la norma pone alla base della scelta del modello di affidamento del servizio.
Con quali risorse? Messe a disposizione da chi?
Inoltre, chi provvede a coprire la falla della decurtazione del Fondo regionale trasporti? Il Comune di Genova?
Ancora, come si concilia la scelta dell’in house con l’obiettivo del Comune di Genova di ridurre i costi di servizio ?
Come si garantiscono i lavoratori di ATP Srl?
Che fine fanno i due milioni di ricapitalizzazione di ATP?
Alcune di queste domande sono le stesse che pongono i sindacati, giustamente preoccupati delle incognite che si aprono e che rischiano di essere destabilizzanti rispetto ad un sistema già di per sè molto debole.
Naturalmente non mi nascondo che anche la procedura competitiva ha i suoi problemi e comporta dei rischi e, in ogni caso, non è per niente un percorso semplice. Ma si possono prendere le opportune contromisure costruendo dei bandi rigorosi a tutela degli interessi della collettività e dei diritti dei lavoratori.
In particolare, su quest’ultimo punto, i sindacati da tempo chiedono un tavolo di confronto; se c’è la volontà politica ora siamo nella fase giusta per attivarlo.
Questo mi sembra il metodo corretto.
Mi auguro sinceramente che ci sia un ripensamento da parte del Sindaco.
Diversamente, la mia contrarietà sarà netta nei confronti di una proposta che considero avventata, priva di motivazioni, di dubbia legittimità e fortemente rischiosa sul piano della tenuta finanziaria del sistema del TPL in ambito metropolitano.
Genova, 27 settembre 2017

#23 tema del giorno: trasporti pubblici e pendolarismo

Sono davvero tanti i cittadini che ogni giorno si muovono con i mezzi pubblici. Tra loro ci sono anche tanti pendolari che per ragioni di lavoro e di studio si spostano lungo il nostro territorio con treni e corriere. Nell’attività che ho svolto in Consiglio regionale e nell’ambito della IV Commissione ho sempre sostenuto la necessità di considerare la mobilità un diritto che non può essere messo in discussione con una politica di tagli indiscriminati, pur a fronte della progressiva riduzione del Fondo Nazionale Trasporti. La necessità di conseguire risparmi non deve mettere in secondo piano regolarità e sicurezza dei servizi, su ferro e gomma. Lo dico da amministratore e posso dirlo anche come pendolare che conosce bene i disagi che ogni giorno vivono migliaia di persone in movimento.

Linea ferroviaria Genova - OvadaAttraverso la mia attività amministrativa mi sono occupato di carenze infrastrutturali, disservizi e ho difeso il mantenimento del presidio delle piccole stazioni. Così come mi sono occupato della gestione delle criticità dovute al maltempo, a seguito della soppressione di treni anche in presenza di perturbazioni non gravi. Mi sono battuto contro i tagli alle linee di valico, che presentano rilevanti problematiche infrastrutturali, dovute anche alla loro vetustà.

In questi due anni ho rivolto un particolare impegno al varo della riforma del trasporto pubblico locale, che ha avuto una gestazione molto complessa e sofferta. L’istituzione del bacino unico regionale rappresenta la premessa essenziale per assicurare al sistema una gestione sostenibile, nell’ottica dell’integrazione ferro-gomma. Si tratta ora di dare attuazione alla norma, senza ulteriori indugi, attraverso un’assunzione di responsabilità da parte innanzi tutto dei soci dell’Agenzia regionale da poco costituita e in generale dei Comuni che fruiscono del servizio, affinché si possa arrivare al bando di gara e all’assegnazione del servizio possibilmente entro quest’anno.

#pendolari #diritti #mobilità #Liguria #trasporto #unideadiliguria #temadelgiorno 

#11 tema del giorno: le strade

stradaDopo droga e alcool, la cattiva manutenzione delle strade rappresenta una delle cause principali degli incidenti che si registrano sulle strade italiane.
Malgrado ciò gli interventi sulle strade hanno subito una netta riduzione degli investimenti. Basti pensare che il consumo di asfalto è passato da 44 milioni di tonnellate nel 2006 a 22,3 milioni di tonnellate nel 2014.
Dato confermato dalle statistiche ministeriali secondo cui il costo annuale di gestione di una strada è passato negli ultimi anni da 100.000 euro a 3.000 euro a chilometro, dei quali 1.500 vengono spesi per coprire i costi per lo sgombero neve e lo spargimento del sale, con la conseguenza che quasi nulla rimane per la manutenzione vera e propria.
Per quanto riguarda il territorio della provincia di Genova, ci sono più di mille chilometri di strade provinciali, di cui più della metà in condizioni di grave criticità, anche a seguito degli ultimi eventi alluvionali. Dati analoghi, se non peggiori, si riscontrano nelle altre province liguri.
Ho sollevato questo tema in Consiglio regionale all’inizio dello scorso anno con una mozione approvata all’unanimità che sollecitava l’inserimento nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e Coesione 2014-2020, di misure idonee ad attivare nuovi finanziamenti destinati alla rete viaria locale ligure, al fine di superare le difficoltà connesse alle esigenze di mobilità e di sicurezza di cittadini e imprese.
Anche a livello parlamentare si sta prendendo coscienza della gravità del problema, come dimostra una risoluzione recentemente approvata che impegna il Governo ad attribuire carattere prioritario allo stanziamento di risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale.
La presenza del Giro d’Italia in Liguria, con un percorso che tocca anche località dell’entroterra, è un’occasione per sottolineare una volta di più l’importanza di poter contare su una viabilità locale in efficienza, anche dal punto di vista della promozione turistica del territorio.

#temadelgiorno #unideadiliguria #entroterra #strade #viabilità #sicurezza

Garantire il trasporto pubblico per i pendolari

treno sotto nevicata
La soppressione di numerosi treni durante il maltempo e le nevicate della settimana scorsa hanno provocato in Liguria disagi e proteste tra i pendolari su tutte le tratte. Per questo ho presentato un’interrogazione chiedendo l’intervento della Giunta nei confronti di Trenitalia e RFI.

I treni soppressi sono stati ben 35. Sulla linea Genova-Ovada-Acqui Terme sono state soppresse 12 corse su 26 e altri 23 treni nel savonese. Queste cancellazioni, insieme ai pesanti ritardi e disservizi, hanno provocato forti disagi ai pendolari. E questo nonostante in realtà le precipitazioni siano state di portata ridotta, tanto è vero che il traffico autostradale è stato assolutamente regolare e persino sulle strade provinciali di valico non ci sono state ripercussioni.

Il piano neve e gelo di Trenitalia prevede sia riduzioni di velocità, con conseguente allungamento dei tempi di viaggio, sia riduzioni dell’offerta sino alla cancellazione di alcune corse, e questo per assicurare il mantenimento della mobilità ferroviaria in condizioni di sicurezza.
La riduzione del servizio però, nel caso della settimana scorsa, non sembra aver riguardato il trasporto merci, e anzi proprio a causa di un guasto ad un treno merci si sono avute ulteriori ripercussioni sulla regolarità del traffico passeggeri.

Sarebbe opportuno che la Regione concordasse con Trenitalia e RFI un piano di misure preventive più idonee di quelle messe in campo in quest’occasione, in modo che l’esigenza di garantire le condizioni di sicurezza per i convogli che viaggiano sia però contemperata alla necessità di assicurare il servizio pubblico soprattutto ai pendolari, tenuto anche conto degli appelli che in tali occasioni vengono rivolti al fine di limitare il più possibile l’uso del mezzo privato.

Linea Genova-Ovada-Acqui: ridurre i disagi

L’interruzione estiva è finita, ma sulla linea ferroviaria Genova-Ovada-Acqui Terme è previsto un altro stop per il 2015, in conseguenza dei lavori allo snodo di Sampierdarena.

Per questo ho sollecitato la convocazione della Commissione regionale Trasporti per esaminare in quella sede il dettaglio dei lavori previsti allo snodo ferroviario di Sampierdarena, il cronoprogramma, i percorsi alternativi previsti e le garanzie sul rispetto dei tempi.

L’obiettivo è quello di ridurre al minimo i disagi per i pendolari. I lavori erano previsti nella seconda metà del 2015 ma, come ha spiegato oggi in aula l’assessore Vesco, sono stati spostati al mese di dicembre per non interferire con gli spostamenti dei visitatori dell’Expo. Abbiamo dunque tutto il tempo per studiare adeguatamente delle misure efficaci per organizzare un servizio efficiente.

Durante la seduta del Consiglio regionale di oggi, l’assessore Vesco si è impegnato a convocare entro la fine di settembre un incontro di approfondimento con Trenitalia, i Comuni e i comitati dei pendolari. Si aprirà così un confronto con gli utenti che sarà senz’altro utile per individuare insieme le soluzioni per limitare il più possibile i disagi per chi viaggia.

Linea ferroviaria Genova-Ovada: disservizi nel servizio sostitutivo

Linea ferroviaria Genova - Ovada

Approvato all’unanimità l’ordine del giorno, di cui sono il primo firmatario, sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza, sui disservizi che si sono verificati nel servizio sostitutivo della linea ferroviaria Genova-Ovada a causa del guasto ripetuto di tre pullman rimasti fermi in autostrada fra il 4 e il 6 agosto scorsi.

Il documento impegna la Giunta a chiedere immediati chiarimenti a Trenitalia riguardo ai gravi episodi accaduti e a chiedere di verificare l’idoneità dei mezzi messi a disposizione.

Il documento impegna inoltre la Regione ad applicare le stesse penalizzazioni previste per i disservizi che si verificano nel trasporto ferroviario e a fornire alla commissione competente i dovuti riscontri.

Ordine del giorno sui disservizi dei bus sostitutivi alla linea ferroviaria Genova – Ovada

Stop ai treni in Valle Stura: oggi l’incontro

Trenitalia

Trenitalia

Anche La Stampa parla della Valle Stura unita contro lo stop dei treni ad agosto. L’interruzione della linea ferroviaria Genova-Ovada-Acqui Terme, annunciata per tutto il mese di agosto, è oggetto di una riunione che si tiene oggi nella sede della Regione Liguria, come chiesto dai sindaci di Mele, Rossiglione e Campo Ligure.

Oltre ai comuni della valle e all’assessore regionale ai trasporti Enrico Vesco, saranno presenti l’associazione Pendolari dell’Acquese e il comitato dei pendolari della Stura