#24 tema del giorno: le scuole

scuolaLa scuola, intesa come edificio, è la “casa dell’istruzione”, in cui nell’arco della nostra vita trascorriamo almeno il 50% del tempo utile della nostra giornata e il 20% della nostra vita attiva. La scuola è un “cantiere aperto”, non solo alle trasformazioni fisiche ma anche a quelle sociali, che ne condizionano l’adeguatezza in termini di spazi e di tempi di utilizzo. Per questo è fondamentale che l’ambiente che ci accoglie sia sicuro dal punto di vista statico e impiantistico, ma anche accogliente e confortevole, che favorisca l’apprendimento e le relazioni, soprattutto in un momento in cui l’utilizzo di supporti tecnologici tende a filtrare i rapporti umani.
Occorre una costante manutenzione e gestione degli edifici esistenti, soprattutto in termini di monitoraggio dei consumi energetici, ma anche una razionalizzazione del patrimonio edilizio, per dismettere e valorizzare gli edifici non più idonei all’uso scolastico e costruire nuovi edifici funzionali e ad alta efficienza energetica e tecnologica.
Una seria politica di modernizzazione del patrimonio di edilizia scolastica può essere attuata sia con l’utilizzo delle risorse pubbliche, tra cui il recente stanziamento da parte del Governo di 50 miliardi di euro a valere sul “decreto mutui”, sia con l’individuazione di ulteriori risorse anche private che si rendessero disponibili, traguardando obiettivi di medio lungo periodo e ragionando in un’ottica di sistema per massimizzare l’impiego delle risorse. L’intervento sugli edifici esistenti non può prescindere dalla loro conoscenza, per cui può essere utilizzata l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, una banca dati in cui sono archiviati e aggiornati i dati di consistenza del patrimonio immobiliare. Dai dati dell’anagrafe emerge che una parte consistente degli edifici ha più di 40 anni e, oltre a non essere conforme ai criteri tecnico costruttivi attuali, non risponde più alle esigenze degli utenti, soprattutto sul piano dell’innovazione tecnologica e dell’efficienza energetica.

Occorre anche coinvolgere gli utenti nella manutenzione dell’edificio, attraverso una formazione idonea a garantire il rispetto dei “luoghi dell’istruzione” affinché siano percepiti come una proprietà personale e non come “terra di nessuno”. A tal fine possono essere organizzate iniziative per coinvolgere gli studenti e gli utenti nella raccolta differenziata, nel rinnovo degli arredi, nella coloritura delle pareti, nella sistemazione delle aree esterne per responsabilizzarli a usare meglio e curare l’edificio scolastico e attraverso un’attività di personalizzazione continua perché da “non luogo” la scuola possa diventare un “luogo”.

Ultimo, ma non ultimo, bisogna salvaguardare il presidio del territorio, soprattutto nell’entroterra, mantenendo un’offerta diffusa di servizi per l’istruzione in relazione alle fasce di età, in particolare i nidi e le scuole dell’infanzia.

#23 tema del giorno: trasporti pubblici e pendolarismo

Sono davvero tanti i cittadini che ogni giorno si muovono con i mezzi pubblici. Tra loro ci sono anche tanti pendolari che per ragioni di lavoro e di studio si spostano lungo il nostro territorio con treni e corriere. Nell’attività che ho svolto in Consiglio regionale e nell’ambito della IV Commissione ho sempre sostenuto la necessità di considerare la mobilità un diritto che non può essere messo in discussione con una politica di tagli indiscriminati, pur a fronte della progressiva riduzione del Fondo Nazionale Trasporti. La necessità di conseguire risparmi non deve mettere in secondo piano regolarità e sicurezza dei servizi, su ferro e gomma. Lo dico da amministratore e posso dirlo anche come pendolare che conosce bene i disagi che ogni giorno vivono migliaia di persone in movimento.

Linea ferroviaria Genova - OvadaAttraverso la mia attività amministrativa mi sono occupato di carenze infrastrutturali, disservizi e ho difeso il mantenimento del presidio delle piccole stazioni. Così come mi sono occupato della gestione delle criticità dovute al maltempo, a seguito della soppressione di treni anche in presenza di perturbazioni non gravi. Mi sono battuto contro i tagli alle linee di valico, che presentano rilevanti problematiche infrastrutturali, dovute anche alla loro vetustà.

In questi due anni ho rivolto un particolare impegno al varo della riforma del trasporto pubblico locale, che ha avuto una gestazione molto complessa e sofferta. L’istituzione del bacino unico regionale rappresenta la premessa essenziale per assicurare al sistema una gestione sostenibile, nell’ottica dell’integrazione ferro-gomma. Si tratta ora di dare attuazione alla norma, senza ulteriori indugi, attraverso un’assunzione di responsabilità da parte innanzi tutto dei soci dell’Agenzia regionale da poco costituita e in generale dei Comuni che fruiscono del servizio, affinché si possa arrivare al bando di gara e all’assegnazione del servizio possibilmente entro quest’anno.

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#14 tema del giorno: #edilizia residenziale pubblica

I problemi dell’edilizia residenziale pubblica in Liguria emergono con maggior forza a Genova e in particolare nel ponente genovese. In questi anni anche nella nostra regione si è assistito a un crescente degrado generale dei quartieri ERP, degrado che non riguarda solo la parte strutturale e manutentiva degli immobili, ma che purtroppo include il senso di appartenenza alla collettività e della propria qualità di vita percepito dagli abitanti di ampie zone del capoluogo, in cui si registra una sfiducia sociale che spinge migliaia di cittadini genovesi ad allontanarsi dalle istituzioni e dai loro rappresentanti, non sentendosi difesi e ascoltati.

Accedere alle case popolari è il primo passo di un percorso che deve tutelare anche la permanenza degli abitanti, secondo i requisiti previsti, applicando norme e leggi di cui un’amministrazione cosciente deve saper farsi carico, difendendo i diritti degli assegnatari affinché non nascano categorie di cittadini di serie A e di serie B.

Le "Lavatrici" a GenovaOggi siamo invasi da notizie che ci fanno partecipi dei problemi di cittadini che vengono privati del diritto alla casa da categorie di persone disagiate che, usando la forza, si impadronisco abusivamente di alloggi ERP.

Purtroppo queste situazioni aprono il varco a condizioni di illegalità ed una buona politica non può lasciare che questi insediamenti residenziali diventino zone franche, la buona politica si batte per difendere il valore sociale di quelle comunità che con fatica e impegno rendono migliore e vivibile ogni giorno alcuni quartieri difficili.

Occorre che le politiche sociali territoriali guardino all’edilizia residenziale pubblica non come soluzione pratica alle emergenze sociali, che tanto stanno interessando non solo il nostro territorio ma tutta l’Italia, ma come risorsa sociale di crescita qualitativa dei cittadini.

Con le modifiche della legge regionale n. 10/2004 inerenti i requisiti e i regolamenti delle assegnazioni dell’edilizia popolare, la Regione Liguria ha dimostrato un impegno verso queste tematiche, ma tale impegno va proseguito con nuovi programmi e progetti migliorativi per l’emergenza abitativa.

Il Contratto di Quartiere Voltri 2 è una testimonianza di come la riqualificazione di una zona degradata può trasformarsi in un esempio eccellente di impegno sociale da parte delle istituzioni (dal 2010 al 2012 riqualificazione urbanistica con bando europeo vinto da ARTE per la messa in opera dei lavori di ristrutturazione del quartiere di Voltri 2 sulle alture di Voltri).

Un impegno concreto che può essere portato avanti anche con la collaborazione e le idee dei comitati di quartiere che, legalmente eletti, raccolgono i problemi e le istanze dei cittadini ERP, affinché nasca una sinergia costruttiva che, come obiettivo finale, veda la dignità e il diritto di vivere in un ambiente sicuro e di pari valore ad altre realtà residenziali nel territorio, diventando al contempo opportunità per la crescita civile della città.

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#11 tema del giorno: le strade

stradaDopo droga e alcool, la cattiva manutenzione delle strade rappresenta una delle cause principali degli incidenti che si registrano sulle strade italiane.
Malgrado ciò gli interventi sulle strade hanno subito una netta riduzione degli investimenti. Basti pensare che il consumo di asfalto è passato da 44 milioni di tonnellate nel 2006 a 22,3 milioni di tonnellate nel 2014.
Dato confermato dalle statistiche ministeriali secondo cui il costo annuale di gestione di una strada è passato negli ultimi anni da 100.000 euro a 3.000 euro a chilometro, dei quali 1.500 vengono spesi per coprire i costi per lo sgombero neve e lo spargimento del sale, con la conseguenza che quasi nulla rimane per la manutenzione vera e propria.
Per quanto riguarda il territorio della provincia di Genova, ci sono più di mille chilometri di strade provinciali, di cui più della metà in condizioni di grave criticità, anche a seguito degli ultimi eventi alluvionali. Dati analoghi, se non peggiori, si riscontrano nelle altre province liguri.
Ho sollevato questo tema in Consiglio regionale all’inizio dello scorso anno con una mozione approvata all’unanimità che sollecitava l’inserimento nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e Coesione 2014-2020, di misure idonee ad attivare nuovi finanziamenti destinati alla rete viaria locale ligure, al fine di superare le difficoltà connesse alle esigenze di mobilità e di sicurezza di cittadini e imprese.
Anche a livello parlamentare si sta prendendo coscienza della gravità del problema, come dimostra una risoluzione recentemente approvata che impegna il Governo ad attribuire carattere prioritario allo stanziamento di risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale.
La presenza del Giro d’Italia in Liguria, con un percorso che tocca anche località dell’entroterra, è un’occasione per sottolineare una volta di più l’importanza di poter contare su una viabilità locale in efficienza, anche dal punto di vista della promozione turistica del territorio.

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#7 tema del giorno: il cemento e il consumo del suolo

cementificazioneIl rapporto sul consumo del suolo presentato dall’Ispra – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – ci dice che non si arresta la tendenza alla cementificazione, ma anzi si consolida proprio nelle aree più compromesse dal punto di vista dei processi di urbanizzazione. Si tratta di dati statistici che offrono lo spunto per un’attenta e doverosa riflessione sugli indirizzi di politica urbanistica, soprattutto laddove si sono fatti maggiormente sentire gli effetti negativi di una eccessiva espansione edilizia, come nelle zone costiere della Liguria.

La riforma della legge urbanistica regionale, recentemente approvata, è orientata a favorire il recupero e la riqualificazione urbana, prevedendo solo la possibilità di individuare ambiti di completamento dei tessuti urbani esistenti.

Dare priorità al recupero e al riuso del territorio, costruire sul costruito, è la scelta giusta che deve indirizzare la pianificazione del territorio, facendo però attenzione a distinguere perché non tutte le situazioni sono uguali e occorre stabilire criteri flessibili che tengano conto delle diverse realtà e vocazioni territoriali della regione: entroterra, costa, centri urbani.

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#6 tema del giorno: la pesca sportiva

Circolo Amici del Carso GenovaUna bella serata trascorsa al Circolo “Amici del Carso” a Genova con il mondo dell’associazionismo pescasportivo per discutere dei temi relativi a una attività che unisce valori sportivi e sociali. Una legge regionale che ha messo ordine nel settore e introdotto misure di semplificazione. La necessità di salvaguardare il valore sociale di una pratica sportiva che coinvolge moltissimi appassionati e che deve essere messa al riparo da intenti speculativi.

Lo sviluppo del territorio passa anche attraverso il sostegno e la valorizzazione della pesca sportiva in una regione ricca di corsi d’acqua che presentano un buono stato ecologico e chimico.

Da questo punto di vista è importante poter dare attuazione agli obiettivi del nuovo Piano di Tutela delle Acque, adottato recentemente dalla Giunta regionale, con particolare riferimento alla protezione e al miglioramento dello stato degli ecosistemi acquatici.

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#5 tema del giorno: uffici postali in Liguria

Ufficio postale entroterra Liguria
Ci risiamo con l’ennesimo tentativo di Poste Italiane di ridimensionare la propria presenza sul territorio regionale, a cominciare dai piccoli Comuni dell’entroterra dove gli uffici postali rappresentano un prezioso presidio di carattere sociale, il cui venir meno porta ad un oggettivo impoverimento del tessuto socio-economico.

Il recente piano di razionalizzazione per la Liguria ha sollevato le legittime proteste dei sindaci e dell’ANCI che da anni cercano di arginare politiche aziendali che guardano unicamente all’aspetto economico, senza tener conto delle esigenze degli utenti, in particolare delle zone rurali e più a rischio di spopolamento, come peraltro richiede la normativa comunitaria e statale.

Negli ultimi anni il tema è stato portato più volte all’attenzione del Consiglio regionale, anche a seguito di mie ripetute iniziative, costringendo Poste Italiane ad aprire tavoli di confronto e a correggere le proprie posizioni.

I fatti di questi giorni ci dicono però che siamo di fronte ad un interlocutore recidivo e poco sensibile, che va continuamente incalzato su scala locale e regionale.

Occorre uscire dalla logica ricorrente dell’emergenza, non limitandosi a contrastare la chiusura di uffici e le riduzioni di orario degli sportelli, ma cercando di garantire stabilità e sostenibilità economica al servizio in chiave di multifunzionalità.

Su questo tema la nuova Giunta regionale dovrà cercare di aprire al più presto un nuovo capitolo nei rapporti con Poste Italiane, pretendendo quella trasparenza e chiarezza di atti e comportamenti che finora sono mancate.

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