Servizi per il lavoro a rischio

La Regione sostiene di non trovare le risorse per prorogare gli appalti dei servizi con 78 milioni di residui del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 come ha rilevato la Corte dei Conti nel giudizio di parifica del bilancio regionale.

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La Liguria siamo tutti noi

Siamo giunti all’epilogo di questa campagna elettorale, forse una delle più impegnative degli ultimi anni sia per la frammentazione dell’offerta politica sia per i toni spesso aggressivi con cui è stata condotta da alcuni.

Penso che fare politica non significa essere a favore o contro qualcuno ma avere una strategia per migliorare la qualità della vita delle persone e, in questa particolare fase della storia del nostro Paese, formulare proposte che favoriscano il superamento della crisi economica e di valori che stiamo attraversando.

I candidati al governo della Liguria a questo dovrebbero tendere perché la Liguria non è i gazebo, le cene, i manifesti elettorali, i sondaggi, la pubblicità sui media e i sondaggi durante le competizioni elettorali, la Liguria siete voi, tutti i cittadini della regione: sta a voi e solo a voi decidere la politica che volete, che più riflette la vostra visione e le vostre aspettative.

Perciò è importante anche conservare la memoria di ciò che la politica vi ha dato, non solo di quanto vi ha tolto o non avete avuto, del lavoro quotidiano e difficile di tanti onesti amministratori pubblici, senza farvi condizionare dallo scandalo dell’ultimo giorno o da illazioni provocatorie che spesso, dopo la scadenza elettorale, si rivelano infondate.

La Liguria siamo tutti noi. Siate partecipi e appassionati come abbiamo cercato di essere noi che ci siamo impegnati in questa campagna elettorale. Insieme possiamo continuare un percorso che, anche attraverso gli errori commessi, potrà portarci a migliorare i risultati.

Un proverbio cinese dice che bisogna guardare sempre avanti verso il sole perché chi guarda indietro non vedrà che la propria ombra.

La Liguria siamo tutti noi e noi siamo con la Liguria che non vuole restare nell’ombra.

In ultimo vorrei ringraziare tutti coloro – e sono tanti – che mi hanno affiancato, impegnandosi con grande entusiasmo, in questa campagna elettorale.

Grazie davvero al comitato art.54 della Costituzione che mi ha accompagnato, sostenuto e incoraggiato fin dal primo momento. Ai circoli del PD che hanno dato la spinta determinante alla mia ricandidatura, in particolare a quelli delle mie vallate e di quelle che mi hanno adottato, per l’affetto e l’aiuto concreto. Ai circoli del PD che mi hanno invitato ai confronti tra candidati, ai quali non mi sono mai sottratto. A coloro che hanno rivolto appelli per invitare a darmi la preferenza. Alle associazioni, ai circoli genovesi e ai nuovi amici che mi hanno ospitato dimostrando generosità e calore.

Grazie infine alle tante persone incontrate in queste settimane che, pur in tempo di grande discredito per la politica, mi hanno fatto capire che c’è ancora chi è disposto ad ascoltare e a concedere la propria fiducia a chi non cede al linguaggio delle facili promesse e si presenta con le proprie convinzioni, il proprio percorso politico, la serietà e la concretezza di un impegno che trova riscontro nelle testimonianze di stima di tante persone.

Un grazie di cuore a tutti

#24 tema del giorno: le scuole

scuolaLa scuola, intesa come edificio, è la “casa dell’istruzione”, in cui nell’arco della nostra vita trascorriamo almeno il 50% del tempo utile della nostra giornata e il 20% della nostra vita attiva. La scuola è un “cantiere aperto”, non solo alle trasformazioni fisiche ma anche a quelle sociali, che ne condizionano l’adeguatezza in termini di spazi e di tempi di utilizzo. Per questo è fondamentale che l’ambiente che ci accoglie sia sicuro dal punto di vista statico e impiantistico, ma anche accogliente e confortevole, che favorisca l’apprendimento e le relazioni, soprattutto in un momento in cui l’utilizzo di supporti tecnologici tende a filtrare i rapporti umani.
Occorre una costante manutenzione e gestione degli edifici esistenti, soprattutto in termini di monitoraggio dei consumi energetici, ma anche una razionalizzazione del patrimonio edilizio, per dismettere e valorizzare gli edifici non più idonei all’uso scolastico e costruire nuovi edifici funzionali e ad alta efficienza energetica e tecnologica.
Una seria politica di modernizzazione del patrimonio di edilizia scolastica può essere attuata sia con l’utilizzo delle risorse pubbliche, tra cui il recente stanziamento da parte del Governo di 50 miliardi di euro a valere sul “decreto mutui”, sia con l’individuazione di ulteriori risorse anche private che si rendessero disponibili, traguardando obiettivi di medio lungo periodo e ragionando in un’ottica di sistema per massimizzare l’impiego delle risorse. L’intervento sugli edifici esistenti non può prescindere dalla loro conoscenza, per cui può essere utilizzata l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, una banca dati in cui sono archiviati e aggiornati i dati di consistenza del patrimonio immobiliare. Dai dati dell’anagrafe emerge che una parte consistente degli edifici ha più di 40 anni e, oltre a non essere conforme ai criteri tecnico costruttivi attuali, non risponde più alle esigenze degli utenti, soprattutto sul piano dell’innovazione tecnologica e dell’efficienza energetica.

Occorre anche coinvolgere gli utenti nella manutenzione dell’edificio, attraverso una formazione idonea a garantire il rispetto dei “luoghi dell’istruzione” affinché siano percepiti come una proprietà personale e non come “terra di nessuno”. A tal fine possono essere organizzate iniziative per coinvolgere gli studenti e gli utenti nella raccolta differenziata, nel rinnovo degli arredi, nella coloritura delle pareti, nella sistemazione delle aree esterne per responsabilizzarli a usare meglio e curare l’edificio scolastico e attraverso un’attività di personalizzazione continua perché da “non luogo” la scuola possa diventare un “luogo”.

Ultimo, ma non ultimo, bisogna salvaguardare il presidio del territorio, soprattutto nell’entroterra, mantenendo un’offerta diffusa di servizi per l’istruzione in relazione alle fasce di età, in particolare i nidi e le scuole dell’infanzia.

#23 tema del giorno: trasporti pubblici e pendolarismo

Sono davvero tanti i cittadini che ogni giorno si muovono con i mezzi pubblici. Tra loro ci sono anche tanti pendolari che per ragioni di lavoro e di studio si spostano lungo il nostro territorio con treni e corriere. Nell’attività che ho svolto in Consiglio regionale e nell’ambito della IV Commissione ho sempre sostenuto la necessità di considerare la mobilità un diritto che non può essere messo in discussione con una politica di tagli indiscriminati, pur a fronte della progressiva riduzione del Fondo Nazionale Trasporti. La necessità di conseguire risparmi non deve mettere in secondo piano regolarità e sicurezza dei servizi, su ferro e gomma. Lo dico da amministratore e posso dirlo anche come pendolare che conosce bene i disagi che ogni giorno vivono migliaia di persone in movimento.

Linea ferroviaria Genova - OvadaAttraverso la mia attività amministrativa mi sono occupato di carenze infrastrutturali, disservizi e ho difeso il mantenimento del presidio delle piccole stazioni. Così come mi sono occupato della gestione delle criticità dovute al maltempo, a seguito della soppressione di treni anche in presenza di perturbazioni non gravi. Mi sono battuto contro i tagli alle linee di valico, che presentano rilevanti problematiche infrastrutturali, dovute anche alla loro vetustà.

In questi due anni ho rivolto un particolare impegno al varo della riforma del trasporto pubblico locale, che ha avuto una gestazione molto complessa e sofferta. L’istituzione del bacino unico regionale rappresenta la premessa essenziale per assicurare al sistema una gestione sostenibile, nell’ottica dell’integrazione ferro-gomma. Si tratta ora di dare attuazione alla norma, senza ulteriori indugi, attraverso un’assunzione di responsabilità da parte innanzi tutto dei soci dell’Agenzia regionale da poco costituita e in generale dei Comuni che fruiscono del servizio, affinché si possa arrivare al bando di gara e all’assegnazione del servizio possibilmente entro quest’anno.

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#22 tema del giorno: Palermo chiama Italia

falcone_borsellinoIl 23 maggio non  rappresenta una semplice commemorazione della strage di Capaci ma racconta, attraverso i volti dei cittadini perbene, l’impegno costante della società civile e delle istituzioni nella dura lotta alla mafia e a tutte le organizzazioni malavitose. A 23 anni dalla strage di Capaci, oltre 40 mila studenti provenienti da tutta Italia e circa  un centinaio di ragazze e ragazzi giunti da Europa e Stati Uniti sono in queste ore a Palermo per ricordare il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta uccisi nel 1992 sull’autostrada A29 proprio dalla mafia.

“Palermo chiama Italia” è il titolo della manifestazione organizzata dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”. L’esempio dei giudici siciliani, ormai simbolo assoluto di legalità, cammina senza sosta anche nella nostra regione dove le infiltrazioni di tipo malavitoso sono presenti ormai da decenni.  In Liguria l’impegno del Partito democratico è rappresentato da una coraggiosa battaglia per la legalità e la democrazia che ha visto, soprattutto a ponente, la denuncia di Donatella Albano, la senatrice Pd  diventata simbolo della lotta alle infiltrazioni malavitose nella nostra regione. Da consigliere comunale di Bordighera, Donatella si è opposta alle pressioni di un sistema che è stato poi duramente sanzionato nel processo contro la ‘ndrangheta a Imperia.

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Credo che Albano abbia agito bene quando ha presentato la sua  relazione alla Commissione d’inchiesta sulla mafia per ribadire l’importanza dell’adozione da parte dei partiti di un codice di autoregolamentazione che garantisca la presentazione di liste elettorali pulite.
Il contrasto ai fenomeni mafiosi e della criminalità organizzata, infatti,  non può essere affidato solo al lavoro di Magistratura e Forze dell’Ordine. Anche i partiti politici e gli altri corpi intermedi hanno il compito di assumersi la responsabilità di tenere il malaffare lontano dalla politica. Come dice il Presidente della Repubblica, Mattarella, tutti noi dobbiamo perseguire l’esempio di Falcone, Borsellino, delle Forze dell’Ordine e delle associazioni che dicono no alla legge oscura della mafia.

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#19 tema del giorno: politiche per gli over 65

anzianiLa Liguria è la regione con la più alta percentuale di anziani. Gli ultrasessantacinquenni sono più di 400 mila su una popolazione di circa 1 milione e mezzo. In questo contesto le politiche sociali rivolte a questa fascia di età devono essere considerate una priorità e devono essere finalizzate alla promozione di un invecchiamento attivo e al sostegno delle persone che si trovano in una situazione di fragilità sociale o addirittura di non autosufficienza.

Occorre favorire iniziative e percorsi che consentano di mettere in risalto il valore dell’esperienza, come fonte preziosa di informazioni per la collettività. L’esperienza aiuta a vedere le cose più chiaramente e non rappresenta un ostacolo all’innovazione ma un aiuto a realizzarla meglio.

Non sono sprecate quindi le risorse per concedere agli anziani l’opportunità di condividere i loro saperi, le loro passioni, le loro ansie per il tempo che gli resta.

Oltre agli interventi di carattere socio-sanitario non bisogna trascurare gli aspetti legati alla qualità della vita. Una bocciofila, un’associazione culturale, anche solo una panchina per guardare il tramonto possono rappresentare un piccolo segno di attenzione per la generazione che con tanti sacrifici ci ha consegnato un Paese libero e che con tanti sacrifici regge spesso il peso economico e sociale di famiglie in difficoltà.

#11 tema del giorno: le strade

stradaDopo droga e alcool, la cattiva manutenzione delle strade rappresenta una delle cause principali degli incidenti che si registrano sulle strade italiane.
Malgrado ciò gli interventi sulle strade hanno subito una netta riduzione degli investimenti. Basti pensare che il consumo di asfalto è passato da 44 milioni di tonnellate nel 2006 a 22,3 milioni di tonnellate nel 2014.
Dato confermato dalle statistiche ministeriali secondo cui il costo annuale di gestione di una strada è passato negli ultimi anni da 100.000 euro a 3.000 euro a chilometro, dei quali 1.500 vengono spesi per coprire i costi per lo sgombero neve e lo spargimento del sale, con la conseguenza che quasi nulla rimane per la manutenzione vera e propria.
Per quanto riguarda il territorio della provincia di Genova, ci sono più di mille chilometri di strade provinciali, di cui più della metà in condizioni di grave criticità, anche a seguito degli ultimi eventi alluvionali. Dati analoghi, se non peggiori, si riscontrano nelle altre province liguri.
Ho sollevato questo tema in Consiglio regionale all’inizio dello scorso anno con una mozione approvata all’unanimità che sollecitava l’inserimento nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e Coesione 2014-2020, di misure idonee ad attivare nuovi finanziamenti destinati alla rete viaria locale ligure, al fine di superare le difficoltà connesse alle esigenze di mobilità e di sicurezza di cittadini e imprese.
Anche a livello parlamentare si sta prendendo coscienza della gravità del problema, come dimostra una risoluzione recentemente approvata che impegna il Governo ad attribuire carattere prioritario allo stanziamento di risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale.
La presenza del Giro d’Italia in Liguria, con un percorso che tocca anche località dell’entroterra, è un’occasione per sottolineare una volta di più l’importanza di poter contare su una viabilità locale in efficienza, anche dal punto di vista della promozione turistica del territorio.

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