Province. Dalla parte dei lavoratori

Approvato all’unanimità dal Consiglio regionale l’ordine del giorno, di cui sono primo firmatario, sul riordino delle province.
Il documento impegna la Giunta regionale a completare le verifiche connesse al riassetto delle funzioni delle Province da parte dell’Osservatorio regionale, in collaborazione con le organizzazioni sindacali, affinché si possa adottare la proposta di disegno di legge di riordino entro il 31 dicembre.
Il documento impegna la Giunta a garantire la salvaguardia dei posti di lavoro per tutti i dipendenti delle province, compresi i precari, favorendone la ricollocazione in altri enti, comprese le amministrazioni decentrate dello Stato e altri enti pubblici.
Si dovrà inoltre privilegiare la copertura dei posti vacanti in Regione e negli enti del settore allargato regionale, attraverso la mobilità di personale proveniente dalle Province, adottando gli atti necessari dopo l’approvazione della legge di stabilità. L’ordine del giorno impegna infine la Giunta a sollecitare il Governo perché riveda i tagli previsti dalla legge di stabilità a carico delle regioni, delle province e delle città metropolitane e ad assumere oneri di natura finanziaria.

Ordine del giorno sul riordino delle province dicembre 2014

Riordino Province, odg per salvare i posti di lavoro

La protesta dei dipendenti delle Province a Genova

La protesta dei dipendenti delle Province a Genova

Oggi pomeriggio il Consiglio regionale è chiamato ad approvare un ordine del giorno di cui sono il primo firmatario, sottoscritto da tutti i capigruppo, per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti delle Province.
La Legge di Stabilità 2015 impone alle Province liguri e alla Città Metropolitana di Genova un taglio di 36,5 milioni di euro, che si aggiungono a quelli già previsti in precedenza per un totale di 87 milioni di euro circa.
Un emendamento alla stessa Legge di Stabilità 2015 presentato dal Governo prevede inoltre che il personale delle Città Metropolitane e delle Province venga ridotto, rispettivamente, del 30% e del 50% e che il personale in esubero venga posto in mobilità.
Tali norme contrastano con il processo di riordino delle funzioni delle Province, in quanto verranno meno le risorse finanziarie e di personale necessarie a garantire servizi essenziali nei settori della viabilità, dell’edilizia scolastica, dell’ambiente e dello sviluppo economico.
In sede di presentazione del bilancio di previsione della Regione, sia il Presidente Burlando che l’Assessore Rossetti hanno ribadito gli impegni assunti dalle istituzioni in occasione della convocazione degli stati generali delle autonomie locali il 5 dicembre scorso, soprattutto per la salvaguardia dei posti di lavoro. Una dichiarazione di intenti che ha già avuto un’applicazione concreta nell’emendamento al bilancio presentato dalla stessa Giunta, finalizzato alla costituzione di un fondo di 1 milione di euro a copertura dei costi relativi al riassorbimento in capo alla Regione delle funzioni già trasferite alle Province come primo atto nella direzione del completamento di tale processo.

Con questo ordine del giorno chiediamo alla Giunta regionale di completare le verifiche per poter procedere al riordino delle funzioni entro il 31 dicembre, di privilegiare nella copertura dei posti vacanti presso la Regione Liguria e gli enti collegati la mobilità di personale proveniente dalle Province, a dare comunque certezza del posto di lavoro a tutti i dipendenti compresi i precari.

La Città Metropolitana nasce senza risorse

Ieri pomeriggio sono intervenuto al Consiglio Metropolitano di Genova per lanciare l’allarme sulla situazione che si sta determinando a seguito di alcune misure contenute nel disegno di legge di stabilità 2015 in discussione in Parlamento.

Mentre il Consiglio si sta avviando a concludere l’elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana, il Governo ha presentato un emendamento che prevede una riduzione delle spese per il personale delle Città Metropolitane (del 50% per le Province), a partire dal 1 giugno 2015.
Non ci vuole un genio per capire che si tratta di una norma devastante, che si aggiunge ai forti tagli rispettivamente di 1 miliardo di euro alle Province e Città Metropolitane, di 1,2 miliardi ai Comuni e di 4 miliardi alle Regioni.

Si tratta di misure che non solo porteranno al dissesto molti enti, ma renderanno impossibile l’esercizio delle funzioni fondamentali mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro solo in Liguria.

Un conto è ridurre e razionalizzare la spesa pubblica, obiettivo su cui non si discute, altra cosa è portare al collasso il sistema.

A fronte di questa situazione ho sostenuto che il Consiglio Metropolitano ha la responsabilità nei confronti dei Comuni che vi sono rappresentati e dei lavoratori della Provincia di Genova di dire con chiarezza come stanno le cose e a quali rischi si sta andando incontro.

Nella scorsa seduta del Consiglio Metropolitano avevo peraltro già presentato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i Consiglieri e fatto proprio dal Sindaco Metropolitano Doria e dal Commissario Straordinario Fossati, per richiamare il Governo e i Parlamentari liguri a rivedere il contenuto del disegno di legge di stabilità.

Venerdì 5 dicembre, nell’aula del Consiglio regionale, per iniziativa congiunta di Regione Liguria, Associazione Nazionale Comuni, Unione delle Province Liguri, sono convocati gli stati generali delle autonomie locali. Si tratta di un’iniziativa straordinaria alla quale sono invitati anche i sindacati e le rappresentanze di categoria, per denunciare l’insostenibilità delle norme proposte e la necessità di correggere decisamente la rotta, al fine di garantire la continuità di servizi essenziali come la viabilità, la manutenzione delle scuole, la difesa del suolo e i servizi formativi e del lavoro e di preservare il patrimonio di professionalità presente all’interno della Provincia di Genova.

Ordine del giorno contro tagli a Città Metropolitane

Lavoratori Ilva in cassa integrazione nei comuni alluvionati

A seguito della riunione che si è tenuta a Campo Ligure giovedì scorso per fare il punto sui danni alluvionali in Valle Stura, con il Presidente Burlando, lAssessore regionale alla Protezione Civile  Paita e i Comuni interessati,  la Regione – accogliendo la richiesta dei Sindaci – è al lavoro per superare gli ostacoli di natura normativa e predisponendo gli atti affinché i lavoratori Ilva in cassa integrazione in deroga possano essere impiegati anche in altri Comuni alluvionati oltre che a Genova.

I centri per l’impiego sono un presidio

IMG-20140905-WA0000 Festa de l’Unità di Genova. Molta partecipazione al dibattito sul futuro dei servizi per l’impiego della Provincia, a cui ho preso parte ieri insieme all’Assessore regionale Sergio Rossetti, all’Assessore del Comune di Genova Francesco Oddone e al responsabile Forum Lavoro PD Genova Mario Margini.
dibattito
A confronto punti di vista diversi, ma accomunati dalla preoccupazione di trovare soluzioni che consentano di investire sui centri per l’impiego come presidio pubblico territoriale sul mercato del lavoro.
I centri per l’impiego sono proprio lo snodo di erogazione del servizio amministrativo del collocamento e delle politiche attive del lavoro.
Si tratta di presidi particolarmente importanti in questo momento, tenuto conto delle opportunità connesse al progetto “Garanzia giovani” e alla programmazione del nuovo ciclo di fondi europei 2014-2020.

Il mio intervento: Festa unità 2014 – dibattito servizi impiego

 

 

Il “Progetto Giovani Lavoro”

progetto giovani lavoro

progetto giovani lavoro

Presentato nell’ambito della Festa dell’Unità di Genova il “Progetto Giovani Lavoro”.
L’iniziativa ha preso spunto dal libro di Silvano Bozzo “Cooperare per vivere”, il cui tema centrale è l’economia sociale di mercato.
Il “Progetto Giovani Lavoro” si propone di stimolare la creatività e lo spirito imprenditoriale dei giovani, creare nuova domanda, valorizzare i talenti, premiare i meritevoli e combattere concretamente la disoccupazione giovanile attraverso la promozione di occasioni favorevoli alla nascita di imprese cooperative.
L’iniziativa, che si avvale del patrocinio e del sostegno di Legacoop Liguria e dell’Alleanza delle Cooperative italiane, sarà pubblicizzata attraverso la stampa, radio, tv, internet, scuole e circoli culturali.

Ho preso parte con molto piacere e interesse al dibattito promosso nell’occasione della presentazione del libro insieme all’autore, alla deputata Pd Mara Carocci, al consigliere comunale Pd di Genova Gianni Vassallo, a Simona Canu dei Giovani Democratici e di Sebastiano Tringali, direttore scientifico di AMES – l’Associazione no profit per lo studio del mutualismo e dell’economia sociale – che ha curato la pubblicazione.

Nell’occasione ho illustrato la proposta di legge recentemente presentata dal Gruppo regionale del Pd relativa al sostegno delle cooperative di comunità attraverso contributi in conto capitale, finanziamenti agevolati e incentivi alla creazione di nuova occupazione.

Società partecipate: tutela dei lavoratori

Nell’ambito della discussione in Consiglio regionale sul provvedimento legislativo che trasforma la società informatica Datasiel da società per azioni a totale partecipazione regionale in consorzio o società consortile – l’esatto assetto societario verrà deciso in seguito – ho proposto e ottenuto l’approvazione di alcune norme che tutelano i lavoratori, garantendo il mantenimento dei rapporti di lavoro attuali.
Le garanzie si applicano anche a Tetig, società totalmente partecipata dall’Asl 4 “Chiavarese”, che verrà trasferita all’interno del nuovo consorzio.

Emendamento al ddl 358