Servizi per il lavoro a rischio

La Regione sostiene di non trovare le risorse per prorogare gli appalti dei servizi con 78 milioni di residui del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 come ha rilevato la Corte dei Conti nel giudizio di parifica del bilancio regionale.

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Interpellanza su collocamento disabili, centri per l’impiego e servizi di supporto

Genova, 17 luglio 2015

Al Signor

SINDACO della

Città Metropolitana di Genova

Oggetto: Interpellanza su collocamento disabili, centri per l’impiego e servizi di supporto

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI METROPOLITANI

PREMESSO che dal 2004 sono attivi servizi per l’inserimento lavorativo dei disabili ai sensi della legge 68/99, che hanno come destinatari circa 2000 persone e centinaia di aziende del territorio provinciale;

CONSIDERATO che detti servizi hanno finora consentito di trovare occupazione a circa 500 persone all’anno, pur in un contesto di profonda crisi economica, facendo registrare un altissimo tasso di regolarizzazione delle aziende con obbligo di assunzione;

TENUTO CONTO che si tratta di servizi che, al pari di quelli relativi al collocamento ordinario, rientrano tuttora nelle funzioni della Città Metropolitana, in attesa che la normativa statale definisca il nuovo quadro delle competenze in materia di servizi e politiche attive del lavoro;

ATTESO che i servizi per l’accompagnamento al lavoro dei disabili sono erogati dall’Ufficio Inclusione e dai Centri per l’impiego con il supporto e la collaborazione di alcune Associazioni Temporanee di Impresa assegnatarie di appalti;

PRESO ATTO che gli appalti relativi ai servizi di supporto alle attività connesse sia al collocamento ordinario sia al collocamento disabili, scaduti il 28 febbraio u.s., sono stati oggetto di successive proroghe la cui ultima scadenza è fissata al 31 agosto p.v. e che è in corso la predisposizione della procedura di gara d’appalto per la copertura dei servizi mediante l’utilizzo dei fondi della programmazione FSE 2014/2020, messi a bando ed assegnati dalla Regione Liguria con deliberazione del 25 maggio 2015;

POSTO che le complesse procedure di gara non consentiranno presumibilmente di assegnare le attività finanziate entro la scadenza dell’ultima proroga approvata e che, in assenza di un provvedimento urgente di proroga dei suddetti appalti, dal primo settembre alcune migliaia di persone disabili in carico ai servizi rimarranno dall’oggi al domani privi di una qualsivoglia forma di collaborazione e di aiuto nella ricerca di un’occupazione e verranno interrotti tutti i progetti di inserimento lavorativo avviati con le aziende, e che analogamente si verificheranno disagi anche nei confronti dell’utenza che usufruisce dei servizi forniti dai Centri per l’Impiego con il supporto dei soggetti appaltatori;

RICHIAMATI E FATTI PROPRI gli appelli e le preoccupazione dei lavoratori e delle forze sindacali riguardo al destino dei servizi sopra richiamati sia per le ripercussioni sugli utenti sia in termini di ricadute occupazionali, anche relativamente ai rischi connessi alla mancata definizione delle coperture dei costi di funzionamento dei servizi per l’impiego, di cui la Città Metropolitana si è fatta responsabilmente carico con il bilancio di previsione 2015 a fronte del fatto che a tali oneri devono provvedere Stato e Regioni;

INTERPELLANO IL SINDACO METROPOLITANO

Per conoscere:

  • quali iniziative sono state assunte nei confronti della Regione per garantire la continuità dei servizi per l’impiego come descritti in premessa, salvaguardando al contempo il posto di lavoro dei dipendenti della Città Metropolitana assegnati ai servizi per l’impiego e politiche attive del lavoro e dei soggetti terzi assegnatari degli appalti;
  • tempi ed esiti dell’attività di rendicontazione dei progetti finanziati con le risorse del Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo per gli anni 2007-2013, con particolare riferimento ai progetti connessi alle politiche del lavoro di diretta competenza regionale, al fine di poter valutare la possibilità di prorogare ulteriormente gli appalti in essere attraverso l’utilizzo di risorse residuate dalla passata programmazione;
  • lo stato dell’arte per quanto riguarda la predisposizione dell’appalto dei servizi finanziati dalle    risorse finanziate dal Programma Operativo del Fondo Sociale Europeo per gli anni 2014-2020;
  • quali iniziative si intendono assumere per sollecitare la rapida definizione degli accordi tra Ministero del Lavoro e Regione Liguria al fine di garantire la copertura finanziaria dei servizi per l’impiego e politiche attive del lavoro, come previsto dall’art.15 del decreto legge 19 giugno 2015, n.78.

Arnaldo BUSCAGLIA

Antonino OLIVERI

Cristina LODI

#20 tema del giorno: lo statuto dei lavoratori (che compie 45 anni)

20 MAGGIO 1970 – 20 MAGGIO 2015

LO STATUTO DEI LAVORATORI COMPIE 45 ANNI

sciopero_genova

Il dibattito intorno allo Statuto dei Lavoratori è sempre attuale e complesso. Tuttavia per me è molto importante ricordare che la Legge 300 del 1970, ovvero lo Statuto dei lavoratori, oggi compie 45 anni. Nel nostro ordinamento, la Legge 300 è la fonte normativa più importante dopo la Costituzione. Il 20 maggio 1970 segnò un vero e proprio spartiacque nelle relazioni industriali. In quegli anni emerse la volontà da parte del legislatore di tutelare il prestatore d’opera o di servizi perché percepita come parte più debole nel rapporto di lavoro. In quel 1970  si mise nero su bianco l’impegno rivolto alla pace sociale attraverso alcuni diritti essenziali che, giocoforza, avrebbero agevolato anche la produttività.
Sulla legge hanno inciso in particolar modo le lotte sindacali, l’autunno caldo del ’69 e i movimenti solidaristici del ’68.

Il disegno di legge fu proposto Giacomo Brodolini, ministro del lavoro, socialista, ex sindacalista. Fu Brodolini ad affidare al giovane giurista Gino Giugni il compito di elaborare il testo. Giugni definì lo Statuto dei Lavoratori il frutto di una felice unione tra la cultura giuridica e il movimento di massa. Gli articoli maggiormente rappresentativi dello Statuto dei lavoratori sono quelli che si riferiscono a: libertà di opinione, diritto di costituire associazioni sindacali e di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro, facoltà di formare rappresentanze sindacali aziendali, diritto di assemblea e repressione della condotta antisindacale.

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#15 tema del giorno: riflessioni sul mondo del lavoro

lavoratoreL’investimento più sicuro è quello sul capitale umano.
La cosiddetta New Economy ha determinato un mutamento genetico nell’imprenditoria a livello mondiale, determinando un sistema consumistico anche nel modo di concepire il lavoro.
Contratti atipici, lavoro a distanza, co-working sono forme di spersonalizzazione del lavoro che, se usate in modo improprio, contribuiscono a renderlo commercializzabile come qualsiasi oggetto di consumo. Ma dietro il lavoro ci sono delle persone, con un proprio bagaglio di conoscenze, competenze e capacità che spesso attendono anni per essere valorizzate.

In Italia abbiamo avuto straordinari esempi di investimento nel capitale umano, uno fra tutti quello di Adriano Olivetti, che ha costruito un impero grazie alle proprie intuizioni e alla fiducia nel talento delle persone di cui si circondava. Perché se è vero che il genio è privilegio di pochi e fa sentire gli altri un po’ mediocri, il talento è in ognuno di noi e deve essere fatto emergere. Questo è il compito dei leader delle aziende, ma è compito della politica creare le condizioni affinché questo avvenga. Investire in istruzione e formazione è un obiettivo politico da perseguire affinché il capitale umano sia valorizzato ed esprima al meglio le proprio potenzialità.
Applicare criteri meritocratici anziché logiche clientelari è un obiettivo politico da perseguire per garantire efficienza, efficacia e trasparenza della pubblica amministrazione.

Garantire il rispetto dei principi costituzionali è un obiettivo politico da perseguire, e non richiede motivazione.

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#8 tema del giorno: morire di lavoro – anche quando c’è

sicurezza_lavoroPochi giorni fa l’ennesimo incidente mortale sul lavoro che si è verificato nel cantiere Fincantieri del Muggiano a La Spezia.

Le criticità del mondo del lavoro, in particolare nel settore edile, sono collegate non solo alla sua mancanza, e quindi al dilagare della disoccupazione e di coloro che hanno smesso di cercare un’occupazione, ma anche dalla scarsa qualità dei processi produttivi e da una scarsa consapevolezza del proprio ruolo e dei propri diritti e, quindi, a problemi di natura culturale.

La dimensione imprenditoriale vede una netta prevalenza di aziende con meno di tre addetti, il che denota sia una cultura di impresa insufficiente a garantire standard qualitativi elevati, sia al ricorso indiscriminato al subappalto, con il conseguente deprezzamento del lavoro e soprattutto della manodopera a detrimento delle condizioni di sicurezza.
Tutto ciò si inquadra in un contesto fortemente normato, sia dal punto di vista tecnico che procedurale, che vede attribuire maggior valore alla creazione di responsabilità plurime e all’utilizzo dello strumento sanzionatorio piuttosto che alla qualificazione dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Il costo per l’attuazione delle misure di sicurezza viene percepito come un extra costo e non come un investimento, con una generale tendenza alla sottostima – gli oneri per la sicurezza negli appalti di lavori registrano un’incidenza media del 3% – ed una scarsa efficacia nei controlli che detti costi siano effettivamente sostenuti per le finalità prefissate. Il perseguimento di obiettivi di contenimento del fenomeno degli infortuni sul lavoro necessita pertanto di azioni mirate a contribuire concretamente a un miglioramento dello stato sociale ed alla crescita della cultura della sicurezza. Criticità connesse in qualche modo anche al problema dell’accesso professionale all’edilizia che da tempo richiede di essere regolamentato.

Per quanto riguarda la azioni regionali in materia di sicurezza sul lavoro nel settore edile, la Giunta regionale ligure ha approvato un progetto obiettivo per la sicurezza nei cantieri edili, finalizzato al sostegno di azioni straordinarie di vigilanza e informazione in materia di tutela e sicurezza dei lavoratori nel settore edile, articolato su una serie di attività riguardanti monitoraggio, prevenzione, controllo, formazione e cultura della responsabilità sociale.

Un impegno che dovrà trovare continuità ed essere intensificato anche nella prossima legislatura perché sul tema della sicurezza sul lavoro non possiamo permetterci di abbassare la guardia.

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Un salvagente per il personale di Città metropolitana e province

Consiglio metropolitano GenovaL’effetto combinato tra la legge Del Rio di riforma delle Province e la legge di stabilità 2015 si traduce nell’obbligo per le Province e le Città Metropolitane di ridurre drasticamente sia il personale sia i costi di funzionamento, con il pericolo serio e reale che centinaia di lavoratori rimangano a casa.

In questo quadro, la Regione Liguria, supportata sia dall’Osservatorio regionale sia dalle organizzazioni sindacali, sta cercando di evitare conseguenze pesanti per i lavoratori, riprendendosi importanti funzioni come la difesa del suolo e la formazione professionale, con l’obiettivo di assorbire tutti i lavoratori delle Province e della Città Metropolitana di Genova che si occupano di questi settori e contestualmente di razionalizzare il quadro delle competenze per semplificare l’attività dei Comuni e garantire il più possibile i servizi essenziali al territorio e allo sviluppo.

Ricordo che la legge di stabilità impone alle Province e alle Città Metropolitane di ridurre le spese nella misura di un miliardo di euro per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017 e soprattutto una riduzione del costo per il personale del 50% per le Province e del 30% per le Città Metropolitane: le piante organiche andranno rifatte entro marzo prossimo.

Siamo ad un passaggio molto complicato. Serve il massimo senso di responsabilità da parte di tutti, istituzioni e parti sociali.