Ospedale di Busalla: il Pd insiste sull’rsa per la vallata

Una parte dell'ex ospedale Luigi Frugone, a Busalla

Una parte dell’ex ospedale Luigi Frugone, a Busalla

“Non è stata sufficientemente esaustiva la risposta fornita dall’assessore Rambaudi sul futuro dell’ex ospedale Frugone di Busalla, se il consigliere del Partito Democratico Nino Oliveri ha ripreso carta e penna e riformulato immediatamente la richiesta, questa volta chiedendo alla giunta una risposta scritta”. A parlare sono gli esponenti del Pd di Busalla.

L’assessore ha confermato che “in quel plesso verrà realizzata la Rsa, tant’è che si sta già predisponendo il bando, che verrà indetto a breve dall’Asl”, ricordando “la richiesta diretta che la Prefettura ha fatto al direttore della Asl, nel momento in cui non era utilizzata in quel periodo vuoto, sapendo che c’erano dei tempi per la predisposizione del servizio della gara e che non avrebbero impiegato subito quei locali”.

Procede dunque l’impegno sulle Rsa in valle Scrivia, avanzano le procedure di gara e quello è stato un uso temporaneo legato all’emergenza, ma non si capiscono né i tempi né le caratteristiche della nuova struttura – prosegue il Pd – Per questo Oliveri ha chiesto nuovamente alla giunta regionale chiarimenti e, in particolare, se la Asl intenda stabilire in modo chiaro e finalmente definitivo quali attività saranno contenute nel “Frugone”, se sia confermata l’intenzione di attivare presso l’ex nosocomio una Rsa di 20 posti letto ed un nucleo di Alzheimer di 10 posti (diurni) e, se si, in quali tempi e, infine, se sia prevista la futura attivazione di un punto di primo intervento come già stabilito dal protocollo d’intesa firmato con i comuni della valle Scrivia nel 2006″.

Adesso la giunta regionale ha trenta giorni per rispondere alla richiesta.

(articolo tratto da www.genova24.it)

Cinghiali: misure e fondi per difendere le coltivazioni

Entroterra | Tutelare le coltivazioni dai danni provocati dai cinghialiIl problema dei danni alle coltivazioni provocati  dall’eccessiva proliferazione dei cinghiali è stato al centro di un’interrogazione discussa questa mattina in Consiglio regionale .

Le associazioni dei coltivatori da tempo denunciano rilevanti danni alle coltivazioni provocati dalla massiccia presenza di cinghiali, nonostante i piani di abbattimento e le misure di prevenzione adottate.
Sul tema la Regione ha istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare con lo scopo di mettere a sistema azioni e strumenti e contrastare più efficacemente il fenomeno, in collaborazione con gli enti e gli organismi interessati. Per questo ho chiesto alla Giunta di mettere in campo le misure concrete individuate entro fine anno. Si tratta di azioni che si collocano nella strategia già messa in atto dalla Regione per tutelare e valorizzare le attività agricole così da contrastare lo spopolamento dei territori montani, come ad esempio la legge per il recupero delle terre incolte, la promozione dell’agricoltura sociale e l’assegnazione a privati delle foreste demaniali regionali.

E’ necessario però avere un approccio pragmatico e una visione di prospettiva, perché solo così si potranno adottare misure davvero efficaci e cogliere l’occasione dei fondi che saranno messi a disposizione dal piano di sviluppo rurale 2014-2022 per dare maggiore organicità ed efficacia alle misure a tutela delle produzioni agricole.

L’assessore allagricoltura Giovanni Barbagallo ha spiegato come si sta muovendo la Giunta per risolvere quello che viene considerato un problema reale e urgente: aumentare il numero di capi effettivamente abbattuti che oggi sono circa la metà di quelli dichiarati abbattibili in base ai censimenti; destinare per questo scopo di una parte dei fondi del PSR, come richiesto; sollecitare a livello nazionale di una legislazione organica che vada a sostituire quella farraginosa e diversa territorio per territorio attualmente in vigore.

 

L’ex ospedale di Busalla torni alla comunità

Una parte dell'ex ospedale Luigi Frugone, a Busalla

Una parte dell’ex ospedale Luigi Frugone, a Busalla

Interrogazione su ex ospedale di Busalla

L’ex ospedale di Busalla “Luigi Frugone” deve tornare alla comunità, come era stato deciso, sotto forma di rsa. Se non ha più ragione d’essere un ospedale vero e proprio, che mantenga comunque la funzione sanitaria, a coprire il fabbisogno crescente della popolazione anziana della Valle Scrivia.

Tra il 2011 e il 2013 il Frugone ha ospitato una trentina di migranti provenienti dal Nord Africa, tra le proteste degli abitanti e degli amministratori locali.

A fronte della notizia dell’arrivo di nuovi migranti, ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sollecitare la trasformazione dell’ex nosocomio della Valle Scrivia in struttura sanitaria, come i sindaci, d’accordo con Regione e Asl3, chiedono da tempo.

Interrogazione al Presidente della Regione Liguria sulla annunciata “Interruzione linea ferroviaria Genova-Ovada-Acqui Terme”

treno_liguriaProsegue la pubblicazione “in tempo reale” delle mie interrogazioni a risposta immediata:

Interruzione linea ferroviaria Genova- Ovada- Acqui Terme.

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IMMEDIATA

PREMESSO che gli organi di stampa hanno pubblicato notizie relative alla chiusura della linea ferroviaria Genova-Ovada- Acqui Terme per tutta la durata del mese di agosto senza che ne siano stati preventivamente informati né i Comuni interessati né le associazioni dei pendolari;

CONSIDERATO che, a quanto è dato sapere, tale interruzione era stata precedentemente programmata da RFI dal 4 al 16 agosto per lavori di manutenzione alla linea ferroviaria in questione e solo in un secondo tempo è stata prolungata al 30 di agosto al fine di conseguire un maggiore risparmio;

SOTTOLINEATO che per l’ennesima volta il settore del trasporto regionale utilizzato dai pendolari è oggetto di tagli e limitazioni che arrecano ulteriori disagi agli utenti di una linea ferroviaria già penalizzata e che, dal prossimo anno, subirà pesanti conseguenze derivanti dalla realizzazione dei lavori relativi al nodo ferroviario di Sampierdarena;

INTERROGA IL PRESIDENTE E L’ ASSESSORE COMPETENTE

 per sapere:

  • per quale motivo non si è ritenuto di informare preventivamente Comuni e Associazioni dei Pendolari visto l’interesse con cui vengono seguite le vicende relative al servizio erogato sulla linea in questione;
  • quali sono i lavori che verranno effettuati da RFI nel corso del mese di agosto;
  • di quale entità sono i risparmi che la Regione prevede di conseguire dalla chiusura della linea ferroviaria per tutto il mese di agosto;
  • se è stata verificata la possibilità di reperire nel bilancio regionale le risorse necessarie ad impedire il prolungamento della interruzione del servizio di ulteriori 15 giorni al solo fine di ottenere risparmi di gestione, tenuto conto che è in corso di approvazione l’assestamento del bilancio 2014 nel quale sono state previste risorse aggiuntive per il trasporto ferroviario.

Interrogazione al Presidente e agli assessori competenti in materia di contrasto alla proliferazione di cinghiali

cinghialiCon l’obiettivo di tenervi sempre aggiornati, ritengo utile pubblicare la mia recente interrogazione al Presidente e agli assessori competenti in materia di contrasto alla proliferazione di cinghiali.

 

 

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IMMEDIATA

II sottoscritto Consigliere,

PREMESSO che le associazioni dei coltivatori da tempo denunciano rilevanti danni alle coltivazioni provocati dalla eccessiva presenza di cinghiali nonostante i piani di abbattimento e le misure di prevenzione adottate;

CONSIDERATO che la Regione ha istituito un Gruppo di lavoro interdisciplinare allo scopo di mettere a sistema azioni e strumenti volti a contrastare più efficacemente il fenomeno in collaborazione con gli Enti e organismi interessati;

TENUTO CONTO che la Regione ha dato corso ad una strategia finalizzata a tutelare e valorizzare le attività agricole con l’obiettivo di invertire la tendenza allo spopolamento dei territori montani, che ha già visto il varo di importanti provvedimenti legislativi per il recupero delle terre incolte, la promozione dell’agricoltura sociale e per l’assegnazione a privati delle foreste demaniali regionali;

INTERROGA IL PRESIDENTE E GLI ASSESSORI COMPETENTI

per conoscere:

  • l’andamento delle popolazioni dei cinghiali esistenti in Liguria nel corso degli ultimi dieci anni, il numero degli abbattimenti autorizzati e il numero dei capi effettivamente prelevati nello stesso periodo in modo da incrociare i dati;
  • quali azioni si intendono intraprendere, sulla base della normativa venatoria, al fine di ulteriormente limitare la proliferazione dei cinghiali;
  • se non si ritiene di utilizzare la nuova programmazione relativa al Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 per individuare misure prioritarie a tutela delle produzioni agricole, in subordine agli interventi da effettuare in ambito venatorio;
  • se non si ritiene di adottare entro l’attuale legislatura atti di immediata efficacia dal punto di vista venatorio e operativo, tenuto conto delle risultanze dell’attività del citato Gruppo di lavoro.

 

Il Consiglio Regionale della Liguria a fianco dei lavoratori della Piaggio a difesa dello stabilimento di Sestri Ponente

piaggioincontroUn appello al Governo perché venga costituito un tavolo di confronto su Piaggio fra i Ministeri dello Sviluppo Economico e della Difesa, la Regione Liguria, il sindacato e la proprietà. E’ quanto chiede un ordine del giorno proposto da me come primo firmatario ma sottoscritto da tutti e approvato oggi 18 Marzo 2014 all’unanimità dal Consiglio Regionale.

L’obiettivo finale da raggiungere è quello di determinare una solida prospettiva industriale per l’azienda e di salvaguardare l’occupazione e la presenza della Piaggio a Sestri Ponente, confermando gli investimenti necessari al completamento dello stabilimento di Villanova d’Albenga.

Le nostre preoccupazioni nascono dal fatto che il piano industriale presentato dalla Piaggio comporta una drastica riduzione dell’occupazione, sia per quanto riguarda gli esuberi diretti, quantificati in 165 unità, sia per l’esternalizzazione di produzioni attualmente realizzate in proprio che porterebbero a una riduzione di 207 dipendenti, oltretutto con lo svuotamento produttivo dello stabilimento di Sestri Ponente.

Il piano presentato da Piaggio viene ritenuto inaccettabile e si chiede che venga “profondamente modificato in quanto, con la scomparsa delle produzioni Piaggio a Sestri Ponente, disattende quanto previsto nell’accordo di programma sottoscritto nel 2008, determinando la perdita di un patrimonio industriale di valore strategico non solo per la Liguria ma per l’intero Paese”.

Riteniamo che le prospettive dell’azienda debbano caratterizzarsi con prodotti fortemente innovativi e ad alto contenuto tecnologico, valorizzando professionalità e competenze acquisite e che gli attuali spazi occupati dalla Piaggio a Sestri Ponente siano confermati nell’attuale destinazione industriale, anche a fronte della volontà espressa in tal senso dal Sindaco di Genova.

Il destino degli stabilimenti Piaggio, in particolare Sestri Ponente non può essere disgiunto da una politica nazionale per il settore aeronautico e da un’azione del Governo nei confronti dei proprietari della Piaggio per definire le prospettive dello sviluppo industriale dell’impresa. E’ urgente che si apra un confronto fra la proprietà, i rappresentanti dei lavoratori, la Regione Liguria e i Ministeri dello Sviluppo Economico e della Difesa, non dimenticando come, in una fase così delicata, sia indispensabile l’unità di intenti fra i lavoratori, il territorio e le istituzioni.

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