25 Aprile 2015: Ricordare per non dimenticare.

genova non dimenticaGenova, ricordare per non dimenticare il percorso che dalla RESISTENZA ha portato alla LIBERAZIONE e dalla liberazione alla DEMOCRAZIA.

Dobbiamo essere custodi e attenti interpreti di quei valori di umanità, coraggio e onesta’ che derivano da quel passato di cui sono estremamente orgoglioso.

W IL 25 APRILE

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Università di Genova: salviamo la biblioteca dei gesuiti

biblioteca_gesuiti_genovaNell’ambito della nuova dislocazione della Biblioteca universitaria di Via Balbi nella nuova sede, ricava all’interno dell’ex Hotel Columbia di Genova, è previsto anche lo spostamento dell’antica biblioteca dei gesuiti, nota come “terza sala” della Biblioteca universitaria di Genova. La biblioteca gesuitica, risalente al 1664, conserva circa 23.000 volumi che vanno dal XV al XIX secolo, ancora divisi per materie e non per classificazioni, disposti in una scaffalatura originaria sei-settecentesca di particolare pregio architettonico insieme alla quale costituisce un bene di inestimabile valore.

Traslocare questi volumi comporterebbe lo smembramento di un bene di grande prestigio che merita di essere scrupolosamente conservato e valorizzato nella sua integrità, promuovendone la fruizione al pubblico, in quanto testimonianza del primo nucleo culturale e formativo dell’università di Genova.

Per questo ho presentato in Consiglio regionale un’interrogazione per chiedere al Ministero per i beni e le attività culturali e alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Liguria di impedire lo spostamento dei volumi della biblioteca dei gesuiti e di salvaguardare in questo modo un patrimonio storico culturale e artistico inscindibile e unico nel suo genere

Interrogazione Biblioteca Gesuiti_ 2015

Grazie Piero!

Piero Fossati saluta i dipendenti della Provincia di Genova

Fossati saluta i dipendenti della Provincia

Il commissario straordinario Piero Fossati ha salutato i dipendenti della Provincia di Genova, che dal 1 gennaio 2015 si trasformerà in Città Metropolitana.

Dopo aver dedicato un lungo periodo della sua vita al servizio dell’ente e del territorio, si congeda dalla vita pubblica una persona di grande rettitudine.

Un esempio per tutti noi.

Città Metropolitana: approvato lo statuto

Palazzo Doria Spinola, sede della Città Metropolitana di GenovaQuarantadue articoli che disciplinano finalità, funzioni, organi e attività del nuovo ente che diventerà operativo dal 1 gennaio 2015. L’altro ieri il Consiglio metropolitano ha approvato lo statuto della Città Metropolitana di Genova dopo circa due mesi di lavoro.  L’approvazione è avvenuta all’unanimità con una serie di emendamenti, tra cui alcuni presentati da me e sottoscritti da alcuni colleghi, con lo scopo di definire meglio alcuni contenuti, ma soprattutto di salvaguardare l’autonomia dei Comuni.

Il prossimo 19 dicembre la palla passerà alla Conferenza metropolitana – l’organo assembleare di tutti i Comuni che fanno parte della Città Metropolitana – per l’approvazione definitiva.
Ritengo che si possa esprimere un giudizio positivo per il risultato a cui si è giunti, anche per lo spirito costruttivo che ha animato il confronto e che ci consente di rispettare le scadenze di legge.

Rimane tutta l’amarezza e il disappunto nel dover purtroppo constatare che la legge di stabilità che sta per essere approvata dal Parlamento nega di fatto, tra tagli di risorse e di personale del tutto irragionevoli e insostenibili, la possibilità al nuovo ente di assolvere al ruolo e ai compiti per i quali è stato previsto.

La Città Metropolitana nasce senza risorse

Ieri pomeriggio sono intervenuto al Consiglio Metropolitano di Genova per lanciare l’allarme sulla situazione che si sta determinando a seguito di alcune misure contenute nel disegno di legge di stabilità 2015 in discussione in Parlamento.

Mentre il Consiglio si sta avviando a concludere l’elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana, il Governo ha presentato un emendamento che prevede una riduzione delle spese per il personale delle Città Metropolitane (del 50% per le Province), a partire dal 1 giugno 2015.
Non ci vuole un genio per capire che si tratta di una norma devastante, che si aggiunge ai forti tagli rispettivamente di 1 miliardo di euro alle Province e Città Metropolitane, di 1,2 miliardi ai Comuni e di 4 miliardi alle Regioni.

Si tratta di misure che non solo porteranno al dissesto molti enti, ma renderanno impossibile l’esercizio delle funzioni fondamentali mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro solo in Liguria.

Un conto è ridurre e razionalizzare la spesa pubblica, obiettivo su cui non si discute, altra cosa è portare al collasso il sistema.

A fronte di questa situazione ho sostenuto che il Consiglio Metropolitano ha la responsabilità nei confronti dei Comuni che vi sono rappresentati e dei lavoratori della Provincia di Genova di dire con chiarezza come stanno le cose e a quali rischi si sta andando incontro.

Nella scorsa seduta del Consiglio Metropolitano avevo peraltro già presentato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i Consiglieri e fatto proprio dal Sindaco Metropolitano Doria e dal Commissario Straordinario Fossati, per richiamare il Governo e i Parlamentari liguri a rivedere il contenuto del disegno di legge di stabilità.

Venerdì 5 dicembre, nell’aula del Consiglio regionale, per iniziativa congiunta di Regione Liguria, Associazione Nazionale Comuni, Unione delle Province Liguri, sono convocati gli stati generali delle autonomie locali. Si tratta di un’iniziativa straordinaria alla quale sono invitati anche i sindacati e le rappresentanze di categoria, per denunciare l’insostenibilità delle norme proposte e la necessità di correggere decisamente la rotta, al fine di garantire la continuità di servizi essenziali come la viabilità, la manutenzione delle scuole, la difesa del suolo e i servizi formativi e del lavoro e di preservare il patrimonio di professionalità presente all’interno della Provincia di Genova.

Ordine del giorno contro tagli a Città Metropolitane