#16 tema del giorno: semplificazione

Il termine “semplificazione” è stato spesso utilizzato come annuncio per giustificare formalmente provvedimenti che, nella sostanza, hanno finito per rendere ancora più complesso ciò che doveva essere semplificato.

Basti pensare all’autocertificazione, croce e delizia del complesso rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini, che, in assenza di un sistema informativo strutturato in banche dati accessibili e condivise, a fronte di un indubbio vantaggio per i cittadini e le imprese diventa spesso un aggravio dell’attività della pubblica amministrazione, con il possibile rischio di ravvisare la falsa dichiarazione quando è troppo tardi.

semplificazione

Il problema non è quasi mai la regola ma la sua applicazione pratica, spesso distorta o impropria, sia per mancanza di adeguata formazione e informazione, sia per l’impossibilità materiale di garantirne il rispetto nelle condizioni di risorse umane e strumentali a disposizione.

Semplificare vuol dire non costringere i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione a inutili complicazioni che rappresentano un costo economico, umano e sociale rilevante, restituendo alla collettività il tempo ingiustamente sottratto in settori chiave per la qualità della vita e la crescita dell’economia

La semplificazione non si attua incendiando pubblicamente le leggi, ma intervenendo sui procedimenti in modo da individuarne le criticità ed attivare i meccanismi di miglioramento per ridurle o se possibile azzerarle. Questi obiettivi sono contenuti nell’Agenda per la semplificazione 2015- 2017 predisposta dal Governo d’intesa con le Regioni, i Comuni, le Province e le Città Metropolitane per sancire un’alleanza dei diversi livelli amministrativi per il miglior utilizzo dell’innovazione tecnologica, amministrativa, organizzativa, normativa, anche come deterrente di cattive pratiche collegate alla collusione e alla corruzione.

#14 tema del giorno: #edilizia residenziale pubblica

I problemi dell’edilizia residenziale pubblica in Liguria emergono con maggior forza a Genova e in particolare nel ponente genovese. In questi anni anche nella nostra regione si è assistito a un crescente degrado generale dei quartieri ERP, degrado che non riguarda solo la parte strutturale e manutentiva degli immobili, ma che purtroppo include il senso di appartenenza alla collettività e della propria qualità di vita percepito dagli abitanti di ampie zone del capoluogo, in cui si registra una sfiducia sociale che spinge migliaia di cittadini genovesi ad allontanarsi dalle istituzioni e dai loro rappresentanti, non sentendosi difesi e ascoltati.

Accedere alle case popolari è il primo passo di un percorso che deve tutelare anche la permanenza degli abitanti, secondo i requisiti previsti, applicando norme e leggi di cui un’amministrazione cosciente deve saper farsi carico, difendendo i diritti degli assegnatari affinché non nascano categorie di cittadini di serie A e di serie B.

Le "Lavatrici" a GenovaOggi siamo invasi da notizie che ci fanno partecipi dei problemi di cittadini che vengono privati del diritto alla casa da categorie di persone disagiate che, usando la forza, si impadronisco abusivamente di alloggi ERP.

Purtroppo queste situazioni aprono il varco a condizioni di illegalità ed una buona politica non può lasciare che questi insediamenti residenziali diventino zone franche, la buona politica si batte per difendere il valore sociale di quelle comunità che con fatica e impegno rendono migliore e vivibile ogni giorno alcuni quartieri difficili.

Occorre che le politiche sociali territoriali guardino all’edilizia residenziale pubblica non come soluzione pratica alle emergenze sociali, che tanto stanno interessando non solo il nostro territorio ma tutta l’Italia, ma come risorsa sociale di crescita qualitativa dei cittadini.

Con le modifiche della legge regionale n. 10/2004 inerenti i requisiti e i regolamenti delle assegnazioni dell’edilizia popolare, la Regione Liguria ha dimostrato un impegno verso queste tematiche, ma tale impegno va proseguito con nuovi programmi e progetti migliorativi per l’emergenza abitativa.

Il Contratto di Quartiere Voltri 2 è una testimonianza di come la riqualificazione di una zona degradata può trasformarsi in un esempio eccellente di impegno sociale da parte delle istituzioni (dal 2010 al 2012 riqualificazione urbanistica con bando europeo vinto da ARTE per la messa in opera dei lavori di ristrutturazione del quartiere di Voltri 2 sulle alture di Voltri).

Un impegno concreto che può essere portato avanti anche con la collaborazione e le idee dei comitati di quartiere che, legalmente eletti, raccolgono i problemi e le istanze dei cittadini ERP, affinché nasca una sinergia costruttiva che, come obiettivo finale, veda la dignità e il diritto di vivere in un ambiente sicuro e di pari valore ad altre realtà residenziali nel territorio, diventando al contempo opportunità per la crescita civile della città.

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#13 tema del giorno: Bandiere Blu 2015: Liguria regina d’Italia

spiaggia_bandiera_blu_liguriaLeggo con soddisfazione sulla stampa nazionale che la Liguria è la “Regina in Blu” della prossima estate. La bandiera della bellezza e dell’accoglienza potrà sventolare in ben 23 località.
Sono in tutto 280 le spiagge che in Italia hanno ottenuto le Bandiere Blu 2015. Questo  riconoscimento internazionale viene assegnato dalla Foundation for environmental education in base a regole relative alla gestione sostenibile del territorio. I criteri per l’assegnazione delle Bandiere Blu vanno dall’assoluta validità delle acque di balneazione all’efficienza della depurazione, dalla raccolta differenziata alle aree pedonali, piste ciclabili e spazi verdi, fino alla dotazione di tutti i servizi sulle spiagge.

Tra le spiagge liguri che hanno conquistato in queste ore la bandierina ci sono Borghetto Santo Spirito, Taggia e Santa Margherita Ligure.  Ad emergere, anche in tempo di crisi economica, sono  amore, volontà e capacità degli amministratori liguri sempre pronti a valorizzare l’offerta turistica della loro terra. Le Bandiere Blu rappresentano un vero punto di forza per i comuni.

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#10 tema del giorno: la riduzione della spesa pubblica

IMG_4246La riduzione della spesa pubblica rimane una delle priorità del nostro Paese. Le manovre finanziarie che si sono succedute negli ultimi anni hanno progressivamente e drasticamente ridotto le risorse a disposizione delle regioni e degli enti locali. Ma un conto è perseguire giusti obiettivi di contenimento della spesa, altra cosa è privare i comuni delle risorse per far fronte ai crescenti bisogni dei propri cittadini.

Condivido pertanto la protesta sollevata dall’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) soprattutto in riferimento ai piccoli comuni, realtà che conosco molto bene essendomene occupato per diversi anni come amministratore locale e come responsabile dei piccoli comuni di Anci Liguria.

Il taglio alle risorse dei comuni è diventato intollerabile non solo per le ricadute dirette sui bilanci comunali, ma anche perché esse si inseriscono in un quadro complessivo della finanza locale che è già stato fortemente compromesso a seguito delle manovre sulle Province – alle quali sono state addirittura sottratte consistenti quote di loro tributi – e sulle regioni, con il taglio ai fondi della sanità, del sociale e dei trasporti.

A peggiorare la situazione della Liguria contribuiscono le conseguenze degli eventi alluvionali dello sorso anno, che hanno colpito vaste aree del territorio regionale. Su questo punto i comuni liguri stanno ancora aspettando che il Governo rispetti gli impegni che si era assunto nei giorni immediatamente successivi agli eventi.

Per questo motivo l’attenzione che ho sempre posto rispetto a questi problemi mi vedrà ancora in prima linea, convinto come sono che il presidio del territorio costituisce la prima e fondamentale condizione per prevenire alluvioni e dissesti, che solo la presenza dei comuni montani può garantire. Comuni che devono però essere messi in grado di far fronte ai servizi fondamentali per le popolazioni amministrate con l’assegnazione di sufficienti risorse finanziarie.

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#5 tema del giorno: uffici postali in Liguria

Ufficio postale entroterra Liguria
Ci risiamo con l’ennesimo tentativo di Poste Italiane di ridimensionare la propria presenza sul territorio regionale, a cominciare dai piccoli Comuni dell’entroterra dove gli uffici postali rappresentano un prezioso presidio di carattere sociale, il cui venir meno porta ad un oggettivo impoverimento del tessuto socio-economico.

Il recente piano di razionalizzazione per la Liguria ha sollevato le legittime proteste dei sindaci e dell’ANCI che da anni cercano di arginare politiche aziendali che guardano unicamente all’aspetto economico, senza tener conto delle esigenze degli utenti, in particolare delle zone rurali e più a rischio di spopolamento, come peraltro richiede la normativa comunitaria e statale.

Negli ultimi anni il tema è stato portato più volte all’attenzione del Consiglio regionale, anche a seguito di mie ripetute iniziative, costringendo Poste Italiane ad aprire tavoli di confronto e a correggere le proprie posizioni.

I fatti di questi giorni ci dicono però che siamo di fronte ad un interlocutore recidivo e poco sensibile, che va continuamente incalzato su scala locale e regionale.

Occorre uscire dalla logica ricorrente dell’emergenza, non limitandosi a contrastare la chiusura di uffici e le riduzioni di orario degli sportelli, ma cercando di garantire stabilità e sostenibilità economica al servizio in chiave di multifunzionalità.

Su questo tema la nuova Giunta regionale dovrà cercare di aprire al più presto un nuovo capitolo nei rapporti con Poste Italiane, pretendendo quella trasparenza e chiarezza di atti e comportamenti che finora sono mancate.

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Diario elettorale, giorno 7: Oggi a Masone in visita al Laboratorio Regionale di analisi del latte e produzioni zootecniche

Laboratorio analisi del latte Masone 03Questa mattina sono stato a Masone in visita al Laboratorio Regionale di analisi del latte e delle produzioni zootecniche gestito dall’Associazione Regionale Allevatori.

Con i dipendenti ho fatto il punto della situazione raccogliendo le preoccupazioni circa le prospettive di una struttura che si conferma strategica per il settore zootecnico ligure, essendo il Laboratorio la struttura di riferimento di tutte le azioni di miglioramento della qualità del latte: circa 80.000 controlli funzionali, 20.000 controlli su aziende e cooperative, 2.400 controlli sulle varie fasi della filiera. Continua a leggere