Più risorse per il riordino delle funzioni delle Province

Questa mattina il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, di cui sono primo firmatario, sul riordino delle funzioni provinciali.

Il documento impegna la Giunta a “chiedere al Governo di garantire che il riordino delle funzioni possa avvenire secondo l’originario disegno riformatore nel rispetto delle garanzie previste dalla legge n. 56 del 2014 e di rivedere le norme della legge di stabilità 2015 che impongono tagli alle risorse finanziarie e alle dotazioni organiche delle Province e delle Città metropolitane.

Attraverso il documento si chiedono anche garanzie per la sostenibilità finanziaria del sistema degli enti locali e delle Regioni, per evitare che le riduzioni di spesa imposte nel corso del triennio 2015-17 possano determinare squilibri di bilanci tali da determinare possibili ulteriori esuberi di personale conseguenti a situazioni di dissesto.

Leggi il testo originale dell’ordine del giorno sul riordino delle funzioni provinciali

Un salvagente per il personale di Città metropolitana e province

Consiglio metropolitano GenovaL’effetto combinato tra la legge Del Rio di riforma delle Province e la legge di stabilità 2015 si traduce nell’obbligo per le Province e le Città Metropolitane di ridurre drasticamente sia il personale sia i costi di funzionamento, con il pericolo serio e reale che centinaia di lavoratori rimangano a casa.

In questo quadro, la Regione Liguria, supportata sia dall’Osservatorio regionale sia dalle organizzazioni sindacali, sta cercando di evitare conseguenze pesanti per i lavoratori, riprendendosi importanti funzioni come la difesa del suolo e la formazione professionale, con l’obiettivo di assorbire tutti i lavoratori delle Province e della Città Metropolitana di Genova che si occupano di questi settori e contestualmente di razionalizzare il quadro delle competenze per semplificare l’attività dei Comuni e garantire il più possibile i servizi essenziali al territorio e allo sviluppo.

Ricordo che la legge di stabilità impone alle Province e alle Città Metropolitane di ridurre le spese nella misura di un miliardo di euro per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017 e soprattutto una riduzione del costo per il personale del 50% per le Province e del 30% per le Città Metropolitane: le piante organiche andranno rifatte entro marzo prossimo.

Siamo ad un passaggio molto complicato. Serve il massimo senso di responsabilità da parte di tutti, istituzioni e parti sociali.

Grazie Piero!

Piero Fossati saluta i dipendenti della Provincia di Genova

Fossati saluta i dipendenti della Provincia

Il commissario straordinario Piero Fossati ha salutato i dipendenti della Provincia di Genova, che dal 1 gennaio 2015 si trasformerà in Città Metropolitana.

Dopo aver dedicato un lungo periodo della sua vita al servizio dell’ente e del territorio, si congeda dalla vita pubblica una persona di grande rettitudine.

Un esempio per tutti noi.

Province. Dalla parte dei lavoratori

Approvato all’unanimità dal Consiglio regionale l’ordine del giorno, di cui sono primo firmatario, sul riordino delle province.
Il documento impegna la Giunta regionale a completare le verifiche connesse al riassetto delle funzioni delle Province da parte dell’Osservatorio regionale, in collaborazione con le organizzazioni sindacali, affinché si possa adottare la proposta di disegno di legge di riordino entro il 31 dicembre.
Il documento impegna la Giunta a garantire la salvaguardia dei posti di lavoro per tutti i dipendenti delle province, compresi i precari, favorendone la ricollocazione in altri enti, comprese le amministrazioni decentrate dello Stato e altri enti pubblici.
Si dovrà inoltre privilegiare la copertura dei posti vacanti in Regione e negli enti del settore allargato regionale, attraverso la mobilità di personale proveniente dalle Province, adottando gli atti necessari dopo l’approvazione della legge di stabilità. L’ordine del giorno impegna infine la Giunta a sollecitare il Governo perché riveda i tagli previsti dalla legge di stabilità a carico delle regioni, delle province e delle città metropolitane e ad assumere oneri di natura finanziaria.

Ordine del giorno sul riordino delle province dicembre 2014

Riordino Province, odg per salvare i posti di lavoro

La protesta dei dipendenti delle Province a Genova

La protesta dei dipendenti delle Province a Genova

Oggi pomeriggio il Consiglio regionale è chiamato ad approvare un ordine del giorno di cui sono il primo firmatario, sottoscritto da tutti i capigruppo, per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti delle Province.
La Legge di Stabilità 2015 impone alle Province liguri e alla Città Metropolitana di Genova un taglio di 36,5 milioni di euro, che si aggiungono a quelli già previsti in precedenza per un totale di 87 milioni di euro circa.
Un emendamento alla stessa Legge di Stabilità 2015 presentato dal Governo prevede inoltre che il personale delle Città Metropolitane e delle Province venga ridotto, rispettivamente, del 30% e del 50% e che il personale in esubero venga posto in mobilità.
Tali norme contrastano con il processo di riordino delle funzioni delle Province, in quanto verranno meno le risorse finanziarie e di personale necessarie a garantire servizi essenziali nei settori della viabilità, dell’edilizia scolastica, dell’ambiente e dello sviluppo economico.
In sede di presentazione del bilancio di previsione della Regione, sia il Presidente Burlando che l’Assessore Rossetti hanno ribadito gli impegni assunti dalle istituzioni in occasione della convocazione degli stati generali delle autonomie locali il 5 dicembre scorso, soprattutto per la salvaguardia dei posti di lavoro. Una dichiarazione di intenti che ha già avuto un’applicazione concreta nell’emendamento al bilancio presentato dalla stessa Giunta, finalizzato alla costituzione di un fondo di 1 milione di euro a copertura dei costi relativi al riassorbimento in capo alla Regione delle funzioni già trasferite alle Province come primo atto nella direzione del completamento di tale processo.

Con questo ordine del giorno chiediamo alla Giunta regionale di completare le verifiche per poter procedere al riordino delle funzioni entro il 31 dicembre, di privilegiare nella copertura dei posti vacanti presso la Regione Liguria e gli enti collegati la mobilità di personale proveniente dalle Province, a dare comunque certezza del posto di lavoro a tutti i dipendenti compresi i precari.

Città Metropolitana: approvato lo statuto

Palazzo Doria Spinola, sede della Città Metropolitana di GenovaQuarantadue articoli che disciplinano finalità, funzioni, organi e attività del nuovo ente che diventerà operativo dal 1 gennaio 2015. L’altro ieri il Consiglio metropolitano ha approvato lo statuto della Città Metropolitana di Genova dopo circa due mesi di lavoro.  L’approvazione è avvenuta all’unanimità con una serie di emendamenti, tra cui alcuni presentati da me e sottoscritti da alcuni colleghi, con lo scopo di definire meglio alcuni contenuti, ma soprattutto di salvaguardare l’autonomia dei Comuni.

Il prossimo 19 dicembre la palla passerà alla Conferenza metropolitana – l’organo assembleare di tutti i Comuni che fanno parte della Città Metropolitana – per l’approvazione definitiva.
Ritengo che si possa esprimere un giudizio positivo per il risultato a cui si è giunti, anche per lo spirito costruttivo che ha animato il confronto e che ci consente di rispettare le scadenze di legge.

Rimane tutta l’amarezza e il disappunto nel dover purtroppo constatare che la legge di stabilità che sta per essere approvata dal Parlamento nega di fatto, tra tagli di risorse e di personale del tutto irragionevoli e insostenibili, la possibilità al nuovo ente di assolvere al ruolo e ai compiti per i quali è stato previsto.

La Città Metropolitana nasce senza risorse

Ieri pomeriggio sono intervenuto al Consiglio Metropolitano di Genova per lanciare l’allarme sulla situazione che si sta determinando a seguito di alcune misure contenute nel disegno di legge di stabilità 2015 in discussione in Parlamento.

Mentre il Consiglio si sta avviando a concludere l’elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana, il Governo ha presentato un emendamento che prevede una riduzione delle spese per il personale delle Città Metropolitane (del 50% per le Province), a partire dal 1 giugno 2015.
Non ci vuole un genio per capire che si tratta di una norma devastante, che si aggiunge ai forti tagli rispettivamente di 1 miliardo di euro alle Province e Città Metropolitane, di 1,2 miliardi ai Comuni e di 4 miliardi alle Regioni.

Si tratta di misure che non solo porteranno al dissesto molti enti, ma renderanno impossibile l’esercizio delle funzioni fondamentali mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro solo in Liguria.

Un conto è ridurre e razionalizzare la spesa pubblica, obiettivo su cui non si discute, altra cosa è portare al collasso il sistema.

A fronte di questa situazione ho sostenuto che il Consiglio Metropolitano ha la responsabilità nei confronti dei Comuni che vi sono rappresentati e dei lavoratori della Provincia di Genova di dire con chiarezza come stanno le cose e a quali rischi si sta andando incontro.

Nella scorsa seduta del Consiglio Metropolitano avevo peraltro già presentato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i Consiglieri e fatto proprio dal Sindaco Metropolitano Doria e dal Commissario Straordinario Fossati, per richiamare il Governo e i Parlamentari liguri a rivedere il contenuto del disegno di legge di stabilità.

Venerdì 5 dicembre, nell’aula del Consiglio regionale, per iniziativa congiunta di Regione Liguria, Associazione Nazionale Comuni, Unione delle Province Liguri, sono convocati gli stati generali delle autonomie locali. Si tratta di un’iniziativa straordinaria alla quale sono invitati anche i sindacati e le rappresentanze di categoria, per denunciare l’insostenibilità delle norme proposte e la necessità di correggere decisamente la rotta, al fine di garantire la continuità di servizi essenziali come la viabilità, la manutenzione delle scuole, la difesa del suolo e i servizi formativi e del lavoro e di preservare il patrimonio di professionalità presente all’interno della Provincia di Genova.

Ordine del giorno contro tagli a Città Metropolitane