#25 tema del giorno: parchi e turismo escursionistico

Rif ArgenteaLa Liguria deve riconsiderare le proprie potenzialità turistiche e conseguentemente ripensare la propria offerta turistica. Grazie alla grande diversità dei suoi habitat e dei suoi paesaggi la Liguria è in grado di proporre un’offerta variegata che, oltre alla consolidata qualità dell’offerta balneare, sia in grado di puntare sulle ricchezze ambientali, paesaggistiche e storico-culturali delle aree costiere e dell’entroterra. Per questa ragione è importante potenziare il ruolo dei parchi regionali che, accanto all’insostituibile compito di tutela attiva degli ecosistemi e di valorizzazione delle risorse naturalistiche, hanno, con il tempo, consolidato un ruolo significativo nell’attività di coordinamento nei confronti dei Comuni e costituito un riferimento per gli operatori economici locali, facendo leva sulla qualità delle filiere agroalimentari e sulla promozione del turismo ecocompatibile. Occorre quindi identificare i Parchi regionali come avamposti di un nuovo modello di sviluppo sostenibile, a partire dall’entroterra guardando a temi quali l’imprenditoria giovanile, la valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali, l’ospitalità diffusa, la tutela e la promozione delle tipicità.
Tutto questo mi fa pensare che è stata giusta la battaglia che a suo tempo ho sostenuto per evitare che, per effetto delle politiche di spending review, si determinasse un impoverimento del ruolo propulsivo dei Parchi che avrebbe comportato una perdita di autonomia e di rappresentanza dei territori con il rischio concreto del sopravvento di una concezione di Parchi essenzialmente vincolistica e pertanto foriera di incomprensioni e conflittualità. Così come è stata giusta la battaglia per il rifinanziamento delle attività a supporto della gestione della REL – Rete Escursionistica Ligure – e dell’Alta via dei Monti Liguri, sicuramente uno dei punti di forza del turismo ligure che, anzi, deve essere opportunamente efficientato tenuto conto della straordinaria attrattiva che può esercitare nei confronti del turismo escursionistico sia sul piano nazionale che europeo.

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#2 tema del giorno: la cava del Monte Tariné

Sassello

Lo scorso marzo, non appena sono circolate voci su un rinnovato interesse per lo sfruttamento minerario per estrarre titanio da un’ipotizzata cava nel Monte Tariné, comprensorio del Beigua, ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale.

In quell’occasione la mia iniziativa è valsa a ribadire le ragioni che, già in passato, avevano indotto istituzioni e comunità locali ad opporsi ad un tale intervento. Ragioni connesse alla totale incompatibilità di un’attività estrattiva in un’area che si trova in un Parco regionale ed è soggetta a particolare tutela ambientale, trattandosi di una zona classificata come “sito di importanza comunitaria”. A ciò si aggiungono motivazioni legate alla tutela della salute dei cittadini, che una tale iniziativa metterebbe gravemente a rischio, e ai programmi di sviluppo locale del comprensorio che puntano alla valorizzazione del territorio dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

La recentissima richiesta di apertura della procedura di VIA (Valutazione di impatto ambientale), da parte della Soc. Compagnia Europea del Titanio C.E.T., ha provocato l’immediata e motivata reazione di tutti gli enti e le associazioni interessate che hanno formalmente confermato il loro no nei confronti di qualsiasi ipotesi di sfruttamento minerario nel comprensorio del Parco del Beigua.

La posizione contraria espressa dalla Giunta regionale in risposta alla mia interrogazione costituisce la premessa per una formale valutazione della Regione Liguria che faccia definitiva chiarezza sulla questione.

Il mio impegno proseguirà a fianco del Parco del Beigua, dei Comuni e delle associazioni affinché venga posta la parola fine ad una vicenda che dura ormai da troppi anni.

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Miniera di titanio a Sassello

Sassello

La notizia circolata nelle settimane scorse circa la possibilità che venga attivata una miniera per estrarre titanio dal Monte Tariné nella zona tra Sassello, Urbe e il Parco del Beigua mi ha indotto a presentare un’interrogazione urgente in Consiglio regionale, con la quale ho chiesto se siano stati presentati ulteriori progetti per lo sfruttamento minerario del Monte Tariné e se trova conferma l’orientamento negativo alla concessione già manifestato in precedenza dalla Giunta regionale.

Ho deciso di presentare l’interrogazione a seguito del rinnovato interesse sull’eventuale sfruttamento minerario del Monte Tariné circolato nei giorni scorsi, con un convegno e alcuni articoli apparsi sui mezzi di informazione locale. La concessione esistente è scaduta nel 2011 e non risulta sia stata presentata alcuna richiesta per il rinnovo.
Le mie preoccupazioni riguardano innanzitutto la salute degli abitanti della zona: oltre al titanio, la roccia del Monte Tariné contiene anche amianto blu che ha accertati effetti cancerogeni sull’uomo. Studi effettuati dall’Istituto Tumori di Genova hanno evidenziato che si determinerebbero dannose conseguenze derivanti dalla propagazione di non trascurabili quantitativi di particelle di amianto a causa sia dell’esplosione delle mine sia per effetto del trasporto del materiale.

Per quanto riguarda gli aspetti ambientali, i pericoli sono la distruzione e il dissesto del territorio, l’inquinamento dei corsi d’acqua esistenti, l’emissione nell’aria di polveri, la produzione di rumori, l’insostenibilità della circolazione di mezzi pesanti. Tutto ciò in netto contrasto con le aspirazioni e i programmi agro-silvo-pastorali e turistico-ricreativi della comunità dell’area di Piampaludo e degli amministratori locali.

Ricordiamo che l’area in questione si estende per 453 ettari nel territorio del Parco del Beigua, nel quale la legge regionale 12/95 vieta espressamente l’apertura e l’esercizio di miniere, cave e discariche.
Vi sono diverse fonti da cui captano gli acquedotti di Urbe e Sassello e proprio in quell’area passano due fiumi, l’Orba e l’Orbarina, da cui attingono numerosi Comuni dell’ovadese (Molare, Cassinelle, Serralunga, Capriata, Castelletto d’Orba, Silvano d’Orba, Predosa e Ovada).
Contro l’attivazione della miniera è recentemente intervenuto anche il sindaco, Daniele Buschiazzo.

Conoscere l’orientamento su questo argomento della Giunta regionale è importante dato che dall’inizio degli anni duemila la competenza sulle concessioni minerarie è passata alle Regioni. Sono fiducioso, visto che già in passato la Regione Liguria aveva espresso formale parere negativo sulla riattivazione di questa miniera.

La Regione conferma il sostegno ai suoi parchi

Comunicato stampa di Federparchi – Coordinamento regionale aree protette della Liguria 

20 dicembre 2014.  Dopo le buone notizie che erano arrivate nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio, nel tardo pomeriggio di ieri il Consiglio Regionale ha approvato il bilancio 2015 e pluriennale confermando che i fondi destinati ai parchi regionali non subiranno tagli rispetto all’esercizio 2014 e rifinanziando le attività a supporto della gestione della Rete Escursionistica Ligure e dell’Alta Via dei Monti Liguri.

Il Coordinamento Regionale delle Aree Protette della Liguria, unitamente a Federparchi Nazionale, esprime grande soddisfazione e ringrazia l’Assessore ai Parchi Sergio Rossetti, il Presidente Claudio Burlando e tutta la Giunta Regionale, il Presidente della Commissione Bilancio Antonino Oliveri e i Consiglieri che hanno riaffermato l’interesse dell’Amministrazione Regionale a sostenere i parchi quale strumento fondamentale per la protezione del territorio e la promozione socio-economica sostenibile.

“Si tratta di una decisione molto importante – afferma Dario Franchello, Coordinatore Regionale dei Parchi, anche a nome del Presidente di Federparchi Giampiero Sammuri e di tutti i colleghi Presidenti – che ci responsabilizza ulteriormente rispetto alle molteplici funzioni che gli Enti Parco svolgono, spesso per conto della stessa Regione, quali ad esempio le attività in materia di gestione delle risorse naturali, delle foreste demaniali, della rete escursionistica, dell’educazione ambientale.”

“Un segno di grande rilevanza che il Sistema regionale delle aree protette della Liguria trasmette, anche attraverso Federparchi, alla ribalta nazionale. Sapremo impegnarci ancora più convintamente pure nella sfida delle nuova programmazione dei fondi strutturali comunitari allo scopo di consolidare il ruolo dei parchi come attori protagonisti della tutela attiva e motori di sviluppo compatibile a livello locale. Il fatto di poter contare anche il prossimo anno sulle risorse consolidate nel corso del 2014 – conclude Franchello – consentirà agli Enti Parco di mantenere gli impegni di lavoro programmati per il territorio insieme alle Comunità locali e di progettare nuove azioni e nuove iniziative.”