#18 tema del giorno: informazione non significa conoscenza

In un’epoca in cui la comunicazione utilizza strumenti sofisticati, pervasivi e soprattutto fortemente persuasivi in grado di orientare l’opinione pubblica, sempre più fragile e vulnerabile di fronte a una sovraesposizione mediatica senza precedenti, bisogna distinguere bene tra informazione e conoscenza.

Per “informazione” si può intendere una rappresentazione dei fatti (dati) organizzati in modo da essere comprensibili e significativi per l’utente destinatario, che devono essere inseriti in un determinato contesto che consenta di attribuire un significato unico e condiviso al dato. L’informazione acquista maggiore valore quanto più si diffonde e viene utilizzata.

La “conoscenza” può essere invece considerata un insieme di informazioni organizzate e elaborate dall’individuo per acquisire – ed eventualmente diffondere – competenze comprensione, esperienza e cultura. La conoscenza presuppone pertanto l’applicazione di un “filtro” alle informazioni acquisite che consente di selezionare quelle che, sulla base della propria esperienza, si ritengono più attendibili e pertinenti con l’obiettivo.

informazione

L’Istat richiama l’attenzione sul ruolo fondamentale dell’autorevolezza della fonte delle informazioni: se in passato essa è risultata attendibile e ha fornito dati di buona qualità avrà credito, quindi, la diffusione e l’uso della sua produzione saranno via via più ampi. L’informazione, interagendo con quella disponibile da altre fonti e con l’accumulazione precedente delle persone, diviene conoscenza e risulterà idonea ad affrontare problemi ed esplorare campi differenti da quelli per i quali era stata originariamente prodotta.

E’ pertanto compito delle istituzioni, particolarmente attraverso l’istruzione e la formazione, far accrescere nelle persone un grado di consapevolezza che consenta di selezionare adeguatamente le informazioni, acquisendo una capacità di discernimento non condizionata da idee preconcette ma fondata sull’impegno a “farsi un’idea” delle cose, cercando di affrontare i problemi da più punti di vista e mettendosi possibilmente “nei panni dell’altro”.

Sarà quindi impegno della prossima amministrazione rafforzare e razionalizzare gli investimenti in istruzione e formazione, per garantire la creazione di una conoscenza profonda che consenta di valorizzare l’esperienza e la competenza, aprendo verso ogni forma di comunicazione innovativa purché usata come “mezzo” e non come “fine”.

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