La Città Metropolitana nasce senza risorse

Ieri pomeriggio sono intervenuto al Consiglio Metropolitano di Genova per lanciare l’allarme sulla situazione che si sta determinando a seguito di alcune misure contenute nel disegno di legge di stabilità 2015 in discussione in Parlamento.

Mentre il Consiglio si sta avviando a concludere l’elaborazione dello Statuto della Città Metropolitana, il Governo ha presentato un emendamento che prevede una riduzione delle spese per il personale delle Città Metropolitane (del 50% per le Province), a partire dal 1 giugno 2015.
Non ci vuole un genio per capire che si tratta di una norma devastante, che si aggiunge ai forti tagli rispettivamente di 1 miliardo di euro alle Province e Città Metropolitane, di 1,2 miliardi ai Comuni e di 4 miliardi alle Regioni.

Si tratta di misure che non solo porteranno al dissesto molti enti, ma renderanno impossibile l’esercizio delle funzioni fondamentali mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro solo in Liguria.

Un conto è ridurre e razionalizzare la spesa pubblica, obiettivo su cui non si discute, altra cosa è portare al collasso il sistema.

A fronte di questa situazione ho sostenuto che il Consiglio Metropolitano ha la responsabilità nei confronti dei Comuni che vi sono rappresentati e dei lavoratori della Provincia di Genova di dire con chiarezza come stanno le cose e a quali rischi si sta andando incontro.

Nella scorsa seduta del Consiglio Metropolitano avevo peraltro già presentato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i Consiglieri e fatto proprio dal Sindaco Metropolitano Doria e dal Commissario Straordinario Fossati, per richiamare il Governo e i Parlamentari liguri a rivedere il contenuto del disegno di legge di stabilità.

Venerdì 5 dicembre, nell’aula del Consiglio regionale, per iniziativa congiunta di Regione Liguria, Associazione Nazionale Comuni, Unione delle Province Liguri, sono convocati gli stati generali delle autonomie locali. Si tratta di un’iniziativa straordinaria alla quale sono invitati anche i sindacati e le rappresentanze di categoria, per denunciare l’insostenibilità delle norme proposte e la necessità di correggere decisamente la rotta, al fine di garantire la continuità di servizi essenziali come la viabilità, la manutenzione delle scuole, la difesa del suolo e i servizi formativi e del lavoro e di preservare il patrimonio di professionalità presente all’interno della Provincia di Genova.

Ordine del giorno contro tagli a Città Metropolitane

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