Valli Stura e Leira: da Regione fondi per progetti di sicurezza

Incontro con gli amministratori delle valli Leira e Stura per i progetti del dopo alluvione

Incontro con gli amministratori delle valli Leira e Stura per i progetti del dopo alluvione

A partire da questa mattina ho accompagnato il presidente della Regione Claudio Burlando e l’assessore regionale alla protezione civile Raffaella Paita negli incontri con gli amministratori comunali delle Valli Leira e Stura.

A Mele la prima riunione con il Sindaco Mirko Ferrando e la sua giunta per mettere a fuoco le principali criticità del territorio e definire progetti e linee d’azione. A seguire gli incontri presso il Comune di Rossiglione con i sindaci e gli amministratori dei Comuni della Valle Stura per la presentazione dei progetti che riguardano le principali criticità conseguenti ai recenti eventi alluvionali e le relative priorità progettuali.

L’assessore Paita ha assicurato l’impegno della Regione a dare copertura con una parte dei 379 milioni di euro che la Regione Liguria ha ottenuto per la messa in sicurezza del Bisagno (terzo lotto e scolmatore), che potranno essere messi a disposizione anche per risolvere altre questioni sugli affluenti del torrente Bisagno, poiché 50 milioni per la galleria scolmatrice del Fereggiano sono già stati finanziati.
In questo modo la Regione può liberare risorse importanti per opere non ancora finanziate a Genova e anche nell’area metropolitana, dove ci sono progetti pronti, grazie al lavoro svolto in questi anni dalla Regione insieme ai Comuni.

Visto che il criterio adottato dal Governo per selezionare gli interventi si basa sul rischio idrogeologico e sulla cantierabilità, la Liguria conta di essere premiata per aver messo a punto i progetti per tempo.

Questi i progetti che verranno finanziati:
A Mele: consolidamento movimenti franosi in località Biscaccia
A Masone: consolidamento franoso del versante in località Regalli
Campo Ligure: sistemazione dissesto idrogeologico area frana in località Mongrosso
Rossiglione: ripristino del corretto riflusso del torrente Berlino

Complessivamente si tratta di circa cinque milioni di euro

Norme ad hoc e risorse finanziarie per le aree protette

Valbrevenna, Parco regionale Antola

I Siti di Interesse Comunitario (SIC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Liguria sono circa 120 aree di pregio naturalistico e storico – dal parco del Beigua al fondale di Capo Mortola, da alcune zone delle Cinque Terre all’Isola Palmaria – protette e regolate da una particolare normativa regionale.
Tale normativa, se applicata in modo restrittivo e troppo generale, può ostacolare l’attività di agricoltori, boscaioli e anche operatori turistici che lavorano sul territorio e contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente e alla prevenzione delle alluvioni.

Come ho spiegato questa mattina in Consiglio regionale, la normativa va applicata tenendo conto delle peculiarità di ogni territorio, del clima e delle attività che vi operano, senza rimanere prigionieri di logiche rigidamente vincolistiche e burocratiche. Rigidità che si sono manifestate spesso nell’applicazione delle direttive comunitarie che vigilano sulla tutela di queste aree.
Per fare un esempio: a Monesi, dove hanno realizzato degli impianti sciistici, ci sono aree situate all’interno di un SIC sulle quali è inibito il passaggio con le ciaspole.

Su questo tema, in Consiglio regionale, si è registrata una sostanziale convergenza tra le forze politiche della maggioranza e dell’opposizione, per cui l’argomento è stato rinviato all’esame della Commissione attività produttive.

Occorre coinvolgere le amministrazioni comunali e le associazioni di categoria, ad esempio dell’agricoltura e del turismo, nella predisposizione e nell’adozione delle misure di conservazione dei SIC e delle ZPS. Un ulteriore impegno è necessario anche per dotare gli enti gestori delle aree protette di adeguate risorse finanziarie, anche attraverso l’integrazione con gli strumenti della programmazione comunitaria del periodo 2014-2020, in particolare del Piano di Sviluppo Rurale e del POR FESR.

Restauro del castello Fieschi a Senarega

Senarega, inaugurazione del castello dei Fischi dopo i restauri

Senarega, inaugurazione del castello dei Fieschi dopo i restauri

Ho partecipato, insieme al presidente della Regione Claudio Burlando e agli assessori Pippo Rossetti e Giovanni Boitano, all’inaugurazione degli interventi di restauro del castello Fieschi, all’interno del borgo medievale di Senarega, in Valbrevenna. A fare gli onori di casa il sindaco del Comune di Valbrevenna Michele Brassesco e il presidente del Parco regionale dell’Antola Roberto Costa.
Presenti amministratori locali della Valle Scrivia e molta gente, a testimonianza dell’attaccamento a questi luoghi ricchi di storia e tradizioni.

Castello Fieschi a Senarega, in Valbrevenna

Altra prospettiva del restaurato castello Fieschi a Senarega, in Valbrevenna

Un recupero, cofinanziato dall’Unione Europea, molto riuscito che restituisce all’uso pubblico un bene storico e architettonico importante, con funzioni ricettive. Una suggestiva attrattiva che darà sicuramente impulso allo sviluppo turistico della Valle Scrivia.

A Campo Ligure convegno regionale apistico

Campo Ligure. Al convegno "Le api e i cambiamenti climatici: cosa sta succedendo? "

Campo Ligure. Al convegno “Le api e i cambiamenti climatici: cosa sta succedendo? “

Oggi partecipo a Campo Ligure al convegno “Le api e i cambiamenti climatici: cosa sta succedendo?”, organizzato dal Parco del Beigua nell’ambito del concorso mieli dei parchi della Liguria edizione 2014.

Detriti alluvionali, la protezione civile autorizza la rimozione

detriti alluvionaliIl pietrisco e i materiali vegetali che si sono accumulati nella recente alluvione nel greto di fiumi e torrenti potranno essere rimossi subito anche da privati, utilizzando il principio della compensazione.

Il 14 novembre scorso il capo della Protezione Civile nazionale, Franco Gabrielli, ha emesso un’ordinanza che autorizza la rimozione, come avevo proposto in un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale ligure.
Da ex sindaco di Campo Ligure, Comune tra i più colpiti negli ultimi eventi alluvionali, mi sono fatto portatore in Consiglio di un’istanza che proveniva a gran voce dal territorio.

L’ordinanza della Protezione Civile prevede che i detriti di origine naturale – in sostanza pietrisco e ramaglie – rimossi da fiumi, torrenti e anche dal mare, per opere di ripristino dei corsi d’acqua e di prevenzione, possono essere ceduti alle ditte che effettuano gli interventi a titolo di compensazione per il lavoro svolto. Naturalmente con tutte le autorizzazioni necessarie e anche con una stima preventiva del valore del materiale asportato e dell’entità degli interventi stessi.

Il provvedimento consente anche di bruciare i materiali vegetali, previo parere dell’Arpal.

Questa ordinanza permette di superare le complicazioni previste dalla normativa vigente, che non consentiva di eseguire i lavori con l’urgenza necessaria. Con l’ordine del giorno chiedevamo proprio che si consentisse, nelle aree colpite da eventi calamitosi gravi, di effettuare questi lavori con estrema rapidità, affidandosi anche a ditte private, utilizzando il principio di compensazione, cioè consentendo il riutilizzo del materiale prelevato.

Sono estremamente soddisfatto che il provvedimento della Protezione Civile abbia raccolto l’appello della Liguria.
L’ordinanza riguarda non solo Campo Ligure, ma tutti i Comuni alluvionati: tutta la Provincia di Genova e i Comuni di Borghetto Vara, Riccò del Golfo e Varese Ligure.

Una legge per regolamentare le concessioni idriche

Semplificare l’iter amministrativo riducendo i tempi delle istruttorie, tutelare il diritto a derivare l’acqua alle condizioni normative previste, contrastare i prelievi abusivi, che sono un pericolo per la salute e un danno per le finanze pubbliche.

Sono i tre punti salienti di una proposta di legge del Pd al Consiglio regionale sulle concessioni di piccole derivazioni d’acqua per uso umano che illustrerò domani in commissione

Alluvione: aggiornamenti dalla Valle Stura

frana località Mongrosso, a Campo Ligure

frana località Mongrosso, a Campo Ligure

Aggiornamenti ultimo minuto sulla situazione in ValleStura‬, critica anche questa volta. Continuano la piogge, ma con minore intensità e il livello dei torrenti si è abbassato.

A causa di una frana a Rossiglione‬ evacuate dodici persone.
La ferrovia Genova-Acqui Terme è interrotta ed è chiusa al traffico anche la strada provinciale 465 tra Rossiglione e Ovada.

A ‪‎Mele‬ sono esondati due torrenti, a ‪‎Masone‬ l’esondazione si è verificata, ma in modo limitato.

frana località Mongrosso, a Campo LigureA Campoligure‬ una frana in località Mongrosso‬, dove erano già isolate venti famiglie e cinque aziende agricole, ha costretto il Comune a far evacuare sette famiglie.

La minaccia di cedimento del versante ha fatto chiudere al traffico, per precauzione, due delle tre corsie in direzione sud dell’autostrada A26.

frana a Campo Ligure

Mi trovo da questa mattina al Centro operativo comunale insieme al sindaco di Campoligure, Andrea Pastorino. Abbiamo fatto sopralluoghi su tutto il territorio, interessato anche in altri punti da smottamenti