Pronta la nuova legge elettorale in Liguria

Tra le novità più importanti ci sono l’abolizione del listino, il premio di maggioranza e la parità di genere.
Oggi in Commissione Affari Istituzionali del Consiglio regionale abbiamo approvato con 33 voti favorevoli e 2 astenuti la nuova proposta di legge elettorale.

La pdl rivoluziona il sistema elettorale attualmente in vigore in Liguria, a partire dall’abolizione del listino che restituisce ai cittadini la scelta di tutti i consiglieri regionali.
La nuova legge prevede inoltre un premio di maggioranza per garantire la governabilità, una rappresentatività più equilibrata dei territori e introduce una norma sulla parità di genere.

Ad inizio agosto è previsto il passaggio in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva.
Sono davvero soddisfatto per l’importante risultato raggiunto, dopo tanti tentativi andati a vuoto.

 

L’ex ospedale di Busalla torni alla comunità

Una parte dell'ex ospedale Luigi Frugone, a Busalla

Una parte dell’ex ospedale Luigi Frugone, a Busalla

Interrogazione su ex ospedale di Busalla

L’ex ospedale di Busalla “Luigi Frugone” deve tornare alla comunità, come era stato deciso, sotto forma di rsa. Se non ha più ragione d’essere un ospedale vero e proprio, che mantenga comunque la funzione sanitaria, a coprire il fabbisogno crescente della popolazione anziana della Valle Scrivia.

Tra il 2011 e il 2013 il Frugone ha ospitato una trentina di migranti provenienti dal Nord Africa, tra le proteste degli abitanti e degli amministratori locali.

A fronte della notizia dell’arrivo di nuovi migranti, ho presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per sollecitare la trasformazione dell’ex nosocomio della Valle Scrivia in struttura sanitaria, come i sindaci, d’accordo con Regione e Asl3, chiedono da tempo.

Estendere autocontrollo nelle piccole imprese per diminuire impatto ambientale

ambienteIn questi giorni ho presentato un’interrogazione alla Giunta Regionale sulla possibilità di estendere la pratica dell’autocontrollo ambientale, che bene ha funzionato per le carrozzerie, anche ad altre categorie di piccole e medie imprese come le costruzioni, la carpenteria e la meccanica, la falegnameria e le lavanderie.

L’autocontrollo in tema di pratiche ambientali è previsto da un progetto sperimentale realizzato nel 2013 con il sostegno della Regione, per iniziativa della Confartigianato ligure in collaborazione con l’Arpal.

La sperimentazione ha interessato il comparto delle carrozzerie in quanto ritenuto tra quelli che esercitano un’attività a più forte impatto ambientale sia per le elevate emissioni atmosferiche prodotte sia per il consistente numero di imprese presenti sul territorio ligure. I risultati ottenuti sono stati molto positivi, con 255 carrozzerie aderenti, circa la metà di tutte le carrozzerie liguri.

Perché allora non estendere il progetto anche ad altri settori maggiormente interessati al rispetto delle norme in campo ambientale, dalle emissioni in atmosfera agli scarichi idrici, dalla gestione dei rifiuti all’impatto acustico?

Si potrebbe quindi partire da alcune categorie di imprese come le costruzioni, la carpenteria e meccanica, la falegnameria e le lavanderie.

Per una materia così complessa come quella degli adempimenti nel campo dei controlli ambientali è di fondamentale importanza prevenire, semplificando la vita a piccoli imprenditori artigiani, a tutto vantaggio di una più efficace tutela dell’ambiente e della sicurezza.

 

Dipendenza dalle discariche: sei cose che la Liguria deve fare

discaricaSul tema dei rifiuti la Regione ha in questo momento una grande occasione, data dal piano regionale dei rifiuti che stiamo esaminando in Commissione e dalla legge sulla governance dei rifiuti.

Coniugando opportunamente questi due elementi potremo finalmente uscire dalla “dipendenza dalle discariche” che è uno dei problemi maggiori della gestione dei rifiuti in Liguria.

Al termine di un lungo dibattito sulla discarica di Scarpino e sull’emergenza rifiuti, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dal capogruppo PD Nino Miceli, che impegna la Giunta a rafforzare le indicazioni del piano regionale dei rifiuti attraverso l’attuazione di sei misure:

  1. il superamento della centralità delle discariche
  2. Il potenziamento della raccolta differenziata
  3. la razionalizzazione e l’ottimizzazione del sistema gestionale
  4. il rafforzamento degli impianti dedicati allo smaltimento dei rifiuti
  5. l’attivazione della segreteria tecnica entro l’autunno
  6. reperire adeguate risorse a sostegno degli impianti da realizzare

Lotta ai tumori: farmaco di nuovo in fascia “A”

compresseReinserire il farmaco antitumorale Myleran nella fascia rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ quanto ho chiesto al Consiglio regionale con un ordine del giorno che è stato approvato oggi all’unanimità.

Myleran è un farmaco in commercio da più di cinquant’anni, utilizzato con ottimi risultati nella cura di malattie croniche del sangue, come alcune forme di leucemia che colpiscono sopratutto pazienti anziani.

Nelle scorse settimane, il farmaco è stato spostato dall’Agenzia Italiana del Farmaco dalla fascia A alla fascia C.

Il prezzo di una confezione è passato da 15 euro a 380 euro, precludendo in tal modo l’accesso alla cura a pazienti, perlopiù pensionati con pensioni minime, che non rispondono o sono intolleranti ad altri farmaci.

Il cambio di fascia ha provocato proteste e, come evidenziato nell’ordine del giorno, “ripetute segnalazioni dal responsabile dell’ambulatorio di Ematologia, Immunologia e Malattie Rare dell’Ospedale Gallino di Pontedecimo, nonché dall’Associazione ‘Gigi Ghirotti’.

Nonostante l’interessamento dell’Asl e della Regione, ad oggi la situazione è rimasta inalterata lasciando i pazienti che non si possono permettere l’intero accollo del costo del farmaco nella condizioni di non potersi curare. Speriamo che ora questa presa di posizione del Consiglio regionale possa rafforzare l’azione nei confronti dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Ministero della Salute affinché il farmaco sia nuovamente inserito nella classe A di rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale”.

Leggi l’odg integrale sul farmaco antitumorale

Concessioni idriche: snellire le procedure

L’iter per le concessioni idriche ad uso potabile è troppo complesso, con tempi infiniti, e perciò ho presentato un’interpellanza discussa questa mattina in Assemblea regionale per chiedere alla Regione di intervenire per snellire la procedura.

Il problema riguarda soprattutto le abitazioni isolate e i rifugi montani. Non si tratta di grossi numeri, però è un caso di scuola sulla burocrazia italiana: questo tipo di pratica coinvolge infatti cinque enti diversi: Regione, Provincia, Comune, Autorità di Bacino, Asl e Arpal. Il costo ammonta a poco meno di tremila euro, ma la pratica va avanti per anni perché la procedura prevede sopralluoghi e la pubblicazione all’albo pretorio per eventuali osservazioni. Tutto ciò sia per le grandi derivazioni che per le piccole. E alla fine non si ha neanche la certezza di ottenere l’autorizzazione.
In provincia di Genova l’Asl, prima di emettere il suo parere, commissiona le analisi all’Arpal e, dato che manca un accordo tra i due enti, la pratica si blocca. Il rischio è che si incoraggino allacci abusivi, con gravi rischi per la salute, dato che stiamo parlando di acqua per il consumo umano.

Un esempio? Il caso del Rifugio Argentera, sull’Alta Via dei Monti Liguri, nel Parco del Beigua. È stato ristrutturato con fondi regionali rispettando i tempi previsti ma non è possibile affidarlo in gestione perché da due anni attende l’allaccio.
L’assessore Claudio Montaldo ha comunicato di aver richiesto notizie in merito alla procedura a tutti gli enti coinvolti e si è impegnato ad affrontare con urgenza il caso specifico del Rifugio Argentera per non perdere la stagione turistica.