Interrogazione al Presidente e agli assessori competenti in materia di contrasto alla proliferazione di cinghiali

cinghialiCon l’obiettivo di tenervi sempre aggiornati, ritengo utile pubblicare la mia recente interrogazione al Presidente e agli assessori competenti in materia di contrasto alla proliferazione di cinghiali.

 

 

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IMMEDIATA

II sottoscritto Consigliere,

PREMESSO che le associazioni dei coltivatori da tempo denunciano rilevanti danni alle coltivazioni provocati dalla eccessiva presenza di cinghiali nonostante i piani di abbattimento e le misure di prevenzione adottate;

CONSIDERATO che la Regione ha istituito un Gruppo di lavoro interdisciplinare allo scopo di mettere a sistema azioni e strumenti volti a contrastare più efficacemente il fenomeno in collaborazione con gli Enti e organismi interessati;

TENUTO CONTO che la Regione ha dato corso ad una strategia finalizzata a tutelare e valorizzare le attività agricole con l’obiettivo di invertire la tendenza allo spopolamento dei territori montani, che ha già visto il varo di importanti provvedimenti legislativi per il recupero delle terre incolte, la promozione dell’agricoltura sociale e per l’assegnazione a privati delle foreste demaniali regionali;

INTERROGA IL PRESIDENTE E GLI ASSESSORI COMPETENTI

per conoscere:

  • l’andamento delle popolazioni dei cinghiali esistenti in Liguria nel corso degli ultimi dieci anni, il numero degli abbattimenti autorizzati e il numero dei capi effettivamente prelevati nello stesso periodo in modo da incrociare i dati;
  • quali azioni si intendono intraprendere, sulla base della normativa venatoria, al fine di ulteriormente limitare la proliferazione dei cinghiali;
  • se non si ritiene di utilizzare la nuova programmazione relativa al Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 per individuare misure prioritarie a tutela delle produzioni agricole, in subordine agli interventi da effettuare in ambito venatorio;
  • se non si ritiene di adottare entro l’attuale legislatura atti di immediata efficacia dal punto di vista venatorio e operativo, tenuto conto delle risultanze dell’attività del citato Gruppo di lavoro.

 

One thought on “Interrogazione al Presidente e agli assessori competenti in materia di contrasto alla proliferazione di cinghiali

  1. Ritengo che sia corretto informare i vostri lettori, che la questione dei danni provocati dai cinghiali la seguo da diverso tempo, già nel 2009, durante l’approvazione del Regolamento della Provincia di Genova per la caccia al cinghiale, art. 11, in qualità di Consigliere Provinciale, avevo presentato un emendamento: E’ fatto divieto a chiunque, nel territorio provinciale, di effettuare il foraggiamento.
    Era stato approvato, ma una manina lesta si premurò di accoglierlo, prevedendo una deroga, cioè aggiungendo la frase: Sono fatte salve le azioni della gestione che prevedono la somministrazione artificiale di alimenti per l’attività di controllo, di monitoraggio nonché per azioni di carattere dissuasivo programmate dagli Ambiti Territoriali di Caccia in accordo con la Provincia’ – Tradotto, si possono depositare nei boschi, con autorizzazione, quantitativi di granturco in chicchi, destinati appositamente ai cinghiali, con la scusa di tenerli lontani dai coltivi.
    Di conseguenza se il comune cittadino foraggia questi ungulati, è sanzionato, mentre il cacciatore è libero di agire come meglio crede.
    Questi foraggiamenti comportano una notevole diminuzione della selezione naturale, poiché se da una parte, causa la malattia del castagno (cinipide), non trovando più cibo in natura, sa a che “santo” può rivolgersi.
    Non dobbiamo permettere che i nostri contadini subiscano danni, in parte voluti dai cinghialisti.
    Non dimentichiamoci che i cinghiali e i cervidi sono stati introdotti per volere dei cacciatori, subito accontentati dai vari Assessori di turno, vale la pena di portare all’attenzione dell’opinione pubblica, che nel 2009, l’allora Assessore Briano e la Giunta Provinciale avallarono Il progetto di immissione di caprioli nel Parco dell’Aveto, oggi questa popolazione è cresciuta a dismisura, provocando seri danni alle coltivazioni, come era prevedibile urge abbatterli.
    Mi chiedo se non sarebbe corretto che tutti quelli che hanno permesso tutto ciò rispondesse in termini economici dei danni provocati da queste scellerate decisioni, ribadisco, decisioni forse dovute dalle pressanti richieste che provenivano dal mondo venatorio, perché questi danni deve pagarli la collettività e non coloro che hanno permesso tutto ciò?
    Rispetto per chi lavora la terra, ricordiamoci che il bene primario di una nazione è soprattutto l’agricoltura.

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