Fondi regionali per le strade provinciali e comunali: mozione approvata all’unanimità

asfalto-01E’ stata approvata questa mattina, 26 marzo 2014, all’unanimità dal Consiglio Regionale la mozione da me presentata che proponeva alla Giunta Regionale di prevedere, nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020, misure che consentano di attivare nuovi finanziamenti destinati alla rete viaria ligure di competenza delle Province e dei Comuni.

L’iniziativa parte da alcune considerazioni sullo stato delle strade liguri e dei fondi a disposizione degli enti che le gestiscono.

Negli ultimi anni la manutenzione straordinaria e ordinaria delle strade è venuta meno, a causa dell’assoluta insufficienza delle risorse finanziarie a disposizione di province e comuni. La Regione Liguria in questi anni ha adottato misure efficaci per affrontare le tante emergenze che hanno colpito la rete viaria ligure e per sostenere gli enti locali.

Con questa mozione ho perciò proposto di inserire nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 misure specifiche dedicate alle infrastrutture viarie di competenza provinciale e comunale, dotandole di adeguate risorse finanziarie.

Una richiesta che ha incontrato il favore di tutti i consiglieri regionali presenti, i quali, con numerosi interventi e con il loro voto favorevole, hanno manifestato sostegno alla mozione.

Ringrazio i colleghi per aver condiviso la mia proposta e per aver aperto profili di discussione ulteriori e diversi durante il dibattito. Ringrazio anche la Giunta e l’Assessore Paita in particolare per l’attenzione e la sensibilità dimostrata. Credo che sia un’occasione da cogliere per dare nuova linfa a un settore che ha ripercussioni su molti settori economici nella nostra regione e costituisce un volano per la ripresa.

Il Consiglio Regionale della Liguria a fianco dei lavoratori della Piaggio a difesa dello stabilimento di Sestri Ponente

piaggioincontroUn appello al Governo perché venga costituito un tavolo di confronto su Piaggio fra i Ministeri dello Sviluppo Economico e della Difesa, la Regione Liguria, il sindacato e la proprietà. E’ quanto chiede un ordine del giorno proposto da me come primo firmatario ma sottoscritto da tutti e approvato oggi 18 Marzo 2014 all’unanimità dal Consiglio Regionale.

L’obiettivo finale da raggiungere è quello di determinare una solida prospettiva industriale per l’azienda e di salvaguardare l’occupazione e la presenza della Piaggio a Sestri Ponente, confermando gli investimenti necessari al completamento dello stabilimento di Villanova d’Albenga.

Le nostre preoccupazioni nascono dal fatto che il piano industriale presentato dalla Piaggio comporta una drastica riduzione dell’occupazione, sia per quanto riguarda gli esuberi diretti, quantificati in 165 unità, sia per l’esternalizzazione di produzioni attualmente realizzate in proprio che porterebbero a una riduzione di 207 dipendenti, oltretutto con lo svuotamento produttivo dello stabilimento di Sestri Ponente.

Il piano presentato da Piaggio viene ritenuto inaccettabile e si chiede che venga “profondamente modificato in quanto, con la scomparsa delle produzioni Piaggio a Sestri Ponente, disattende quanto previsto nell’accordo di programma sottoscritto nel 2008, determinando la perdita di un patrimonio industriale di valore strategico non solo per la Liguria ma per l’intero Paese”.

Riteniamo che le prospettive dell’azienda debbano caratterizzarsi con prodotti fortemente innovativi e ad alto contenuto tecnologico, valorizzando professionalità e competenze acquisite e che gli attuali spazi occupati dalla Piaggio a Sestri Ponente siano confermati nell’attuale destinazione industriale, anche a fronte della volontà espressa in tal senso dal Sindaco di Genova.

Il destino degli stabilimenti Piaggio, in particolare Sestri Ponente non può essere disgiunto da una politica nazionale per il settore aeronautico e da un’azione del Governo nei confronti dei proprietari della Piaggio per definire le prospettive dello sviluppo industriale dell’impresa. E’ urgente che si apra un confronto fra la proprietà, i rappresentanti dei lavoratori, la Regione Liguria e i Ministeri dello Sviluppo Economico e della Difesa, non dimenticando come, in una fase così delicata, sia indispensabile l’unità di intenti fra i lavoratori, il territorio e le istituzioni.

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Strade provinciali e comunali: manutenzione insufficiente, programmiamo interventi con i fondi europei

franaAnche in conseguenza degli ultimi, pesanti, eventi alluvionali, la rete stradale ligure, di competenza di province ecomuni, è in condizioni pessime, con strozzature, deviazioni e spesso interruzioni che limitano la vita quotidiana dei cittadini e il diritto alla mobilità e con pesanti ripercussioni sulle attività produttive e sul settore turistico. Su questo argomento ho presentato una mozione proponendo di prevedere, nella programmazione dei contributi europei messo a disposizione dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020, misure che consentano di attivare nuovi finanziamenti destinati alla rete viaria ligure di competenza delle Province e dei Comuni.

L’iniziativa parte da alcune considerazioni sullo stato delle strade liguri e dei fondi a disposizione degli enti che le gestiscono. Negli ultimi anni la manutenzione straordinaria e ordinaria delle strade è venuta meno, a causa dell’assoluta insufficienza delle risorse finanziarie a disposizione di province e comuni. e la già precaria condizione della viabilità provinciale e comunale. Crescenti difficoltà e vincoli di carattere finanziario hanno limitato la capacità di intervento degli enti locali e la manutenzione della rete stradale ha conosciuto una drastica riduzione. Secondo i dati ministeriali, nel 2001 il costo annuale di gestione di una strada era di 100.000 euro a km, mentre attualmente gli enti pubblici ne hanno a disposizione solo 3.000 euro, dei quali 1.500 vengono spesi per coprire i costi per lo sgombero neve e lo spargimento del sale, per cui quasi nulla rimane per la manutenzione vera e propria.

A supporto di queste affermazioni, voglio fornire una serie di dati:

Sul territorio della provincia di Genova e dei suoi 66 comuni, escluso il capoluogo, ci sono 1.050 km di strade provinciali, di cui circa 450, meno della metà, sono in buone condizioni. Altri 200 km sono in condizioni di criticità parziale, mentre i restanti 400 km, il 38% del totale, sono in condizioni di grave criticità. Su 1.050 km di strade, sono ben 45 i sensi unici alternati !

Sullo stesso territorio genovese, 350 km di strade sono ex provinciali attualmente gestite dai comuni: di queste, 175 km, cioè la metà, sono in condizioni di grave criticità e 75 km di criticità parziale. Infine, su 2.700 km di strade comunali, tralasciando quelli di competenza del Comune di Genova che sono strade urbane, 1.200 sono in condizioni di grave criticità e 450 di criticità parziale. Mi risulta che in provincia di Savona, la situazione sia analoga a quella della provincia di Genova, mentre in provincia di Imperia (787 km totali) e La Spezia (605 km totali), anche a causa degli eventi alluvionali più o meno recenti oltre il 50% della rete viaria è a rischio di chiusura.

Come si vede sarebbero indispensabili interventi di manutenzione straordinaria, i quali sono però impossibili a causa anche della situazione di criticità finanziaria delle provincie liguri e della forte incertezza sul loro futuro istituzionale che impedisce di fatto la programmazione. Tanto per fare un esempio, nel 2013 la Provincia di Genova ha speso, per gli investimenti un decimo di quanto aveva speso in media ogni anno tra il 2002 e il 2010”.

La Regione Liguria in questi anni ha adottato misure efficaci per affrontare le tante emergenze che hanno colpito la rete viaria ligure e per sostenere Province e Comuni nel realizzare interventi sul sistema stradale regionale. Tra queste misure, riveste particolare rilievo l’utilizzo dei contributi europei contenuti nell’asse Competitività del sistema economico del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2007-2013 (ex FAS), a valere sulla misura ‘Progetti strategici locali per il miglioramento della viabilità provinciale’. Con questa mozione propongo perciò di inserire nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020 misure che consentano di attivare nuovi finanziamenti destinati alla rete viaria ligure di competenza delle Province e dei Comuni, al fine di superare le difficoltà connesse alle esigenze di mobilità dei cittadini evitando di gravare sul sistema produttivo della Liguria e di compromettere ulteriormente la già precaria condizione della viabilità provinciale e comunale.

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Modificata la legge sugli alberghi: meno burocrazia e più sostegno economico a una categoria in difficoltà

hotel17Le modifiche alla legge regionale 4/2013 sugli alberghi che abbiamo approvato il giorno 11 Marzo 2014 rappresentano un sostegno concreto alla categoria che sta accusando particolarmente la crisi economica e sta attraversando un momento difficile.

Norme che vanno nel senso della semplificazione e della sburocratizzazione delle procedure e nello stesso tempo offrono alla categoria un sostegno economico tangibile.

Nel dettaglio è stato abolito l’obbligo della comunicazione a un ente terzo per le tariffe massime degli stabilimenti balneari, tariffe che dovranno comunque essere esposte e ben visibili ai clienti. Quindi rimane salvaguardato il diritto del cliente ad essere informato, ma viene eliminato un passaggio burocratico che non portava vantaggi sostanziali alla clientela, ma faceva perdere tempo agli operatori.

La legge 4/2013 inoltre prevedeva per l’albergatore la possibilità di vendere una parte della sua struttura per ottenere la liquidità necessaria a ristrutturare la parte che rimaneva di sua proprietà e che il 25% del ricavato potesse essere utilizzato per pagare gli oneri finanziari per i mutui in essere al 31 dicembre 2012, contratti dall’albergatore in relazione all’acquisto, alla costruzione o alla ristrutturazione della struttura. Con le modifiche approvate, questa quota è stata raddoppiata e portata al 50%, concedendo al settore turistico una salutare boccata d’ossigeno.

Ridimensionamento uffici postali: apriamo un tavolo di confronto

poste-italianePoste Italiane deve sospendere ogni decisione in merito all’annunciato piano di ridimensionamento dei suoi uffici.

Questo è quanto da me sostenuto in qualità di primo firmatario dell’ordine del giorno approvato oggi all’unanimità dal Consiglio Regionale (documento che potete leggere integralmente in coda a questo articolo) sul tema delle chiusure di 40 uffici postali nei Comuni dell’entroterra ligure, problema del quale si è appreso a mezzo stampa e che sta destando molta e motivata preoccupazione.

Decisioni unilaterali da parte della Poste su un tema così delicato sono inaccettabili; è necessario aprire un tavolo di confronto con tutti gli interlocutori interessati, quindi oltre ai Comuni coinvolti anche Regione, Province, ANCI, per individuare soluzioni alternative, idonee a garantire la continuità di un servizio essenziale in termini di presidio sociale e territoriale come quello svolto dagli uffici postali.

Bisogna tenere conto delle esigenze dell’utenza dell’entroterra, delle zone rurali e scarsamente popolate e rispettarle, invocando un criterio di equilibrio economico e tutela attraverso una distribuzione omogenea degli uffici postali, la cui chiusura recherebbe problemi e disagi agli abitanti di questi Comuni.

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