Legge Regionale sul TPL: importante passo avanti

LE SCELTE DI FONDO: Bacino unico in attesa della aggregazione dei gestori, integrazione ferro-gomma

LETTERA OLIVERI011Dopo una lunghissima e travagliata gestazione la Regione Liguria ha recentemente approvato la legge di riforma del sistema di trasporto pubblico locale e regionale, la legge regionale 7 novembre 2013 numero 33. Uno dei provvedimenti più importanti e attesi della legislatura che va a ridisegnare la governance della mobilità pubblica, innovando l’assetto organizzativo e gestionale, ridefinendo ruoli e responsabilità e dando impulso all’efficientamento del servizio nel primario interesse degli utenti.
È sicuramente sbagliato caricare la nuova normativa di eccessive aspettative, ma è totalmente fuori strada chi ne minimizza la portata o addirittura ne denuncia l’inutilità. Di una organica riforma del settore c’è un’estrema necessità, resa più urgente dall’emergenza che, stante la continua contrazione di risorse pubbliche, rischia di portare al collasso l’intero sistema della mobilità pubblica, come evidenziano fin troppo bene le vicende di Atp e Amt sul versante della gomma e i tagli ai treni interregionali su quello del ferro.
Da questo punto di vista nella legge regionale le scelte di fondo ci sono e sono chiare: il bacino unico regionale come riferimento territoriale ottimale propedeutico al processo di aggregazione dei soggetti gestori; l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto, in primis ferro-gomma, quale asse strategico di pianificazione dei servizi; l’istituzione dell’Agenzia regionale come strumento centrale di regolazione e gestione del sistema, espressione di una forte governance pubblica ancor prima che modalità gestionale volta al recupero dell’Iva.
Grazie anche ad un clima di costruttivo confronto tutti i nodi più delicati sono stati affrontati e per ognuno di essi si è trovato un punto di equilibrio che tiene conto delle diverse istanze rappresentate da istituzioni locali, forze sindacali, aziende del settore e associazioni di utenti e consumatori. In tal senso si è prestata particolare attenzione ai servizi minimi in ambito urbano ed extraurbano, ai subaffidamenti, alle garanzie occupazionali, alle competenze degli enti locali, alle procedure competitive per l’affida-
mento dei servizi, alla complessità della gestione transitoria.
La vera sfida a questo punto è dare sollecita attuazione alla riforma attraverso l’adozione degli atti necessari per una concreta applicazione della norma, a partire dalla costituzione dell’Agenzia regionale.
A nessuno sfugge naturalmente che il tema delle risorse finanziarie resta cruciale e che occorre una decisa svolta nelle politiche del governo in materia di trasporto pubblico locale se si vuole evitare il tracollo di un servizio essenziale per il suo valore sociale, ambientale ed economico. Per tale ragione, dalla legge di stabilità in discussione in Parlamento è più che lecito attendersi un segnale in questa direzione.

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