Politiche di contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo: premiamo i comuni che lo vietano.

slotVisto il diffondersi del gioco d’azzardo, mediante la continua apertura di nuove sale da gioco e l’installazione di apparecchi elettronici per il gioco lecito in esercizi commerciali di diversa natura, fenomeno che sta producendo conseguenze socio-economiche di rilevante gravità e tali strutture stanno iniziando anche a penetrare nei piccoli comuni, ho ritenuto urgente presentare in Consiglio Regionale la seguente interrogazione a risposta immediata, di cui oltre a riportarvi l’intero testo vi allego anche l’articolo dedicato apparso oggi su Repubblica.

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA SCRITTA

PREMESSO che:

  • nel 2011 l’Italia ha occupato il primo posto in Europa e il terzo posto nel mondo fra i paesi che giocano di più pur non essendo né il paese più popoloso né quello più ricco;
  • il mercato del gioco d’azzardo in Italia è in continua crescita e nel periodo gennaio-ottobre 2012 la raccolta nazionale è stata pari a 70 miliardi e 262 milioni di euro, in aumento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2011;
  • secondo i dati provvisori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli oltre il 54% della raccolta totale del periodo gennaio-ottobre 2012 proviene da apparecchi elettronici e che, di questi, il 22% deriva dalle sale da gioco dove sono installati gli apparecchi VLT;
  • in Liguria, nei primi dieci mesi del 2012, sono stati spesi nel gioco più di 2 miliardi di euro, con una spesa media mensile di 128 euro procapite (inclusi i minori cui non è consentito giocare);
  • Il diffondersi del gioco d’azzardo, mediante la continua apertura di nuove sale da gioco e l’installazione di apparecchi elettronici per il gioco lecito in esercizi commerciali di diversa natura, sta producendo conseguenze socio- economiche di rilevante gravità;
  • secondo tutti gli studi scientifici in materia, il gioco colpisce maggiormente i soggetti con redditi più bassi e meno istruiti, alimentando così la diseguaglianza socioeconomica;
  • i costi socio-economici a carico della collettività legati al gioco d’azzardo, sono stimati in 5-6 miliardi annui;
  • secondo Eurispes a giocare è più del 65% degli italiani e i giocatori a rischio patologia sono stimati fra il 5 e il 9% del totale, mentre quelli già patologici sono fra lo 0,80 e il 2%;
  • secondo il Dipartimento Politiche Antidroga nel 2011 i soggetti in trattamento per gioco d’azzardo patologico sono stati poco meno di 5.000 in Italia, di cui 116 in Liguria.

PRESO ATTO che:

  • sia le Istituzioni, nei diversi livelli, sia soggetti privati operanti nel Terzo Settore hanno da tempo lanciato l’allarme sul gioco e promosso campagne di sensibilizzazione e contrasto alla sua diffusione, recentemente sostenute anche dai mezzi di comunicazione;
  • la Regione Liguria, con la legge regionale 30 aprile 2012 n. 17, recante la “Disciplina delle sale da gioco” è stata la prima e finora unica Regione italiana a dotarsi di uno specifico provvedimento normativo in materia di contrasto al gioco, stabilendo precisi limiti spaziali per l’apertura di nuove sale da gioco e per l’installazione di apparecchi elettronici per il gioco lecito;
  • anche grazie alla sopra citata legge regionale, molti Comuni liguri hanno adottato propri Regolamenti in materia.

RILEVATO che:

  • dopo la rapida diffusione delle sale da gioco nei maggiori centri urbani, il fenomeno inizia ora a diffondersi anche nei piccoli Comuni, nei confronti dei quali occorre incentivare e rafforzare l’azione di prevenzione e di contrasto verso il gioco d’azzardo;
  • per i comuni più piccoli, in particolare, l’introduzione di regole più restrittive in materia di gioco può portare alla concentrazione di sale da gioco in alcune località con ricadute socio-economiche disastrose;
  • è interesse di Regione Liguria sostenere le Amministrazioni locali che adottino politiche di contrasto al gioco, prevedendo un sistema premiante attraverso l’indicazione di priorità o incentivi nella formulazione dei bandi pubblici.

VISTO

l’articolo 6 della legge regionale 5 marzo 2012 n. 7, recante “Iniziative regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità”, ove è espressamente previsto che:

  1. La Regione può inserire, quale elemento rilevante per l’assegnazione di fondi ai comuni liguri, l’adozione da parte degli stessi di politiche restrittive nei confronti delle sale da gioco e di contrasto alla diffusione dello stesso.
  2. La Giunta regionale, con proprio regolamento, disciplina i criteri attraverso i quali emanare bandi pubblici che tengano conto della presente disposizione.

RITENUTO che:

l’attuazione del regolamento di cui al comma 2 dell’art.6 della citata legge regionale, con la conseguente emanazione di bandi conformi a tale disposizione, possa costituire un efficace strumento per sollecitare i Comuni a promuovere politiche contro la diffusione del gioco d’azzardo.

INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA E L’ASSESSORE COMPETENTE

per sapere con quali tempi e modalità Regione Liguria intenda dare piena attuazione a quanto normativamente previsto nel citato articolo 6 della legge 5 marzo 2012, n.7, mediante l’adozione di un proprio regolamento che preveda l’obbligo di inserire criteri premiali nella redazione dei bandi pubblici destinati alle Amministrazioni comunali.

(Antonino Oliveri)

Gioco di Azzardo Repubblica 30 05 2013

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